Scienza

Influenza aviaria, nuova allerta in Cina: 2 vittime e almeno 4 contagiati

Sui giornali locali, per strada e alla tv non si parla d’altro. Sta cominciando ad aumentare la preoccupazione per i casi del nuovo ceppo di influenza aviaria, l’H7N9 e c'è già chi, esattamente 10 anni dopo, avvicina questi fatti all’inizio dell’epidemia di Sars, la polmonite atipica che colpì la Cina nel 2003 provocando la morte di centinaia di persone

Aumenta il numero di contagiati in Cina per la nuova influenza aviaria e aumentano le preoccupazioni. Dopo voci che si rincorrevano, oltre alle due vittime accertate e ad un terzo caso in condizioni critiche,  le autorità cinesi hanno confermato altri quattro casi di contagio grave nella provincia del Jiangsu, non lontano da Shanghai che pare essere il centro dell’epidemia. Sui giornali locali, per strada e alla tv non si parla d’altro. Sta cominciando ad aumentare la preoccupazione per i casi del nuovo ceppo di influenza aviaria, l’H7N9 e c’è già chi, esattamente 10 anni dopo, avvicina questi fatti all’inizio dell’epidemia di Sars, la polmonite atipica che colpì la Cina nel 2003 provocando la morte di centinaia di persone.

“Fino ad ora è un virus che riguarda gli animali, non gli uomini”, ha ribadito Jiang Qingwu, capo della scuola di sanità pubblica della Università Fudan di Shanghai. Eppure sette persone sono state contagiate, nonostante le autorità continuino a dire che la percentuale di contagio è bassa. Sta di fatto che la maggior parte di coloro che sono stati contagiati, lavoravano con pollame o con animali. Il metodo di trasmissione all’uomo di questo virus che, secondo gli esperti dovrebbe colpire solo il pollame, non è chiaro. Le voci e le ipotesi si rincorrono. Come quella che vuole che la faccenda sia comunque da collegare all’altro fatto di cronaca che ha riempito le pagine dei giornali nelle ultime settimane, il ritroviamo di circa 15.000 (le fonti ufficiali parlano di 11.000) maiali morti nel fiume Huangpu, proprio a Shanghai. Il legame è stato individuato nel fatto che una delle due vittime dell’influenza aviaria, un giovane di 28 anni, lavorava a contatto con i suini, essendone un allevatore. Ma, dicono gli studiosi, si tratta solo di fantasiose congetture e di una mera coincidenza.

Al momento in nessuna carcassa di suino controllata è stato riscontrato questo virus o un altro virus letale per l’uomo. E’ stato riscontrato solo del ‘circovirus porcino‘, non letale per l’uomo, che sarebbe alla base della moria dei suini. Questi, sarebbero stati gettati nel fiume come risultato di un commercio illegale di maiali. Eppure nei negozi e supermercati già si registrano crolli nelle vendite del maiale. “Le notizie sono scarse e non sappiamo bene come stanno le cose – ha commentato una donna – nel dubbio meglio evitare di mangiare pollame e maiale”.

Intanto gli ospedali di Shanghai sono stati messi in allerta per individuare con la massima celerità eventuali nuovi casi di contagio. Cominciano a scarseggiare mascherine e si guarda con diffidenza a chi ha tosse. Le autorità sanitarie stanno tenendo sotto strettissimo controllo 88 persone che sono quelle che, a vario titolo, negli ultimi tempi hanno avuto i maggiori contatti con le due vittime, amici, parenti, colleghi di lavoro. Il fatto che almeno sinora nessuno mostri sintomi e faccia presagire ad un contagio, dicono gli esperti, lascia ben sperare sul fatto che si tratti di un virus (probabilmente una mutazione del ceppo originario) non facilmente trasmissibile o comunque poco aggressivo per gli uomini. Al momento tuttavia non esistono vaccini per questa malattia anche se team di esperti sono al lavoro per la tracciabilità.