Cronaca

Casal di Principe, “iniziare subito scavi per trovare rifiuti tossici indicati da boss”

Dopo l'intervista di Carmine Schiavone al ilfattoquotidiano.it, cittadini e comitati si sono ritrovati nel punto indicato dal collaboratore di giustizia come uno degli sversatoi di bidoni tossici. Il parroco della Terra dei fuochi lancia l'idea: "Non aspettiamo lo Stato, tiriamo fuori dal terreno queste schifezze assassine"

Sono bastate poche ore perché il tam tam in rete raccogliesse un centinaio di persone davanti al campo sportivo – da anni abbandonato – di Casal di Principe. Cittadini comuni, qualche comitato, madri preoccupate dalle parole di Carmine Schiavone pronunciate nell’intervista rilasciata a ilfattoquotidiano.it. E’ questo il luogo che ha indicato come uno degli sversatoi di rifiuti tossici, oggi divenuto simbolo delle denunce a volto aperto arrivate dall’ex boss Schiavone. “Non lo faccio per me ma per i miei figli, che almeno loro abbiano un minimo di speranza”, racconta una madre arrivata dai paesi vicini. L’appuntamento di oggi – nato spontaneamente – è andato avanti per l’intera mattinata, tenendo lontani i politici.

Sabato 31 agosto, pochi minuti dopo la pubblicazione dell’intervista de ilfattoquotidiano.it a Carmine Schiavone, don Maurizio Patriciello – parroco di Caivano, al centro della terra dei fuochi – ha lanciato l’idea di iniziare subito gli scavi senza aspettare lo Stato: “Facciamo tutti una collettaha scritto in un post su Facebook ieri il sacerdote campano – lasciamo da parte lo Stato, almeno per adesso. Lo chiameremo in causa dopo. Quando i bidoni tossici saranno stati tirati su. Quando le telecamere di tutto il mondo saranno puntate su queste schifezze assassine. Il campo sportivo di Casal di Principe diventa oggi icona dello scempio”.

Dopo l’appello i semplici cittadini di Casal di Principe e di San Cipriano d’Aversa, le associazioni e i comitati si sono mobilitati: “Vediamoci tutti domenica mattina primo settembre alle 10 davanti al campo sportivo” è il messaggio lanciato sui social network. Una mobilitazione spontanea e immediata. Quello che pesa è il lungo, interminabile, insopportabile mutismo dello Stato. Come Carmine Schiavone ha raccontato nelle sue interviste di questi giorni, è dal 1993 che tutti sanno quello che è avvenuto – e in parte ancora avviene – nelle terre dell’agro aversano, contaminate dai rifiuti tossici. Nel 1997 – ha ricordato l’ex boss di Casal di Principe, cugino di Sandokan – i dettagli degli sversamenti furono consegnati anche alla commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti. Atti ancora oggi secretati, chiusi negli archivi del parlamento.

Da anni i comitati campani chiedono le bonifiche delle zone contaminate, senza ottenere una risposta concreta. I siti e le discariche che stanno avvelenando le falde acquifere – noti ormai da tempo – sono ancora lì, immobili, senza gli interventi necessari per mettere in sicurezza la salute della popolazione. Molte famiglie hanno avuto morti per tumori rari, dovuti alle tante sostanze che stanno raggiungendo le falde acquifere, utilizzate per l’irrigazione dei campi. Da tempo era sceso il silenzio sulla tragedia campana. Le parole di Carmine Schiavone, il suo volto che appare per la prima volta su SkyTg24 e su ilfattoquotidiano.it, hanno rafforzato le tante inchieste del passato. Ormai il re è nudo.