Società

Crisi, lo studio: “Un ragazzo su quattro pensa che starà peggio dei genitori”

L'80% degli adolescenti dichiara di aver fatto delle rinunce economiche. Ancora più diffuso il pessimismo tra le mamme e i papà: il 31% ha paura che i figli incontreranno molte difficoltà in più rispetto alle proprie e il 4% ha addirittura paura che non ce la faranno

Un adolescente italiano su quattro vede un futuro più duro di quello dei genitori e pensa di andare all’estero per assicurarsi un’opportunità. E’ quanto emerge da una ricerca di Save the Children, lanciata insieme alla campagna “Allarme infanzia”. L’80% dei ragazzi dichiara di aver fatto delle rinunce a causa della crisi, mentre aumentano le disuguaglianze per l’accesso all’università e il 30% delle famiglie non riesce a pagare la retta.

Il pessimismo è ancora più diffuso tra i genitori: il 31% ha paura che i figli incontreranno molte difficoltà in più rispetto alle proprie e il 4% ha addirittura paura che non ce la faranno. Mentre solo il 16% pensa che i figli riusciranno a realizzare i loro sogni e ad avere una vita migliore della propria. Ma il lavoro desiderato potrebbe anche restare un sogno. “Con la situazione che c’è dovrò considerarmi fortunato se avrò un lavoro”, sostiene il 27% delle ragazze e ragazzi italiani e il 28% dei genitori.

Due terzi dei genitori dichiarano poi di avere in qualche misura dovuto fare i conti con la crisi (66%), e la percentuale sale tra i ragazzi: 8 adolescenti su 10 infatti affermano di aver dovuto tagliare qualcosa. Per il 69% si tratta delle spese per il tempo libero – cinema, discoteca, pizza con gli amici, per il 68% è l’acquisto di vestiti, scarpe e accessori. Ma la crisi limita anche importanti opportunità educative e di crescita: per il 35% l’iscrizione ad attività sportive e ricreative, seguito dalla partecipazione alle gite scolastiche (22%) e dall’acquisto di libri (12%).

Povertà economica spesso significa anche povertà d’istruzione: uno smacco per tanti genitori è l’ammissione – per il 31% di madri e padri – di non poter pagare l’università ai propri figli, i quali dovranno trovarsi un lavoro per contribuire alle spese (22% dei genitori intervistati), oppure bisognerà fare un prestito (9%).

C’è poi la povertà culturale: secondo i genitori italiani i figli vanno al cinema meno frequentemente di quanto desidererebbero, a causa del costo del biglietto o perché sempre più sale chiudono per la crisi. Per porre un freno al caro libri, la biblioteca si propone come soluzione prevalente per quelli extrascolastici (29% dei genitori e dal 28% dei ragazzi). Allarmante il fatto che per un adolescente su 5 la lettura non rappresenti un interesse.

Altro dato allarmante riguarda le spese per le vacanze. Per il 17% dei ragazzi (21% dei genitori), non ci sono già più mentre il 23% (15% dei genitori) le ha fatte ma più brevi del solito. Fra i genitori il 7% ci ha rinunciato per consentirle ai figli mentre 1 su 3 dice di riuscire a realizzarle grazie ad offerte low cost o all’appoggio di parenti e amici.