Documentati!

Robert Schülmers, le lettere sulle “ingerenze indebite” del Quirinale

Le accuse che arrivano da Bolzano
Martedì 26 febbraio 2013
Robert Schülmers, procuratore regionale della Corte dei Conti del Trentino Alto Adige scrive a Tommaso Miele, presidente dell’Anm dei magistrati contabili e alla mailing list dell’Associazione.

Caro Presidente (…) meno di un anno fa, ossia a fine giugno 2012, il Presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, mi ha chiesto – nelle mie funzioni di Procuratore regionale – di stare più tranquillo nei confronti dei vertici politico-istituzionali della Provincia autonoma di Bolzano, altrimenti “questi ti/ci distruggono” (labiale non comprensibile). Stando infatti ai nostri vertici istituzionali, il Presidente provinciale (…) in attesa di giudizio in due altri processi pendenti (di cui uno, in materia di rimborso Irap, assai complesso e delicato) e al tempo sottoposto ad altre due indagini, si era lamentato del Procuratore regionale, agli inizi di giugno 2012, nientemeno che presso il Quirinale, in occasione di una visita ufficiale, e Napolitano, da lui invitato per settembre 2012 a Bolzano per ricevere una solenne onorificenza, aveva subito dato mandato ai suoi ormai famosi “consiglieri” di intervenire presso la Corte dei conti, muniti di apposito dossier sul sottoscritto (cause vinte e soprattutto cause perse, come se queste fossero indice di inettitudine del Procuratore) per vedere se si poteva fare qualcosa per ricondurre a ragione questo indisciplinato magistrato. (…) Di qui i primi e unici contatti, a Bolzano, con il Presidente Giampaolino (…) e anche il primo abboccamento – un paio di settimane prima – richiesto dal neo Procuratore generale, Salvatore Nottola. (…) Arriviamo poi a fine gennaio di quest’anno, dove, accompagnato da motivazioni quantomeno discutibili (…), arriva improvvisamente, surreale ed irricevibile, un non richiesto “consiglio” di archiviare – “con pronta sollecitudine” e con motivazione che sembri “autonoma” – un procedimento nei confronti del Presidente provinciale in una vicenda di estrema gravità, costituente, senza dubbio, il caso più delicato sinora trattato da questa Procura. (…)

“Diffuse falsità”
Giovedì 28 febbraio 2013

Salvatore Nottola, procuratore generale presso la Corte dei Conti, scrive a Tommaso Miele dell’Anm.

Caro Presidente, con riferimento alla lettera divulgata dal Procuratore Regionale Robert Schülmers (…) in data 26 febbraio 2013 (…) le affermazioni contenute nella lettera, di oggettiva gravità, per quel che riguarda la mia persona non rispondono neppure in minima parte alla verità dei fatti. Rivendico di aver sempre esercitato funzioni e prerogative, anche in sede di coordinamento previsto dalla legge, nel massimo rispetto dell’autonomia dei singoli magistrati (…)

“Le mie verità”
1 marzo 2013
Robert Schülmers scrive a Salvatore Nottola, procuratore generale presso la Corte dei Conti e a Tommaso Miele (Anm) attraverso la mailing list dell’Anm.

Caro Procuratore generale, prendo atto che dopo più di un mese di silenzio torni finalmente sull’argomento. Lo fai rivolgendoti al Presidente dell’Associazione, forse perché costretto dall’evolversi degli eventi. (…) In data 5 giugno 2012 il Presidente provinciale Luis Durnwalder si reca in visita ufficiale al Quirinale e, tra una chiacchiera e l’altra, chiede un intervento del Capo dello Stato, come già scritto in precedenza. Dopo neppure un paio di giorni arriva una tua telefonata in cui (…) mi metti al corrente che la settimana entrante (…) ti attende un appuntamento con un personaggio importante che ti deve raccontare delle cose su di me e non vuoi essere impreparato. Mi chiedi di predisporre una relazione sulla situazione. Ma di spedirtela non all’indirizzo della Corte, ma al tuo indirizzo di posta elettronica privata. Non vuoi che resti nulla sul server della Corte. Lavoro tutta la notte e il giorno dopo ti mando, al tuo indirizzo di posta elettronica privata, una lunga relazione (…) Inizia così: “Quando settimana scorsa il Presidente provinciale Alois Durnwalder si è recato in visita ufficiale al Quirinale ho sperato (…). Qualche giorno dopo mi chiedi di raggiungerti presso una località termale trentina (…) Passeggiamo lungo un bellissimo parco, scegli una panchina isolata, e giù a raccontarmi del personaggio quirinalizio, che non mi nomini, ma che ti avrebbe raccontato cose su di me, pregandoti di “non prendere appunti” perché il Quirinale non voleva essere formalmente coinvolto nella vicenda. Mi dici che mi riferisci solo il 10% di quello che ti è stato detto. Ma a me basta. Mi riferisci di come si sia cercato di delegittimarmi, parlandoti di miei presunti insuccessi processuali.(…) Mi dici che comunque stai dalla mia parte, che le pressioni le conosci, per averle subite in passato, e mi chiedi di predisporti quanto prima uno specchietto delle sentenze della sezione giurisdizionale di Bolzano degli ultimi anni. Ti serve perché comunque vuoi rispondere al Presidente della Repubblica”. Con mail di mercoledì 27 giugno 2012, (…) ti mando finalmente, sempre all’indirizzo privato, lo specchietto delle sentenze dal 2009. (…) Ti servirà per la tua relazione al Quirinale. (…) Napolitano si dirà soddisfatto. Meno male. Nel frattempo capita un imprevisto. Il 29 giugno 2012 il Presidente Giampaolino è a Bolzano in occasione del giudizio di parifica. (…) Il Presidente desidera parlare con me dopo la cerimonia. Attendo pazientemente e durante il buffet, con un calice in mano e qualcosa nell’altra, mi dice quello che mi deve dire. (…) A fine gennaio, (…) mi “consigli” caldamente di archiviare la vertenza di cui sappiamo. Per te è normale lavoro di coordinamento, per me, invece, è pura e semplice ingerenza. (…) Invero, di punto in bianco, venerdì 25 gennaio 2013 (…) mi arriva una mail che per noi in Procura è a dir poco un fulmine a ciel sereno. (…) Mi dici che, a distanza di più di un mese, ti saresti improvvisamente accorto che il decreto di sequestro impugnato dalla Provincia di Bolzano dinanzi alla Corte costituzionale sarebbe illegittimo, perché frutto di una “deduzione logica” (…) Mi inviti perentoriamente a “studiare un sistema per uscirne” (studiare un sistema per uscirne? Ma da dove?). Mi scrivi che dovrei “revocare il decreto di sequestro ed archiviare la vertenza. Bisognerebbe però trovare una motivazione non basata sulla presentazione del ricorso ma che avesse il senso di un’autonoma decisione.”.(…) Tra l’altro, nel frattempo, la Procura contabile si era già costituita in giudizio presso la Corte costituzionale e la Presidenza del Consiglio dei ministri aveva fatto la stessa cosa, sostenendo la piena legittimità dell’operato della Procura contabile di Bolzano (…) Per me la Provincia ha fatto un errore e la Consulta dichiarerà il ricorso inamissibile o infondato. (…) A mio avviso si tratta semplicemente di ingerenze indebite (…) Come ritengo altresì che quella che è stata posta in essere da parte del Quirinale, piaccia o non piaccia, sia un’altra interferenza indebita. Ma questo è il mio punto di vista (…)