Politica

Rimborsi, deputati M5s in video: “Non siamo una Casta”. E Grillo va alla Camera

Il leader del Movimento 5 stelle arriva a Roma per discutere con gli eletti dopo la polemica sulla diaria da restituire. Annullata la conferenza stampa. I suoi hanno però preparato un filmato dove raccontano tutte le difficoltà vissute nei primi due mesi di permanenza nella Capitale

Il set è allestito al quarto piano del palazzo dei gruppi. Lì, telecamera puntata contro, i deputati Cinque stelle raccontano uno a uno come sono andati questi primi due mesi romani. Non si parla di politica, per carità. Si ragiona di soldi. E di quanti ne hanno spesi da quando sono arrivati in Parlamento. Domande secche, stile Iene. E risposte altrettanto sincopate. Dove vivi? Quanto spendi? Che lavoro facevi prima? Hai figli? L’affresco che ne esce sfiora la tragedia. C’è chi ha il conto corrente in rosso, chi rischia di perdere l’alloggio popolare, chi ha genitori in difficoltà. Storie come quelle di tanti italiani, come quella di Andrea C., disoccupato 45enne che ieri il blog di Grillo ha pubblicato per ricordare “le priorità del Paese”. 

È che a raccontarle, in video per giunta, sono gli eletti del Movimento cinque stelle. Un muro del pianto, che serve a placare le ire della Rete, a giustificare le polemiche sulla diaria da restituire, a chiarire al web che non si sono montati la testa, semplicemente sono inguaiati come loro. “Storie di vita che non hanno niente a che vedere con quelle di chi normalmente sta dentro al palazzo”, spiegano ancora dallo staff, nel disperato tentativo di dimostrare che non si può ragionare con il paraocchi della casta. Se funzionerà o sarà un boomerang, resta da vedere.

Di certo, è una bella grana per il leader che dal 13 maggio riprende il tour con il camper, questa volta nelle città dove si vota alle amministrative. Come lo spiega Grillo ad Avellino, a Barletta, ad Ancona, a Treviso, a Vicenza, a Imperia, a Brescia, a Imola, a Siena e a Roma che gli attivisti entrati a palazzo fanno fatica a restituire i soldi? Così, oggi, Beppe per la prima volta fa il suo ingresso a Montecitorio. Non passeggerà per il Transatlantico (“Io se incontro uno come Brunetta – diceva qualche settimana fa – non riesco a far finta di niente”), lo staff pare abbia organizzato un percorso che lo terrà lontano dal resto dei politici. E pure dai giornalisti. L’idea di fare una conferenza stampa è stata archiviata: l’incontro è stato peraltro annunciato e poi annullato nel giro di un quarto d’ora.

Ma d’altronde il senso dell’incontro non è quello di parlare fuori. Nessuna diretta streaming, solo qualche cinguettio via Twitter. Piuttosto bisogna urlare dentro. La strigliata sarebbe stata più ficcante, sostengono, se ci fosse stato anche Gianroberto Casaleggio. Invece, il guru è rimasto a Milano, trattenuto da impegni privati.

Con Grillo da solo, immaginano, il rischio “sfogatoio” è più concreto. Tutti si metteranno a elencare bisogni e necessità, probabilmente nessuno avrà il coraggio di dire che non vuole restituire la parte di diaria non rendicontata, ma alla fine l’ipotesi che la decisione venga ancora rimandata esiste eccome. Troppe variabili ancora da definire. Una in particolare: dove si mettono i soldi “avanzati”? La maggior parte dei parlamentari ha bocciato la proposta (firmata Grillo e Casaleggio) di destinarli ad associazioni no profit. Non ci si vuole legare troppo a enti su cui magari in futuro si potrebbero scoprire magagne, non si vuole dare la sensazione di “scambiare” i soldi con i voti. Si aspetta martedì, quando l’ufficio di presidenza della Camera deciderà se istituire una voce di bilancio ad hoc (come chiesto dai grillini) a cui destinare i fondi restituiti. Tra le altre ipotesi, più complesse da applicare, c’è quella di trasformare la diaria in una carta di credito con dei limiti di spesa: ogni parlamentare potrebbe strisciarla ogni volta che va a pranzo o dorme in albergo.

Tutte verranno discusse oggi. Ma con Grillo si parlerà anche di altro. All’ordine del giorno c’è anche il tema della comunicazione. L’8 maggio sul blog Grillo ha aperto un sondaggio contro Giovanni Floris chiedendo chi, come lui, riteneva che il conduttore di Ballarò fosse un “dipendente del pdmenoelle”. Ovviamente il 94 per cento gli ha dato ragione, con tanto di insulti al giornalista. Ora lo staff voluto dalla Casaleggio associati chiede rinforzi e più autorità. I parlamentari sono avvisati.

da Il Fatto Quotidiano del 9 maggio 2013

aggiornato da redazione web alle ore 15