Cronaca

Processo Meredith, i media americani: “Svolta sorprendente”

Il New York Times definisce un "caso clamoroso" la decisione della Cassazione, che ha annullato la sentenza di secondo grado, mentre il Seattle Times precisa che Amanda Knox è ora una studentessa dell'università di Washington ed "è stata sveglia ieri fino alle due di mattina perché era preoccupata"

“Una svolta sorprendente“. Il quotidiano americano Seattle Post-Intelligencer commenta così la decisione della Cassazione, che ha annullato la sentenza di secondo grado con cui erano stati assolti Raffaele Sollecito e Amanda Knox per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Un altro giornale di Seattle, la città dove la Knox è tornata a vivere dopo l’assoluzione del 2011, spiega che l’annullamento della sentenza “prolunga un caso che è diventato ormai celebre negli Stati Uniti”.

“L’Italia ha ribaltato l’assoluzione di Knox”, titola il Seattle Times, precisando che Amanda è ora una studentessa dell’università di Washington ed “è stata sveglia ieri fino alle due di mattina perché era preoccupata”. Più super partes è invece il New York Times, che in un articolo intitolato “Sentenza di assoluzione capovolta” descrive la decisione della Cassazione come un “caso clamoroso“.

Il quotidiano sottolinea che “spesso i media americani hanno ritratto la Knox come un’americana ingenua incappata erroneamente nella palude di un sistema legale italiano che non funziona”. Ora, prosegue il New York Times, “la prospettiva è che Amanda Knox possa essere riprocessata in sua assenza e alla fine, se condannata, affrontare l’estradizione“.

Decisamente più rigidi sono invece i quotidiani britannici, che negli anni scorsi avevano definito Amanda come “una persona con un lato diabolico“, utilizzando le parole dell’avvocato di Patrick Lumumba, da lei accusato del delitto di Meredith. Il The Sun, titolando “Nuovo processo per Knox”, avverte che “la legge italiana non può costringere Amanda a tornare dagli Stati Uniti per il nuovo processo e non è chiaro cosa succederà se sarà giudicata colpevole in una nuova sentenza”.