Diritti

L’incredibile vita di Pier Carlo Giovanalli

“Mi presento: sono Pier Carlo Giovanalli, classe 1950, di professione politico. Sì, lo so quello che state pensando: nel migliore dei casi ‘la politica non è un lavoro’, nel peggiore ‘la politica mi fa schifo’.

Avete ragione comunque.

Mi sono laureato senza passione in legge, servizio militare nella polizia. Poi subito politica a Forlì nella Democrazia Cristiana perché –  a parte essere Presidente della Magnifica Alleanza dei Cavalieri Cristiani – non ho mai fatto un cazzo. Perché, detto tra noi, un po’ non mi andava, un po’ non è che sia questa cima.

Ma non serviva essere un genio per fare carriera nella Dc.

Così, un po’ alla volta, con le giuste amicizie, i giusti appoggi, sono diventato prima deputato e adesso sono (addirittura!) senatore.

Non voglio tediarvi con la mia carriera politica e con i repentini cambi di casacca (tutte cose fatte esclusivamente per opportunità: adesso milito in un partito che non esiste… non ha alla base un’idea politica, un riferimento storico… nulla… la classe dirigente viene tutta da uno società che vende polizze assicurative… fate voi).

Non c’è molto da dire. Non ho mai fatto nulla di memorabile.

E – come diceva mia nonna – se non hai molto da dire, è meglio che strilli.

Così ho legato la mia carriera politica a una legge che ha preso il mio nome e che equipara le droghe leggere a quelle pesanti.

Non dite nulla: lo so benissimo che è una cazzata enorme.  

So anche che legalizzando le droghe leggere si toglierebbe alla criminalità organizzata una delle maggiori fonti d’entrata.

Ma tant’è: così di me non vi dimenticate, perché in politica se ti dimenticano sei fregato.

Era un po’ che non finivo sui giornali.

Prima c’ero riuscito sparando a zero sui gay. Anche qui, detto tra noi, non me ne frega niente degli omosessuali. Però così tutti riprendono le cazzate che dico e la signora Antonietta (che viene sempre alla messa delle 7) mi dice “bravo”, e mi vota. Almeno lei.

Una volta mi sono superato e ho criticato la pubblicità dell’Ikea che presentava come ‘famiglia’ una coppia di gay.

‘La famiglia è solo quella unita dal Sacro Vincolo del Matrimoni e tra un uomo e una donna!’. Mi rendo conto che anche questa era una bella cazzata. Ma la signora Antonietta mi ha detto che avevo ragione e chi mi avrebbe votato.

Però ora sono molto preoccupato.

Alle prossime elezioni, nel mio collegio, si presenta una ragazza che mi fa tanta paura.

Forse avete letto la sua storia: suo fratello è morto in carcere. Le responsabilità sono ancora da accertare ma è evidente (non sono così scemo) che è una cosa non normale e che qualcuno ne deve rispondere.

Già avevo un po’ polemizzato. Però la signora Antonietta che viene alla Messa delle 7 con me, e che crede veramente che quello che mangia in Chiesa è il corpo di Cristo, mi ha guardato male.

All’uscita mi ha detto ‘Ma lo sa che se Cristo fosse vivo andrebbe a parlare proprio con persone come quel povero ragazzo che è morto in carcere?’.

La cosa mi ha fatto riflettere. E il pensiero che ho fatto è stato: ho sbagliato. Non in quello che dico (cosa volete che me freghi). Ma non posso rischiare di perdere il voto di quelle come la signora Antonietta (che mi sta anche sulle palle: finalmente l’ho detto!).

Però poi ho sentito parlare questa ragazza, quella che si presenta nel mio collegio. Parla bene, col cuore. Sembra che creda a quello che dice.

Porca puttana, ho pensato.

Questa mi fa a pezzi.

L’unica arma che avevo era quella di dire: sfrutta la morte del fratello per fare carriera.

Lo so: era una cazzata enorme anche per me.

Se l’avessi pensato veramente, poi, non l’avrei mai detto… anche perché quello che sfruttava la morte di un povero cristo per un po’ di notorietà, alla fine, ero io.

Ma che devo fare?

Non posso finire nel dimenticatoio.

Io non so fare nulla.

Se non mi eleggono non saprei davvero che fare.

Facciamo così: se mi promettete che mi votate, io la smetto di dire cazzate.

Affare fatto?”.

Ogni riferimento a persone realmente esistenti e a fatti accaduti è puramente casuale.