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DuckTales Remastered, il ritorno di Zio Paperone e della banda dei paperi

Il videogioco ispirato alla storica serie animata è un tuffo nelle avventure della banda dei paperi attraverso un platform vecchia scuola che punta sulla nostalgia dei giocatori e sulla varietà dei personaggi noti da coinvolgere nelle avventure

DuckTales Remastered ha una doppia ragione d’esistere. La prima: mostrare che, anche nel 2013, i platform vecchia scuola, nei quali saltare e colpire i nemici in testa sono le chiavi del gioco, hanno ancora mordente. La seconda: far riaffiorare nella mente di chi lo gioca tutti i ricordi legati alla storica serie animata, cult degli anni Novanta, o più generalmente alle avventure della banda dei paperi Disney. Riesce benissimo in entrambi i compiti, rimanendo un prodotto di nicchia per tipologia di gioco, molto classica (forse per molti troppo), ma al contempo ammiccando all’enorme pubblico cresciuto a fumetti e cartoni animati.

Il protagonista indiscusso della serie era Paperon de’ Paperoni, e di riflesso sarà lui che il giocatore controllerà, nella sua avventura per il mondo, a caccia di tesori straordinari. Al suo fianco un cast di personaggi più o meno noti: da Qui, Quo, Qua ad Amelia, la fattucchiera che ammalia, passando per Jet McQuack a Cuordipietra Famedoro. Pochissimi videogiochi possono contare su protagonisti ugualmente conosciuti e questo è il modo principale tramite il quale si crea empatia con un giocatore che, anche per la strutturazione dei livelli (giocabili senza un ordine particolare), ha la sensazione trovarsi nel bel mezzo di un episodio della serie animata. Nulla è lasciato al caso in tal senso, come testimonia anche il doppiaggio, purtroppo solo in lingua inglese, che coinvolge le voci originali.

Dal punto di vista strettamente ludico DuckTales Remastered mostra fieramente la sua classicità, essendo il remake di un titolo originariamente uscito su NES nel lontano 1989, ma non soffre d’invecchiamento, anzi è piacevolissimo da giocare, perché le sue dinamiche sono facili da assimilare (torna il marchio di fabbrica del titolo originale, ovvero saltare in testa ai nemici usando il bastone di Zio Paperone). Inoltre il livello di sfida, differentemente a quanto accade con ormai moltissima della produzione attuale, tende verso l’alto. Una sfida impegnativa ma mai frustrante, fattore questo che invoglia il giocatore a insistere nel superare un livello anche quando magari ci ha già perso molto tempo (e molte vite). Certo titoli più recenti, come Rayman Legends, o anche New Super Mario Bros. U, evidenziano una maggiore profondità, con situazioni di gioco più varie e un feeling decisamente più moderno, ma DuckTales Remastered può comunque godere di una assoluta genuinità, figlia del divertimento scanzonato che offre.

Capcom, il publisher, e WayForward, lo sviluppatore, hanno contato sull’effetto nostalgia per far breccia nelle console dei giocatori, ma vista la bontà del prodotto finale non gliene si può fare una colpa. A patto che non ci si aspetti un platform innovativo e stupefacente, si può godere pienamente del titolo, che alla sua grafica colorata, una bella colonna sonora e un gameplay convincente accompagna la rievocazione di dolci memorie.

A cura di Fabio Canonico

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