Cronaca

Roma, “induceva l’amica a fare sesso per soldi”: indagata la prostituta sedicenne

Arrestati il 49enne Marco Galuzzo e il 38enne Mirko Ieni per induzione alla prostituzione minorile e spaccio di droga nell'ambito dell'operazione “Ninfa”. Scarcerato e ai domiciliari Mario De Quattro con il consenso della procura a cuasa delle sue precarie condizioni di salute

E’ stata iscritta nel registro degli indagati la ragazza sedicenne coinvolta nell’inchiesta sul giro di prostituzione ai Parioli: ha indotto l’amica a prostituirsi. E’ quanto emerge dall’ordinanza del gip Maddalena Cipriani nei confronti di Mirko Ieni e Marco Galluzzo, i due uomini arrestati stamani per induzione alla prostituzione minorile e spaccio di droga, nell’ambito dell’operazione “Ninfa”, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo e la procura di Roma. La ragazza, scrive il giudice, è indagata “per aver indotto alla prostituzione la sua amica”, oggi quindicenne. Destinatari degli arresti di oggi sono il 49enne imprenditore edile Galluzzo e il 38enne Ieni. Le ulteriori indagini dell’operazione sullo sfruttamento della prostituzione mionorile hanno consentito di acquisire nuovi gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Ieni, già arrestato lo scorso 28 ottobre. Oggi l’uomo dovrà rispondere di reiterati episodi di spaccio di cocaina, fornita alle due minorenni e ad altre due donne (una 40enne e una 32enne) di cui sfruttava la prostituzione.

Emergono anche i particolari sulla posizione dell’imprenditore. Cento euro, 4 grammi di cocaina e il rimborso del taxi: secondo l’accusa è quanto sarebbe costato a Marco Galluzzo un rapporto sessuale con una delle minorenni. In un interrogatorio, una delle due ha raccontato che l’uomo aveva dato loro “3-5 grammi di cocaina da portare a Ponza, droga che loro avrebbero dato gratis a due giovani che erano con loro”. La droga era “in parte il prezzo pagato per il rapporto sessuale” con una delle giovani. In un sms, scrive ancora il gip, una delle piccole squillo “aveva concordato 100 + 4, oltre il rimborso del taxi”. La giovane ha spiegato che “100 erano gli euro da pagare” alla sua amica “per la prestazione sessuale poi avuta” in un albergo sull’Aurelia, “mentre 4 erano i grammi di cocaina ceduti”. La ragazza ha ammesso di aver avuto la droga anche in un’altra occasione, durante un rapporto sessuale con Galluzzo.

Gli addebiti a carico di Ieni derivano dalle dichiarazioni rese dalle vittime a pm e carabinieri che hanno confermato il contenuto di alcune significative conversazioni telefoniche in cui l’arrestato e le interlocutrici facevano riferimento a cessioni di sostanze stupefacenti per uso personale. Del resto, nel corso delle perquisizioni effettuate il 28 ottobre, i carabinieri trovarono e sequestrarono alcune dosi di cocaina nel portafoglio di una delle due minori al centro della vicenda.

Le altre due escort maggiorenni hanno inoltre riferito come Ienni fosse disponibile a fornire la cocaina anche per i loro clienti. Quanto alla posizione di Marco Galluzzo, questi era un cliente abituale delle due minori (“cliente bambus” soprannome evocativo della cocaina in gergo “bamba”). All’imprenditore edile è contestato anche il reato di induzione alla prostituzione minorile per avere avuto rapporti sessuali con le due minori e per avere proposto loro incontri sessuali con un’altra coppia di persone.  “Ti va di venire domani mattina con me e una coppia?”. Questo il testo di  uno degli sms che l’uomo ha inviato a una delle ragazze.

Mentre è stato scarcerato ed è ai domiciliari, per le precarie condizioni di salute, Mario De Quattro, uno dei presunti sfruttatori arrestato nei giorni scorsi. La decisione è stata presa oggi dal gip in concomitanza con l’udienza del Tribunale del Riesame dedicata all’esame delle posizioni di altri tre indagati. I giudici si sono riservati, entro venerdì prossimo, la decisione sulla richiesta di revoca del cliente pusher Mirko Ienni, del commercialista Riccardo Sbarra e della madre di una delle due ragazze coinvolte. Invece l’ex caporalmaggiore Nunzio Pizzacalla ha rinunciato al ricorso contro l’ordinanza di custodia cautelare.