Politica

M5S, Crimi: “Chi vuole restare dica ‘mai con il Pd o il Letta bis’. Altrimenti vada”

L'ex capogruppo al Senato smentisce che sia stata chiesta l'espulsione di Bencini, ma chiede chiarimenti. La senatrice sul suo blog risponde: "Mi dispiace, le mie critiche erano in una mail privata. Vorrei solo poter rappresentare i cittadini, anche sulla legge porcata". Battista: "Contano i numeri, per un governo della società civile che cambi la legge elettorale abbiamo bisogno del voto di altri"

Non ci saranno espulsioni, ma chi esprime opinioni polemiche deve dire pubblicamente che è contro l’alleanza con il Partito democratico o un Letta bis. L’ex capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle Vito Crimi cerca di riportare ordine tra i suoi. “In una fase come questa”, dice, “occorre chiarezza, anche da coloro che vengono segnalati dai giornali come ‘aperturisti‘. Dovrebbero dire che è tutto falso, che non c’è alcuna intenzione di dare un appoggio a un eventuale governo con il Pd o a un Letta bis. Se poi qualcuno è interessato ad altri partiti, allora vada pure”. Un tentativo di mediazione che non piace al senatore Lorenzo Battista: “Se ci sono problemi”, dice al fattoquotidiano.it, “venga a parlarne in assemblea. Noi parliamo di un governo della società civile per realizzare cinque punti, ma da chi pensiamo di essere sostenuti? Sia un governo a 5 Stelle, ma qualcun altro lo deve votare. Io dico, bisogna realizzare almeno la legge elettorale: uno dei venti punti. Altrimenti torniamo alle elezioni con nessun punto realizzato”.

I mal di pancia all’interno continuano. Complici l’estate, la distanza e una chat sul telefono, Whatsapp, che li ha tenuti in contatto nonostante il sole e i giorni al mare. Lì le discussioni e i commenti sulla politica e i giornali del mattino. Così è uscita la frase delle polemiche della senatrice Alessandra Bencini che ha criticato il leader Beppe Grillo e la sua decisione di andare al voto senza cambiare la legge elettorale. Il chiarimento è arrivato poi dal suo blog: “Le mie critiche erano in una email privata. Ciò che ho detto e che continuo a sostenere è che sono una eletta al Senato un ‘ portavoce’, avrei quindi piacere di poter portare la voce in maniera concreta con un feedback maggiore con la base, specie su questioni importanti come ad esempio la legge elettorale.”.

I botta e risposta lungo l’Italia hanno mostrato ancora una volta i nervi scoperti del Movimento. Anche se Crimi sembra non volerci dare troppo peso: “Le frizioni ci sono e ci saranno sempre – chiarisce – ma fanno parte della dialettica e della discussione interna, dalle realtà differenti dalle quali ognuno di noi proviene.  Gli obiettivi però sono comuni, se differiamo è solo sulla strada da percorrere per centrarli”. E se qualcuno ha ipotizzato una richiesta di espulsione per Bencini, Crimi smentisce: “Morra le ha chiesto semplicemente di chiarire il suo intervento, sentiremo cosa avrà da dire ma mi ha già anticipato di non aver detto esattamente quel che è stato riportato sui giornali. E io personalmente non mi fido di quel che viene scritto, ho maturato una certa esperienza che mi legittima a diffidare”. 

Gli aperturisti sono quelli che hanno osato parlare di un’alternativa: tra le elezioni e il governo delle larghe intese, pensano ad un governo di società civile che possa fare la riforma della legge elettorale. Tra questi Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Luis Alberto Orellana. Ma anche Ivana Simeoni che spiega: “Perché dovremmo rifiutare il dialogo prima ancora di cominciare?”. Il Porcellum è uno dei motivi per cui molti di loro sono andati in Parlamento, è la promessa fatta ai banchetti ai militanti e ora, dicono, non ci stanno ad andare a casa con le mani vuote. Anche se questo vuol dire discutere all’interno: “Io amo il Movimento”, scrive Francesco Campanella su Facebook, “Lo amo come si può amare un figlio. Avete un figlio? Adolescente? Ci avete scommesso sopra tutto. Niente è più importante. Se ne è orgogliosi spesso, ci si fatica sempre, a volte ti fa incazzare. Così il nostro gruppo. Io voglio lavorare per restituire il governo del paese a cittadini che vedano nella politica uno strumento per far crescere l’Italia e non uno strumento di promozione personale. Le strade possono essere diverse ma il metodo è uno solo. Quello democratico. Decidiamo tutti insieme. Perché il Movimento io ho concorso a farlo, ho dato il mio contributo, il mio tempo ed i miei pensieri”. E di andarsene non ha nessuna intenzione.