Politica

Pd, a Torino raddoppiano gli iscritti in un anno. “Un problema di invio delle tessere”

Sotto la Mole, gli aderenti al Partito democratico erano passati da 12mila a 26mila. Giovanni Lunardon, vicesegretario ligure, è stato mandato a indagare sulla vicenda. Ma a controllare i pacchetti di schede sono il blocco Cgil e quello ex socialista

Dalle 12mila tessere dello scorso anno alle 26mila del 2013. In provincia di Torino gli iscritti al Partito democratico sono quasi raddoppiati. O forse no. Forse c’è dietro qualche maneggio in vista dell’elezione del nuovo segretario provinciale e del congresso, o forse è tutto un errore. Oggi e domani si vota in molti circoli e l’aria è da battaglia. Il sospetto semina discordia e malumore tra i democratici sabaudi già scossi dalla notizia di giovedì: l’avviso di garanzia nell’ambito dell’indagine sulla gestione dei Murazzi a Sergio Chiamparino, considerato il possibile candidato alla Regione nel 2015, e ad Alessandro Altamura, segretario provinciale uscente. Ieri mattina in città è arrivato Giovanni Lunardon, vicesegretario ligure, con il compito di indagare quanto stia accadendo sotto la Mole. A pranzo ha incontrato Altamura e il segretario regionale Morgando, poi nel pomeriggio la “commissione congressuale provinciale” che monitora le procedure, quella regionale e infine i quattro candidati alla segreteria. A fine giornata però è come se non fosse successo nulla: nessun episodio segnalato o verificato dalla commissione provinciale. “È stato quasi certamente un problema di invii delle tessere – spiega Lunardon -. Le 26mila sono date dalla somma delle 12.347 degli iscritti del 2012, a cui si aggiungono le 4.337 bianche dei circoli, cioè il 30 per cento, la quota fisiologica di tessere bianche date per i nuovi iscritti, poi ci sono le mille richieste dal coordinamento provinciale per sopperire a eventuali mancanze. Ne avanzano 9.003: sono dei doppioni inviati per sbaglio a 29 circoli su tutta la provincia”, riassume.

L’attenzione resta alta: “La commissione vigilerà attentamente sui 29 circoli. Per chi vuole sgarrare sarà comunque difficile perché per registrarsi e votare bisognerà iscriversi di persona nelle sedi”. Sebbene non siano stati verificati episodi, molti nel Pd torinese sanno che ci sono persone in grado di muovere pacchetti di tessere tra amici, parenti, colleghi, conoscenti e via dicendo. Dietro ci sono soprattutto due blocchi: da una parte un blocco “ex socialista” guidato da Salvatore Gallo, ex craxiano (il figlio Stefano è entrato nella giunta Fassino); dall’altro un’area vicina alla Cgil. Altri invitano a fare attenzione al circolo di Mirafiori, dov’è molto attivo il consigliere regionale Andrea Stara. L’area di Gallo ha trovato in Fabrizio Morri il candidato su cui puntare: è un ex senatore, ma è anche l’ex portavoce di Fassino e ora è renziano. Alcuni non escludono che a ottenere vantaggi da queste tessere siano anche altri due candidati, Aldo Corgiat (sindaco di Settimo Torinese) e Altamura stesso, che si ricandida. È meno probabile che i nuovi tesserati supportino il più giovane Matteo Franceschini Beghini, cuperliano. “Da quello che si dice nell’ambiente sembra che buona parte dei nuovi tesserati sosterrà Morri. Sono certo che uno con la sua storia, onesto e trasparente, interverrà pubblicamente per fermare tutto ciò”, dice. Morri replica: “Non è stato denunciato alcun fatto reale e nessuno potrà votare con pacchetti di tessere. Alcuni candidati hanno sollevato un polverone con la complicità dei giornalisti”.

da Il Fatto Quotidiano del 26 ottobre 2013