Emilia Romagna

Referendum scuola, Merola: “Vendola è vergognoso”. E lui: “Chieda scusa”

Il sindaco di Bologna ai microfoni della cattolica Radio Tau accusa il presidente della Puglia di "strumentalizzare" la consultazione del 26 maggio sui soldi comunali alle materne paritarie: "Ha un'idea di sinistra superata anche a Cuba". Il leader di Sel: "Ho parlato una settimana fa senza offendere nessuno, che tristezza"

Volano stracci nell’oramai ex alleanza tra Pd e Sel a Bologna. Ultimo dissidio in ordine di tempo riguarda il referendum bolognese contro i finanziamenti comunali alle scuole materne paritarie del 26 maggio prossimo. A favore dei referendari è intervenuto direttamente Nichi Vendola (a dire il vero una settimana fa, n.d.r.) e il sindaco Virginio Merola, oramai già partigiano della fazione opposta che voterà opzione B, ha commentato a Radio Tau l’intervento sostenendo si tratti di una “strumentalizzazione vergognosa”.

L’intervento di Vendola, ha detto Merola questa mattina sulle frequenze della radio cattolica bolognese, “mi ha colpito perchè non mi aspettavo da lui questa incoerenza: sia coerente e faccia in Puglia quello che chiede di fare a Bologna. Siccome la Regione Puglia prevede i finanziamenti alle scuole paritarie private direi che è una strumentalizzazione vergognosa di una persona che ritiene di essere un leader nazionale”.

Merola ha oltremodo ribadito di non volere al suo fianco leader nazionali del Pd come il collega di Firenze Matteo Renzi, atteso in città proprio alla vigilia del voto. “Penso che la cosa riguardi soprattutto i bolognesi e che sia già stata troppo strumentalizzata a fini politici. Un referendum consultivo – sottolinea Merola – dovrebbe essere civico, sul quale ci si esprime al di là delle appartenenze politiche. Invece si fa di tutto per politicizzarlo”.

“Se qualcuno vuol fare una nuova sinistra, se la faccia”, ha ribadito duro il sindaco,  “ma non prenda come laboratorio Bologna per le proprie sperimentazioni inutili. Non permetto che questa città faccia da cavia agli esperimenti di persone che molto spesso non sono riusciti ad entrare in Parlamento con le proprie proposte politiche”

L’ira di Merola si conclude con un’invettiva a tutto campo contro la sinistra radicale compatta per l’opzione A al referendum: “Servizio pubblico in tutta Europa non è statalismo, ma che idea di sinistra è quella che in nome di un principio astratto divide la gente, introduce rancore e un’idea di servizio pubblico che non c’è neanche più a Cuba? La soluzione A ha già spaccato la città”.

Vendola: “Merola, che tristezza”. “Provo solo tristezza per le parole scomposte del sindaco di Bologna contro di me”, lo afferma Niche Vendola in una nota stampa, “Una polemica fatta a freddo, a 8  giorni di distanza dalla puntata tv  su La7 di “Servizio Pubblico”  in cui ho commentato il vivace e interessante confronto  che anima, nel capoluogo emiliano, il dibattito sul finanziamento pubblico delle scuole materne private”.

“Il primo aspetto – prosegue il leader di Sel – è la necessita’ di far crescere il rapporto tra elettori ed eletti, tra cittadini ed Istituzioni, tra democrazia delegata e democrazia diretta. Il secondo aspetto e’ relativo all’uso delle risorse pubbliche, in un momento cosi’ pesante di scarsita’ delle medesime. Sullo sfondo permane la “vexata quaestio” di quel “senza oneri per lo Stato” che e’ norma aggiratadella Costituzione. Tutto qua: ho detto cio’ che penso, senza offendere nessuno. Allora mi chiedo: perche’ Merola cerca in me un nemico  contro cui scagliarsi? Sta chiedendo alla destra bolognese di dargli una mano a vincere questo referendum? Se cosi non fosse – conclude Vendola –  allora mi aspetterei un gesto di garbo politico e istituzionale: le sue scuse“.

(d.t.)