Politica

Decadenza: Berlusconi fa propaganda e vola nei sondaggi

“Colpo di Stato”. Soltanto la spudoratezza demagogica di Silvio Berlusconi poteva definire “un colpo di Stato” la decisione del Parlamento di applicare la legge Severino, votata anche dal Pdl, e di decidere la sua decadenza da senatore a seguito di una condanna in via definiva per frode fiscale.

Di scempiaggini il leader di Forza Italia ne ha dette tantissime in questi anni, è quasi impossibile farne un elenco completo ma questo ultimo slogan, che giustamente la polizia ha rimosso in occasione della manifestazione di Forza Italia davanti a palazzo Grazioli, è un offesa a tutti coloro che un colpo di Stato, in Italia con il fascismo e il nazismo, il Grecia con il colonnelli e in Cile con Pinochet, lo hanno subito davvero. Ma con quale malafede il senatore decaduto Silvio Berlusconi può fare simili paragoni? Renato Brunetta, oltre a pronunciare una stupidaggine al giorno, non ha spiegato al suo amato cavaliere di Arcore che i colpi di Stato hanno prodotto migliaia di morti, hanno devastato il tessuto sociale di grandi paesi e privato della libertà, intellettuali e gente comune? Come è possibile che si usino così malamente le parole soltanto per fare propaganda?

Certo, alla demagogia di Silvio Berlusconi dovremmo essere abituati. Dopo aver detto che i suoi figli sono perseguitati come furono gli ebrei si può dire quello che si vuole. Tanto ci sarà sempre lo stolto di turno che dà ragione al grande capo. Malgrado ciò è difficile sopportare certe assurdità. E’ difficile sopportare un incessante capovolgimento della realtà da parte di un uomo che in vent’anni di governo è riuscito soltanto a pensare ai suoi interessi senza fare nulla per il paese in cui vive.

Eppure, questo è un altro mistero del nostro paese, c’è un fetta ampia dell’elettorato che crede ancora alla demagogia di Silvio Berlusconi. Gli ultimi sondaggi danno ancora in vantaggio il centrodestra, smentendo così quelli che sono convinti che la decadenza di Berlusconi coincida con il tramonto definito del Cavaliere. Non sarà così. E soprattutto il Pd, compreso Matteo Renzi, se lo deve mettere bene in testa se vuole battere politicamente Silvio Berlusconi in un prossimo futuro.