Cronaca

Verona, svastiche sulla sinagoga: “Non accadeva dal periodo delle leggi razziali”

Alcune persone incappucciate riprese dalle telecamere di sicurezza: sul muro hanno scritto anche "Juden". Il gesto è stato compiuto in coincidenza dell'arrivo in città dei testi della Sefer Torah. Il sindaco Tosi: "Inqualificabile"

Sapevano che la zona era sorvegliata da telecamere, per questo si sono incappucciati, ed erano ben consci che il mattino seguente al loro gesto la Comunità ebraica di Verona avrebbe celebrato un evento storico, come l’ingresso in sinagoga, per la prima volta in 150 anni, di una Sefer Torah, rotolo che contiene scritti sacri per gli ebrei. Per questo viene da pensare che gli anonimi incappucciati, capaci nella notte di sabato di imbrattare le mura della sinagoga a Verona con scritte antisemite realizzate con spray nero, non fossero sprovveduti in vena di bravate.

Due svastiche nere e una stella di Davide affiancata dalla scritta Juden il loro lascito alla comunità ebraica veronese, che ha reagito compatta condannando il gesto e identificandolo come un segnale molto inquietante, simbolo di un’ideologia violenta, razzista e ancora viva, nonostante tutto. I rappresentati della Comunità sono preoccupati perché scritte contro gli ebrei e svastiche in giro per la città non è la prima volta che compaiono, ma un oltraggio alla sinagoga non accadeva, come sostiene l’85enne Lucia Roditi Forneron, presidente dell’associazione Italia-Israele, dal periodo buio delle leggi razziali. Immediatamente le frasi e i simboli nazisti sono stati cancellati, prima che in sinagoga arrivassero centinaia di ebrei da tutta Italia a celebrare l’ingresso della Sefer Torah. Unanime la condanna delle istituzioni veronesi e immediata l’azione delle forze dell’ordine, subito al lavoro per rintracciare i responsabili dell’atto.

Pronta anche la risposta delle Comunità ebraiche italiane che, in una nota, condannano “l’azione antisemita che ha portato all’imbrattamento dei muri della sinagoga scaligera con scritte e simboli che richiamano a un periodo oscuro per l’Italia e per il mondo intero. Un’azione particolarmente odiosa perché avvenuta alla vigilia dello storico ingresso di un nuovo Sefer Torah in Tempio con l’intento di rovinare una festa che è stata invece densa di emozioni e momenti di grande suggestione. Riteniamo – proseguono nella nota Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Carlo Rimini, presidente della Comunità ebraica di Verona e Roberto Israel, addetto al culto e alle relazioni esterne della Comunità di Verona e consigliere Ucei – che proprio il successo ottenuto dall’iniziativa, capace di richiamare a Verona centinaia di persone da tutta Italia lasciando una traccia memorabile nella vita di questa Comunità, sia la miglior risposta a chi vigliaccamente fomenta sentimenti di odio e violenza”.

Condanna da parte del sindaco Flavio Tosi: “C’è la più ferma condanna da parte del sindaco e quindi di tutta la città di Verona nei confronti di un gesto inqualificabile – dichiara – I rapporti tra la città di Verona, l’amministrazione comunale, i cittadini e la Comunità ebraica sono sempre stati di grande stima, solidarietà reciproca e collaborazione. Questo resta il gesto di quattro idioti che speriamo vengano identificati e puniti dalle forze dell’ordine”.

Se per risalire a episodi simili a questo bisogna andare indietro con la memoria, Verona certo non è nuova a tensioni politiche fra forze estremiste e a scontri di carattere ideologico, spesso sfociati in risse e distruzioni di locali. Come l’episodio, ancora senza colpevoli, accaduto al circolo Casa Pound “Cutty Sark”, distrutto nella notte fra il 17 e 18 febbraio, probabilmente da esponenti di Forza Nuova, almeno secondo gli inquirenti. E, più recentemente, fa ancora discutere la notte di violenza a Veronetta, una zona tradizionalmente frequentata da studenti e militanti di sinistra, dove nella notte del 22 marzo una decina di ragazzi vicini a Casapound e all’organizzazione universitaria Blocco Studentesco, sempre di destra, aveva deciso di recarsi per festeggiare la laurea di Marcello Ruffo, 28enne esponente di spicco proprio di Casapound Verona, nonché consigliere della terza circoscrizione eletto nella lista civica del sindaco Flavio Tosi. In due locali della zona sono andate in scena risse da far west con aggressioni, minacce, coltelli e i gestori delle osterie che accusano Ruffo e soci di aver volutamente provocato gli attivisti di sinistra, mentre il consigliere di Casapound dice di essere stato aggredito.

aggiornato da redazione web alle 21.10 del 3/06/2013