Mondo

Lu Xun. L’attualità del padre della letteratura cinese

Lu Xun, il padre della letteratura moderna cinese, sta scomparendo dai libri testo.

Lu Xun proprio quello che Mao Zedong definì “tre volte grande”: grande letterato, grande pensatore, grande rivoluzionario. Lu Xun l’unico scrittore le cui opere si potessero leggere durante la Rivoluzione culturale.

Lu Xun, che ha vissuto momenti cruciali della storia cinese moderna (la fine dell’Impero, il conflitto sino-giapponese e le guerre civili che hanno portato alla fondazione della Repubblica popolare) trasformandoli in racconti e romanzi manifestamente allegorici sulla Cina e sulla costruzione (o distruzione) della sua identità di nazione moderna.

Lu Xun, che è anche una delle dieci parole con cui lo scritture Yu Hua descrive la Cina (Feltrinelli, 2012). Sintetizzando:

Il destino di “Lu Xun” in Cina, da scrittore a parola e, poi, di nuovo da parola a scrittore, di fatto rispecchia il destino della Cina stessa. Lu Xun è la cartina al tornasole dei mutamenti storici e degli sconvolgimenti sociali del paese.

E allora che significa che quest’anno i libri di scuola media non presentano più uno dei suoi racconti?

In un articolo dell’agenzia di stampa governativa Xinhua si spiega: “gli studenti delle scuole medie non devono leggere niente che sia troppo profondo“. Le reazioni online sono tra le più disparate. Ma il commento più votato a questo articolo spiega bene qual è la questione: “significa che qualcuno comincia ad aver paura che la gente comune si svegli e acquisti coscienza di sé“.

E sì che Lu Xun, che descriveva il sottoproletario cinese rassegnato all’oppressione di inizio novecento come “una gabbia di ferro senza finestre, assolutamente indistruttibile, dove la gente che vi dorme dentro morirà presto soffocata” già si chiedeva se svegliarli avrebbe avuto il senso di liberarli oppure quello di farli morire tra mille sofferenze invece che nel sonno.

Lu Xun sapeva come sarebbe andata a finire. Scriveva nel suo racconto più famoso, Diario di un pazzo: “Tutti vogliono carne umana e tutti temono al tempo stesso di essere divorati dagli altri… salvate i bambini“.