Politica

Berlusconi, Bondi: “Rischio guerra civile”. Colle: “Irresponsabile”. Letta: “No ricatti”

Ma il coordinatore Pdl insiste: "Non mi farò chiudere la bocca da nessuno". Dal Pd il solo a intervenire è Fassina: "Parole al limite dell'eversivo", mentre la Santanchè ribatte: “Siamo tutti Berlusconi e siamo tutti pregiudicati”. E Maroni su twitter: "Letta go home". Il premier intende "ascoltare con attenzione i contenuti e i toni dei discorsi di domani alla manifestazione del Pdl". I ministri azzurri non parteciperanno

Il Pdl fa quadrato attorno a Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva al processo Mediaset a 4 anni per frode fiscale, dopo che l’ex premier ha avanzato la richiesta di grazia al Colle minacciando nuove elezioni se non ci sarà una immediata riforma della giustizia. Tra i primi a intervenire Sandro Bondi: “O la politica è capace di trovare delle soluzioni capaci di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato e nello stesso tempo rendere possibile l’agibilità politica del leader del maggior partito italiano oppure l’Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti”.  Nel dibattito è entrato anche il premier Enrico Letta che chiede che si “tenga fuori il Quirinale” dalle tensioni politiche

Colle: “Irresponsabile”. E lui: “Non mi farò chiudere la bocca”
Parole dure quelle dell’ex ministro della Cultura che hanno attirato l’attenzione del Colle. “Interpellati sulle dichiarazioni odierne di Sandro Bondi che, tra le altre cose, ha evocato il rischio di una guerra civile dopo la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna Silvio Berlusconi” – affermano le agenzie di stampa – “ambienti del Quirinale le definiscono dichiarazioni irresponsabili“. E sulla questione è intervenuto anche il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, su twitter:  “Il Pdl evoca la guerra civile, il Pd lo accusa di eversione. E questa sarebbe una maggioranza di governo? Letta go home, elezioni subito”. Ma il coordinatore Pdl insiste. “Non mi farò chiudere la bocca da nessuno, neppure da un comunicato del Quirinale”, ha detto, “e non accetto di essere indicato come un irresponsabile”.

Letta: “No ricatti al Colle, attendo alla manifestazione del Pdl”.  Letta ha chiesto che si “tenga fuori il Quirinale” dalle tensioni politiche e “si smetta di tirarlo in ballo in modo improprio e ricattatorio“. Secondo fonti di Palazzo Chigi il presidente del Consiglio intende “ascoltare con attenzione i contenuti e i toni dei discorsi di domani alla manifestazione del Pdl“. Le stesse fonti confermano che al momento non è previsto alcun incontro al Quirinale con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il premier, tuttavia, ha avuto contatti telefonici con il presidente della Repubblica, con il segretario del Pd Guglielmo Epifani e con il segretario del Pdl Angelino Alfano. Sempre dal governo emerge infine che, nonostante l’attuale delicata situazione politica il premier non intende cambiare l’agenda della prossima settimana. “Noi non ci facciamo commissariare da nessuno. Letta non pensi di commissariarci o di usare toni intimidatori. Usi gli stessi toni nei confronti della Germania che sta commissariando l’Italia. Pensi alla sovranità nazionale. E’ suo compito” ha poi replicato Daniela Santanchè, deputato del Pdl.

Fassina: “Parole al limite dell’eversivo” – Il primo a rispondere all’ex ministro della Cultura era stato Bruno Tabacci, leader del Centro democratico: “Qualcuno chiami un medico per Sandro Bondi che evoca la guerra civile, si tratta di un evidente caso di colpo di sole”, ha detto. “Si rintracci lo stesso dottore che calmava Bossi quando parlava di dieci milioni di fucili pronti ad attaccare dalle Alpi”. Dal Pd il primo a intervenire è stato il vice ministro dell’Economia Stefano Fassina: “La richiesta di grazia è una irricevibile provocazione, quella di mettere sotto controllo politico la magistratura è altrettanto irricevibile e le parole di Bondi sono al limite dell’eversivo“, ha dichiarato a Sky Tg24. “O il Pdl ritorna nell’alveo della normalità democratica, oppure i suoi ministri che hanno minacciato dimissioni siano conseguenti: si dimettano e il governo cada. Poi il Pdl dovrà spiegare agli italiani che, ancora una volta, ha anteposto gli interessi del suo capo a quelli del Paese”.

Ma dal Pd c’è anche qualche voce in direzione opposta. Per il sindaco democratico di Salerno Vincenzo De Luca la condanna di Berlusconi ha segnato una “giornata di grande tristezza”: “Sono tra quelli che non riescono a gioire di fronte a questa vicenda – ha detto De Luca a una tv locale – In generale non riesco a gioire del fatto che un cittadino, seppur colpevole, possa essere condannato ed essere privato della libertà. E non c’è da gioire perché Berlusconi è stato il riferimento per milioni di italiani, che oggi vivranno una condizione di amarezza e che a mio parere meritano rispetto. Non si può gioire, quindi, perché questa vicenda comunque sporca l’immagine del nostro Paese”.

Santanchè: “Siamo tutti Berlusconi e siamo tutti pregiudicati” – Daniela Santanchè, ai microfoni di Sky ha ricordato che “la guerra civile è in corso da 30 anni” e lancia lo slogan per la manifestazione che domenica 4 agosto il Pdl ha indetto in via del Plebiscito a Roma alle 18 a sostegno del condannato Silvio: “Siamo tutti Berlusconi e siamo tutti pregiudicati”. Un motto che richiama il “siamo tutte puttane” evocato da Giuliano Ferrara nel comizio fatto sempre nella Capitale il 25 giugno scorso dopo la condanna dell’ex premier a sette anni per concussione e sfruttamento della prostituzione minorile. E proprio Giuliano Ferrara ha dato consigli a Berlusconi anche in questo caso suggerendo dalle colonne de Il Foglio di non fare passi indietro e quindi di non far cadere il governo: “Che fare ora? Tirare giù tutto o contribuire agli sfascisti della lobby che vuole eterodirigere la sinistra e lo Stato sarebbe assurdo e autolesionistico – scrive il direttore – Accoppiare a una condanna ingiusta una catastrofe politica, che sarebbe sentita come un attentato alla stabilità del Paese e al pallido e non amato tentativo di mettere un argine alla più lunga recessione del dopo guerra, è altamente sconsigliabile”.  Manifestazione cui non saranno presenti i ministri azzurri:  “A tutti noi sta a cuore la democrazia, ma per evitare strumentalizzazioni domani i ministri non saranno alla manifestazione del Pdl” ha affermato Maurizio Lupi, responsabile per le Infrastrutture, al Tg1.

Cicchitto invoca il Quirinale – Dal Pdl Fabrizio Cicchitto ha invocato il Quirinale: “Chiedere in questo contesto un intervento pacificatore del presidente della Repubblica, nell’ambito dei suoi poteri istituzionali, non è una indebita pressione, come dice Epifani, ma proprio il tentativo di far diminuire la pressione politica”. Mentre Mariastella Gelmini, vice capogruppo del Pdl alla Camera, ha assicurato “massimo rispetto per il presidente Napolitano”. Da parte nostra, dice la deputata, “non c’è alcuna intenzione di fare indebite pressioni: noi chiediamo al capo dello Stato, come supremo garante della Costituzione, di far rientrare un ordine dello Stato nell’alveo della democrazia liberale”. Renato Schifani ha smorzato invece i toni. “La  nostra fortissima indignazione, ancora più ampia e profonda di quanto si poteva prevedere per la condanna al presidente Silvio Berlusconi, non sfocerà in rabbia né in comportamenti non consoni alla nostra tradizione moderata”, ha dichiarato assicurando che non c’è “nessun avventurismo”.

Napolitano anticipa rientro dalle ferie – La decisione sulla concessione della grazia al Cavaliere spetta ora al capo dello Stato. Giorgio Napolitano ha lasciato l’albergo di Sesto Pusteria, al termine di due settimane di vacanza in Alto Adige con la moglie Clio, per andare a Bolzano, da dove ha raggiunto in aereo la Capitale. Il presidente potrebbe essere al lavoro già nelle prossime ore.