Politica

Consiglio Nazionale Pdl, Berlusconi: “Mi è spiaciuto per Alfano. Era come un figlio”

Il Cavaliere incontra quello che resta del Popolo della libertà al Palazzo dei Congressi dell'Eur di Roma: 868 i delegati e fino a prima della scissione dell'ex segretario, i lealisti, fedeli alla linea erano circa 670. E ribadisce l'appoggio al governo: "Non abbiamo i numeri per farlo cadere". Il documento dell'ufficio di presidenza è stato approvato all'unanimità

Nessun contrario e nessun astenuto. Il Consiglio Nazionale approva all’unanimità il passaggio del Popolo della libertà a Forza Italia con una standing ovation e un fiume di applausi dei delegati arrivati al Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma. “Dobbiamo essere orgogliosi di quello che è successo oggi”, ha dichiarato Silvio Berlusconi nel suo lungo discorso dal palco. Il grande assente è Angelino Alfano, il “traditore” che ha deciso la scissione per formare il “Nuovo centrodestra“. Un addio che il Cavaliere definisce “doloroso”, trattenendo però gli attacchi. “Non ho dormito tutta la notte. Siamo rimasti quelli del ’94”, esordisce dopo aver intonato l’inno d’Italia, “ma adesso abbiamo bisogno di rinforzi”. Ma se l’amarezza per la rottura è tanta, trattiene i commenti: “No a dichiarazioni contro questa nuova formazione, perché dopo le larghe intese dovremo fare una coalizione insieme. Li tratteremo come Fratelli d’Italia e Lega Nord“. Il governo di Enrico Letta non è in discussione e la colpa, secondo Berlusconi, “è di chi ha votato la fiducia all’esecutivo. Ma io come faccio a stare al governo con chi mi vuole eliminare? L’esecutivo però continuerà a governare, anche perché 20 senatori 5 Stelle sono pronti a votare la fiducia”. Il Cavaliere non dimentica le prossime elezioni europee e condanna la legge di stabilità, che “non servirà a nulla”, e chi si è inginocchiato come Monti al volere dell’Europa. E chiude parlando di giustizia: “I magistrati sono incontrollabili, irresponsabili e impuniti. La sentenza contro di me è infondata e ingiusta. Chi è per il voto palese è un fuorilegge”. Al termine del discorso, Silvio Berlusconi ha avuto un mancamento ed è stato assistito dal medico Zangrillo.  Video di Manolo Lanaro

E’ stato un Consiglio nazionale di soli falchi, alleati e fedeli di Silvio Berlusconi. Quello che resta del Popolo della libertà si è riunito per l’incontro che ha portato alla formazione del nuovo partito. 870 delegati, nessuna bandiera di Forza Italia e un’organizzazione all’insegna della spending review: il Convegno ha accolto alla spicciolata i delegati che hanno deciso di restare al fianco di Silvio Berlusconi. E i primi commenti sono stati tutti per l’addio del segretario “traditore”: “Angelino Alfano”, dice Michaela Biancofiore, “un po’ come capitan Schettino che scende dalla nave nel momento di difficoltà. Credo che non sia un bell’esempio per un giovane di quarant’anni”. Una scelta che Sandro Bondi, in una nota diffusa alla stampa, definisce manovrata dal governo delle larghe intese: “Dietro la sua decisione c’è la regia di Napolitano”.

La rottura con Angelino Alfano
“Oggi torna Forza Italia”, ha detto il Cavaliere all’inizio del suo discorso, “siamo rimasti quelli del ’94, ma abbiamo bisogno di rinforzi, ci mancano personalità di peso e faccio un nuovo appello a tutti coloro che sono protagonisti della cultura, delle università, imprese e aziende. Siamo qui per la dipartita del Pdl un nome che potrà essere usato per la coalizione di centrodestra. Si ritorna a Forza Italia“. E sulla divisione con Angelino Alfano dice: “Va contro la nostra decisione di unire tutti i moderati. Che cosa è successo? Ci sono state delle differenze non sui programmi o sui valori, ma delle distanze tra singole persone. Si è creata un’atmosfera grigia. Si sono rincorse le agenzie dell’uno e dell’altro schieramento. Si è creata una situazione che non poteva permettere di continuare. Abbiamo lavorato tanto perché questo non accadesse. Eravamo arrivati ad un accordo”. Ma la richiesta a far saltare il tavolo, dice Berlusconi, è stata quella di convocare l’ufficio di presidenza. “Non era necessario per cambiare il documento di questo Convegno. Hanno insistito e così la rottura è stata inevitabile”. Una scelta che, dice, gli ha impedito di dormire per tutta la notte. “Devo parlare della divisione che si è verificata ieri e va contro la visione di unire tutti i moderati che se stessero insieme sarebbero la maggioranza degli elettori“. Trattiene gli attacchi al “Nuovo centrodestra” di Alfano e Roberto Formigoni (che ha invece messo le mani avanti, sottolineando di “non essere un traditore”) pur con qualche derisione: “Il nome non mi sembra molto efficace pensando a chi lo compone, sarebbe stato meglio ‘Cugini d’Italia‘”. Qualcuno dal pubblico grida “traditori”, ma subito Berlusconi li ferma: “Faremo una coalizione insieme. Con loro ci comporteremo come con la Lega Nord e Fratelli d’Italia”.

Parlando con i suoi al termine del Consiglio Nazionale, l’ex premier ha poi raccontato di aver tentato fino all’ultimo di tenere con sé Angelino offrendo garanzie sul partito e sul discorso da fare al Consiglio. Fino all’ultimo aveva creduto che il vicepremier non avrebbe avuto il coraggio di voltargli le spalle. “Di tutti gli altri non mi interessa – si è sfogato con un parlamentare del suo partito – ma di Alfano ci sono rimasto male. Lo consideravo come un figlio…”.

L’appoggio al governo delle larghe intese
Il governo delle larghe intese non può essere messo in discussione, secondo il leader della nuova Forza Italia. Soprattutto dopo la decisione degli “alfaniani” di votare la fiducia a Letta: “Come si fa a stare al tavolo dello stesso governo con chi vuole l’uccisione del vostro leader?”, avrebbe detto Berlusconi ai “traditori”. “Per questo ora”, ha continuato, “non abbiamo i numeri per far cadere il governo. Dopo la decisione dei 23 senatori il 2 ottobre, in occasione della fiducia al governo Letta, non eravamo e non siamo più in grado di far cadere il governo. Anche perché, ci sono venti parlamentari 5 stelle pronti a sostenere l’esecutivo“. Ma per il futuro è escluso che ci possa essere un’alleanza con il Partito democratico. “La formazione più naturale sarà quella di vedere uniti insieme Pd e Movimento 5 Stelle. A quel punto, se succedesse, molti di noi sarebbero costretti a espatriare. E allora c’è una soluzione e una sola: unire tutti i moderati e farli votare per Forza italia“.

La giustizia “incontrollabile”
Il Cavaliere chiude parlando di giustizia. “I magistrati sono incontrollabili, irresponsabili e impuniti. La magistratura è un ordine dello Stato, una casta di impiegati che hanno vinto un concorso, è circondata da un’aureola di sacralità che è meritata quando i giudici sono imparziali, ma Magistratura democratica si è trasformata in un potere, anzi in un contropotere dello Stato, non c’è la possibilità che il governo possa approvare qualcosa si cui l’Anm è contraria. Ho scoperto un articolo del ’78 dell’’Unità che accusava Magistratura democratica di aver abbracciato le posizioni delle Brigate Rosse”. E si sofferma sulla sentenza che lo ha condannato a quattro anni per frode fiscale, di cui tre indultati: “Questa sentenza sarà ribaltata con un ricorso alla Corte di giustizia Ue e con notizie nuove che abbiamo avuto, ci saranno presto delle importanti novità. Ma nonostante questo che è risaputo dal Pd, il nostro alleato ha costruito su una sentenza ingiusta una pratica velocissima per la decadenza quando in media per altri senatori ci sono voluti 14 mesi”. Ed è proprio il voto sulla decadenza in Parlamento a preoccuparlo: “Chi vuole il voto palese è un fuorilegge. Il Pd vuole portare la mia testa alle primarie dell’8 dicembre”.Video di Manolo Lanaro

Economia e legge elettorale, le priorità di Forza Italia
Tra le preoccupazioni della nuova Forza Italia, anche la situazione economica dell’Italia. “In queste condizioni”, dice Berlusconi, “è molto difficile la ripresa. La burocrazia è un problema che ostacola la ripresa. Basti pensare che nei Balcani abbiamo condizioni più vantaggiose per le aziende”. E affossa la legge di stabilità: “Non possiamo pensare che una legge di stabilità come quella di adesso possa portare qualche pur minimo risultato, dobbiamo considerare la situazione globale in Ue a partire da un cambiamento della politica imposta a tutti dalla Germania e di cui beneficia solo Berlino”. E affronta la questione “euro”: “Per noi è una moneta straniera”. Tra le priorità anche la riforma della legge elettorale: “Un passo necessario per fare le riforme”.

La nuova primavera del partito
Torniamo a “Forza Italia” perché noi siamo degli inguaribili ottimisti e ci riproviamo ancora, perché vogliamo una nuova primavera per Forza Italia, una resurrezione di un nome che abbiamo dentro il cuore”. Una decisione che dice necessaria: “Mi sono dovuto adeguare ai sondaggi, i club sul territorio saranno chiamati ‘Forza Silvio'”.

CRONACA ORA PER ORA

20.17 – Epifani: “Si è fatta chiarezza, ora governo può operare al meglio”
“Con la scissione del Nuovo centrodestra di Alfano da un certo punto di vista si fa chiarezza”, ha detto. “Ora il governo può operare al meglio e con più efficacia. Non ci potranno essere spinte e ricatti se si applica la legge. Non c’è più il rischio che cada un governo se si applica solo la legge”. 

18.52 – Berlusconi: “Non lasciare politica a chi ci ha deluso”
“Se si lascia la politica a chi ci ha deluso continuerà a deluderci. Tutti devono scendere in campo e darsi da fare”, afferma il Cavaliere nel corso di una telefonata alla kermesse dell’esercito di Silvio in corso a Roma. “L’Italia è stanca dei politicanti di Roma e di Bruxelles che depredano il futuro del nostro Paese”. E aggiunge: “Ci sono amici dei momenti facili e momenti difficili. Voi siete quelli dei momenti difficili”.

17.30 – Daniela Santanchè su twitter: “Forza Silvio”
 Daniela Santanchè su Twitter scrive: “Forza Silvio, forza Italia. Ogni altro commento è superfluo”. Uno dei pochi commenti arrivati dalla deputata fedele alla linea di Berlusconi.

16.52 – Pdl: parlamentari Sicilia, 15 con Alfano e 10 con Berlusconi
Quindici parlamentari con Angelino Alfano nel Nuovo centrodestra e 10 con Berlusconi in Forza Italia. Così si divide la pattuglia dei siciliani presenti a Montecitorio e a Palazzo Madama dopo lo strappo tra l’ex premier e il segretario del Pdl. In particolare, i senatori pronti a seguire Alfano sono otto, cinque quelli che rimangono fedeli a Berlusconi, con l’incognita dell’autonomista Antonio Scavone. Alla Camera i lealisti sono sette, cinque i falchi.

16.30 – Formigoni: “In regione Lombardia già 9 consiglieri in Nuovo centrodestra”
“Guarda guarda cos’è successo alla Regione Lombardia. Nove su 19 consiglieri del vecchio Pdl sono entrati in Nuovo centrodestra. Che succederà?”, si chiede su twitter il senatore.

15.51 – Casini: “Futuro con Alfano? Si vedrà. Mio percorso è popolarismo”
Il leader dell’Udc sottolinea però che “una cosa è chiara: noi stiamo facendo un percorso importante sul recupero del popolarismo”, spiegando che “il popolarismo è l’unica ricetta per il futuro”.

15.12 – Berlusconi: “Alfano? Per alcuni metteresti mano sul fuoco…”
“A volte ci sono persone su cui metteresti la mano sul fuoco…”, ha detto il Cavaliere rispondendo a un gruppetto di militanti che all’uscita dal Palazzo dei Congressi dell’Eur gli hanno urlato frasi contro il vicepremier.

14.51 – Berlusconi lascia il Palazzo dei Congressi dell’Eur
Il Cavaliere ha salutato la folla di simpatizzanti che gridavano “Forza Silvio”, scambiando alcune battute con dei rappresentanti regionali prima di lasciare il palazzo.

 14.42 –  La Russa: “Il Cavaliere non stacca con Alfano, ha perso golden share”
“La scissione si è determinata perché, come dice lo stesso Berlusconi, lui non può stare al governo con chi lo vuole uccidere politicamente”, afferma l’ex ministro. “Ciò detto, Berlusconi non vuole rompere con Alfano perché farlo significherebbe manifestare apertamente la perdita della golden share. Berlusconi fondava la sua strategia sulla possibilità di tenere in mano la chiave per far vivere o morire il governo. Ora questa possibilità non ce l’ha più e l’unico modo per nascondere o per sminuire il peso di questo cambiamento è non rompere con Alfano”.

14.32 – Alfano terrà conferenza stampa alle 17.30
Il vicepremier e ministro dell’Interno farà il punto della situazione e annuncerà ufficialmente i nuovi gruppi autonomi.

13.32 – Meloni (Fdi): “Mentre altri si dividono, noi ci uniamo”
“Mentre gli altri si dividono”, scrive su Twitter il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, “noi ci uniamo intorno a una grande avventura politica. Vi aspetto domani senza paura”. Il riferimento è alla manifestazione in programma per domani al Teatro Sistina di Roma per la presentazione di “Rifare l’Italia”, il manifesto politico culturale di “Officina per l’Italia“, per un nuovo centrodestra. Il tweet è stato postato contestualmente all’intervento di Silvio Berlusconi.

13.27 – Arriva Francesca Pascale al Pala Congressi di Roma
Al Palazzo dei Congressi arriva Francesca Pascale, compagna di Silvio Berluconi, al termine del Consiglio nazionale del Pdl. Elegante in un soprabito grigio si toglie gli occhiali ad uso delle telecamere, saluta e varca l’ingresso. Dalla folla qualcuno grida: “Vogliamo Dudù”.

13.22 –  Cacciari: “Non so se Alfano sarà competitivo con Forza Italia”
“Lo strappo”, ha commentato l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, “è un atto scontato che segnerà inevitabilmente il declino di Berlusconi… Questa scissione era nell’aria da tempo. Ora si tratterà di vedere se Alfano e i suoi riusciranno a fare un nuovo centro competitivo con Forza Italia, mi sembra difficile…”. Per Cacciari stavolta “non c’entra il laboratorio Sicilia” come crocevia e snodo di nuovi scenari politici, “si tratta di un atto inevitabile e atteso. Non penso che Alfano e Lupi possano dar vita a un nuovo centro competitivo con la nuova Fi di Berlusconi, perché non hanno appeal elettorale, ma vedremo cosa succederà, anche nel Pd. Può darsi che tutto si componga e ricomponga”. “Ma quale laboratorio Sicilia, Alfano ha dimostrato poi di contare in Sicilia meno di me…”, insiste l’ex sindaco.

13.13 – Gelmini: “Chi non appoggia Forza Italia fa un regalo alla sinistra”
“Oggi è davvero una giornata importante per il futuro del centrodestra”, ha dichiarato Mariastella Gelmini, vicecapogruppo Pdl-Fi alla Camera, “Forza Italia diventerà la rampa di lancio di un nuovo progetto per l’Italia”. E ai traditori dice: “Chi oggi ha fatto una scelta diversa, mi spiace, incorre in un’illusione prospettica, forse non se ne rende conto, ma sta facendo un grande regalo alla sinistra e non al Paese che chiede invece scelte coraggiose in economia a favore di famiglie ed imprese stremate. Tentare poi di motivare le scelte fatte dietro l’accusa di estremismo rivolta a Forza Italia – aggiunge – è un altro grave errore. Come ha sottolineato il Presidente Berlusconi, Forza Italia non sarà mai un partito estremista, ma sempre dalla parte degli italiani, con convinzione contro l’oppressione fiscale, giudiziaria e burocratica”.

13.00 – Berlusconi legge il discorso della fondazione di Forza Italia nel 1994 
 Il Cavaliere torna sul palco dopo l’approvazione del documento e legge il documento di fondazione di Forza Italia che lesse nel 1994: “Non mi sembra una perdita di tempo. Ma un modo per ricordare i nostri intenti”.

12.50 – Brunetta sul palco per il voto sul documento dell’ufficio di Presidenza
 E’ il capogruppo della Camera Renato Brunetta a leggere sul palco del Consiglio nazionale il documento approvato dall’ufficio di presidenza del Pdl del 25 ottobre con cui si ufficializza il ritorno a Forza Italia. L’approvazione è stata data all’unanimità. Gli aventi diritto 870, presenti 613 pari al 70,46%; assenti giustificati 27 pari al 3,1% tra cui Giancarlo Galan, Bruno Archi e Antonio Tajani in missione all’estero, mentre Marco Martinelli in ospedale.

11.12 – Berlusconi arriva al Consiglio Nazionale e interviene dal palco
Il Cavaliere arriva tra gli applausi nella sala del Convegno Nazionale. Con lui erano partiti da via del Plebiscito, Gianni Letta e Niccolò Ghedini. L’incontro è cominciato con i delegati che cantano l’inno d’Italia. Berlusconi prende la parola annunciando la scissione con Angelino Alfano, ma trattenendo i commenti: “Dovremo fare una coalizione insieme”. Ribadisce l’appoggio al governo delle larghe intese “perché mancano i numeri”. E attacca la magistratura italiana. Al termine del discorso durato un’ora e mezzo, il leader ha avuto un breve mancamento ed è stato aiutato a scendere dal palco dal medico Zangrillo.

10.46 – Avvocato Coppi: “Continuiamo a lavorare sulla revisione del processo a Berlusconi”
Mentre a Roma c’è attesa per le sorti politiche del Cavaliere, a Bari il legale Coppi risponde all’agenzia Ansa a una domanda sull’ipotesi di una richiesta di revisione del processo nei confronti dell’ex premier: ”Se ci saranno quegli elementi tali da giustificare questa istanza, come noi pensiamo, certamente non ci tireremo indietro”.

10.36 – Gasparri: “Vogliamo bene a chi è qui oggi”
“Chi è qui oggi merita benemerenza e affetto: gli vogliamo bene”. Quando ancora il circuito chiuso del Palazzo dei Congressi dell’Eur non trasmette le immagini della sala del Consiglio nazionale del Pdl, dagli altoparlanti si sente la voce roca di Maurizio Gasparri, che dal palco invita i membri del Consiglio nazionale a prendere posto. E scherza sulla tensione che si respira dentro il partito per la scissione consumata da Angelino Alfano, con la creazione di gruppi autonomi. “A Berlusconi dobbiamo lealtà”, dice Gasparri ai presenti, che hanno scelto di seguire il Cavaliere nella decisione di sancire la rinascita di Forza Italia.

10.30 – Arrivano i giovani “Falchi” con uno striscione “Forza Silvio”
Dagli altoparlanti vengono diffuse le note di ‘Azzurra libertà’. Al Palazzo dei Congressi sono arrivati, armati di striscione ‘Forza Silvio‘, i giovanissimi militanti della nuova Forza Italia che si mostrano un po’ insofferenti delle etichette che gli hanno affibbiato i mezzi di comunicazione. Ma Luca e Andrea Zappacosta assurti agli onori della cronaca nella famosa cena nella sede di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina si concedono alle telecamere e alle macchine fotografiche insieme a un gruppetto di circa 20 coetanei. C’è chi parla del prossimo lancio di un nuovo movimento giovanile, ma c’è anche chi si ritrae davanti alle telecamere e chi, pentito di una dichiarazione rilasciata a caldo poi smentisce: “non do l’autorizzazione alla ripresa, ero visibilmente emozionato, tagliate tutto, non do il consenso…”.

10.15 – Bondi: “Dietro la strategia di Alfano c’è Napolitano”
“L’unica idea forte che ha ispirato Alfano”, ha fatto sapere in una nota il parlamentare Sandro Bondi, “fino all’ultimo momento è stato il tentativo di imporre al Presidente Silvio Berlusconi e all’intero partito l’accettazione della sua decadenza dal Parlamento e la fedeltà assoluta al governo. E’ evidente che questa unica preoccupazione non può non essere dovuta ad un impegno vincolante assunto con il Pd, con Enrico Letta sotto la regia del Presidente della Repubblica”.

10.10 Biancofiore: “Alfano come capitan Schettino. Ha scelto Letta
L’ex segretario Pdl come Schettino, il capitano della nave Costa Concordia affondata nel gennaio 2012. La metafora è di Michaela Biancofiore: “Angelino Alfano”, ha dichiarato, “un po’ come capitan Schettino che scende dalla nave nel momento di difficoltà. Credo che non sia un bell’esempio per un giovane di quarant’anni”. Coloro che hanno deciso di non aderire a Forza Italia “hanno scisso il partito. Oggi è un nuovo inizio, avremmo voluto fosse una festa”. Lo dice Michaela Biancofiore, al suo arrivo al palazzo dei Congressi dell’Eur. “Più che traditori – aggiunge – hanno scelto Letta, una scelta incomprensibile. Soprattutto Alfano: tra Berlusconi che gli ha dato una carriera politica, tutte le poltrone che nessuno ha ricoperto, ha scelto Enrico Letta”.