Politica

Napolitano, Berlusconi soddisfatto: elezioni a giugno o governo istituzionale?

Dopo l'intervento del presidente della Repubblica il Cavaliere - ancora ricoverato - avrebbe riacquistato vigore. Per La Stampa, dopo aver letto i sondaggi, il leader del Pdl penserebbe a elezioni a giugno. Per la Repubblica invece spunta l'ipotesi di un piano e di un incarico istituzionale a uno dei due presenti delle Camere

Berlusconi soddisfatto. L’intervento del Quirinale ha dato nuovo rigore al leader del Pdl, ricoverato da venerdì all’ospedale San Raffaele di Milano. Ma cosa questo possa significare per l’orizzonte istituzionale e la formazione del nuovo governo le ipotesi e le indiscrezioni sono diverse. Per La Stampa il Cavaliere è pronto ad alzare il tiro e a chiedere, dopo aver visionato gli ultimi sondaggi, nuove elezioni a giugno. Secondo l’analisi dei sondaggisti il centrodestra sarebbe in crescita, il Pd in calo e il Movimento 5 Stelle sconterebbe l’ingresso in Parlamento. Certo è che Silvio Berlusconi non vuole più un capo dello Stato che venga dalla sinistra: “Per il Quirinale il centrodestra non ha bisogno di chiedere a nessuno, e tanto meno alla sinistra, “candidati in prestito”, perché, dopo tanti presidenti di un solo colore, ha invece diritto a rivendicare un candidato diverso e di altra estrazione”. 

Secondo La Repubblica invece in pole position sarebbe tornata l’ipotesi di un governo istituzionale con il Cavaliere, accerchiato da processi e indagini, che vuole rientrare in partita. Con i neoparlamentari del M5S e il loro leader che non pensano neanche lontanamente a un appoggio a un governo a guida Bersani, il segretario dei Democratici deve fare i conti con la “responsabilità” di aver più eletti degli altri partiti ma anche la possibilità concreta che il suo tentativo fallirà. Quindi il “piano B” potrebbe, come già successo all’indomani delle dimissioni di Berlusconi nel novembre del 2011, essere gestito da Napolitano, che in una nota dei giorni scorsi aveva spiegato che sarebbe stato il suo successore a dare l’incarico, in caso di fallimento di Bersani, a un nuovo presidente del Consiglio. A questo punto l’incombenza di presentarsi alle Camere sarebbe affidata al presidente di uno dei due rami del Parlamento, possibilmente il Senato, per dar vita a un “governo istituzionale“. Il nome, già circolato nei giorni scorsi, è quello di Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato. Portato a casa il risultato della fiducia, il premier uscente Mario Monti potrebbe sedere sullo scranno più importante di Palazzo Madama. Il Cavaliere al Quirinale non vuole Romano Prodi e così i suo candidati al Colle potrebbero essere Massimo D’Alema o Giuliano Amato.