Emilia Romagna

Trenitalia fa la guerra a Montezemolo. E a Rimini, Italo rischia di “deragliare”

Ntv vuole sbarcare in Riviera il 9 giugno con la linea Milano-Ancona, ma i marciapiedi della stazione romagnola sono più bassi di 30 centimetri rispetto ai portelloni dei mezzi. L'accusa dell'ad Sciarrone: "I nostri treni sono più moderni e con standard europei, anticipiamo noi la cifra per rifarli". Ma Rfi frena: "La normativa non lo consente"

La guerra tra Trenitalia e il gruppo Ntv rischia di far deragliare Italo a Rimini. Ai riminesi non sembrava vero: dopo anni di corse locali e Freccia Bianca tagliati, finalmente l’alta velocità arriva a portata di mano. Il gruppo di Luca Cordero di Montezemolo (non è più presidente ma è rimasto azionista e nel Cda) ha annunciato tre coppie di treni da Milano, raggiungibile in due ore da Rimini, a partire dal 9 giugno prossimo con l’obiettivo di trasportare due milioni di viaggiatori all’anno lungo l’asse Milano-Ancona. Ferrovie dello Stato del riminese Mario Moretti, accusata per anni dalle istituzioni locali e regionali di non fornire un servizio adeguato anche in riviera, ha subito reagito programmando dal 14 aprile un Frecciarossa con due treni al giorno.

Insomma, prima niente e ora tutto, e infatti qualcosa non va. Italo si sovrappone alle corse regionali operate da Fs e per non creare caos bisogna sentire le due Regioni coinvolte (Emilia-Romagna e Marche). I contatti sono già partiti e Ntv punta a confermare lo sbarco in Riviera il 9 giugno, ma invece che alla stazione di Rimini, dove a quanto pare ci sono problemi coi marciapiede, si potrebbe arrivare solo a Riminifiera.

La polemica l’ha innescata l’amministratore delegato di Ntv, Giuseppe Sciarrone, che ha accusato Fs di non consentirgli di realizzare i lavori di adeguamento alla stazione di Rimini (la seconda per traffico in Emilia-Romagna) per far circolare Italo. Qual è il problema? Quello dei marciapiedi, che per i treni di Ntv dovrebbero essere di 30 centimetri più alti. Trenitalia non ha lo stesso problema, “perché i loro mezzi sono più antiquati dei nostri e rispondono a standard diversi: i nostri invece sono stati progettati e realizzati sulla base dei più recenti parametri europei, quando abbiamo chiesto le ‘tracce’ a Rfi abbiamo scoperto incredibilmente che la stazione di Rimini non era a norma per i nostri treni per colpa dei marciapiedi”, ha detto Sciarrone in un’intervista al Resto del Carlino.

Secondo l’ad della prima azienda privata in Europa per l’alta velocità, dell’innalzamento dei marciapiedi dovrebbe farsi carico la stessa Rete Ferroviaria Italiana (Fs) che, però, starebbe tentennando nonostante Ntv si sia già detta disponibile ad anticipare il relativo finanziamento (servirebbero da 500 mila a un milione di euro). Dopo la doccia fredda, la Provincia di Rimini si è precipitata a scrivere al governatore Vasco Errani invocando “un pronto sostegno da parte della Regione Emilia-Romagna al fine di garantire, nella tempistica necessaria, gli opportuni interventi di adeguamento”. Sì, perché, avvisa il Comune di Rimini, la prospettiva di perdere Italo “sarebbe di grave e inaccettabile danno per tutto il sistema dei collegamenti dell’intero sistema economico e turistico riminese”.

Rfi, però, non ci sta e in tempo reale smentisce “categoricamente” Sciarrone. Per il cambio di orario del 9 giugno, Fs dice di aver trasmesso a Ntv il 5 marzo il progetto per la tratta in questione. Italo interferisce con l’orario di alcuni treni regionali “determinando variazioni che necessariamente devono essere concordate con le Regioni committenti del servizio locale (Emilia-Romagna e Marche)”, precisano le Ferrovie. Ntv conferma di aver ricevuto il progetto Ntv e di essere in condizione, solo adesso, di “concordare con le Regioni Emilia-Romagna e Marche la compatibilità di questi nuovi treni”.

Per quanto riguarda la fermata di Rimini “è falso che la stazione non sia ‘a norma’ per i marciapiedi, la stazione rispetta tutte caratteristiche dettate dalla normativa vigente”, taglia corto Rfi. Che espone la sua verità con un certo sarcasmo: “A febbraio Ntv ha erroneamente chiesto a Rfi la fermata dei treni senza informarsi sulle caratteristiche tecniche di quella stazione”. Non è finita, perché “come sa bene lo stesso Sciarrone”, la soluzione prospettata da Ntv di un anticipo a proprio carico delle risorse necessarie “non è consentita dalla normativa di settore, che esclude ogni forma di partecipazione al finanziamento di investimenti o al rinnovo dell’infrastruttura da parte delle imprese ferroviarie”. 

Ma Ntv tira dritto annunciando che continuerà a insistere col ministero “sulla proposta formulata (l’anticipo dei soldi, ndr) per consentire alla città di Rimini di avere un servizio adeguato”. E ancora: Riminifiera è una soluzione “temporanea” e “mai alternativa alla fermata nella stazione di Rimini”. Pendolari e turisti lo sperano.