Politica

Legge elettorale, Giachetti litiga con Formigoni: ‘Persa ogni credibilità’

Scontro in due atti durante “Coffee Break”, su La7. Protagonista: il deputato Pd Roberto Giachetti, che, dopo 39 giorni di digiuno, continua la sua protesta per l’abolizione del porcellum. Il primo match avviene tra il parlamentare e Roberto Formigoni proprio sull’immobilismo del Parlamento e sulla bocciatura del doppio turno di coalizione per la legge elettorale, stop deciso dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato. “C’è una questione drammatica” – accusa Giachetti – “della quale non ci si rende conto: la perdita totale e strutturale di credibilità della politica. Il porcellum è la fotografia plastica di questa situazione”. Formigoni ritiene che la proposta del Pd, Sel e Sc sul doppio turno è stata solo un tentativo di “accelerazione” prontamente fermato dalla maggioranza del Senato. Insorge Giachetti: “Vorrei 40 secondi per dimostrare come in questo momento Formigoni riesca a far precipitare sotto il livello del terreno la credibilità della politica”. E spiega dettagliatamente l’iter travagliato della modifica della legge elettorale, denunciando i continui rinvii e commentando: “Siamo arrivati a novembre, dopo che il Senato aveva votato l’urgenza della legge elettorale il 6 agosto. E ad ora non hanno prodotto un testo da dare all’Aula, ma solo un ordine del giorno che sul piano legislativo non significa nulla. Si è rinviata alla settimana prossima una decisione che non arriverà mai” – continua – “perché la settimana prossima il Senato sarà impegnato sulla legge di stabilità e non può votare nient’altro”. E precisa: “Il Pdl almeno è coerente, perché non vuole cambiare la legge elettorale. Il problema sono le altre forze politiche, compreso il Pd. E, nonostante l’opinione autorevole di Franceschini che vorrebbe correggere l’attuale legge elettorale, il Pd ha scelto una direzione diversa. Se ne farà una ragione anche Franceschini”. Nel finale, il deputato Pd ha un vivace faccia a faccia con il segretario di Rc, Paolo Ferrero. “Dici che vuoi unire la sinistra” – dichiara – “ma per ora siete riusciti a dividerla. Accusi i governi precedenti, ma intanto sei stato ministro di qualche governo, non è che sei stato sulla Luna