Diritti

“Dall’Italia respingimenti sommari in Grecia di bambini e richiedenti asilo”

Dopo aver intervistato 29 bimbi e adulti respinti malamente dai porti nostrani, Human rights watch ha stilato un rapporto in cui denuncia la messa in atto di pratiche nei confronti degli immigrati proibite dal diritto italiano e internazionale. Inoltre, una volta rimandati indietro, “i minori non accompagnati e i richiedenti asilo sono esposti ad abusi delle forze dell’ordine, condizioni detentive degradanti e a un ambiente ostile, segnato da violenze xenofobe”

”L’Italia respinge sommariamente bambini migranti non accompagnati e adulti richiedenti asilo in Grecia”, dove questi “affrontano un sistema d’asilo non funzionante e condizioni detentive offensive” dei loro diritti. E’ quanto denuncia l’Ong Human rights watch in un rapporto pubblicato oggi e documentato con interviste a “29 bambini e adulti respinti sommariamente dai porti italiani”, venti dei quali nel 2012. Respingimenti che – sottolinea Hrw – “sono proibiti dal diritto italiano e internazionale”. 

Il rapporto, dal titolo ”Respinti al mittente: le riconsegne sommarie dell’Italia di bambini migranti non accompagnati e adulti richiedenti asilo alla Grecia”, si denuncia “il fallimento della polizia di frontiera italiana nei porti di Ancona, Bari, Brindisi e Venezia nell’identificare adeguatamente persone che hanno bisogno di protezione, in violazione degli obblighi giuridici dell’Italia”, spiega Human rights watch sottolineando come “il diritto italiano e internazionale proibisce l’allontanamento di bambini migranti non accompagnati senza aver determinato che ciò sia nel loro migliore interesse”.

Una volta tornati in Grecia, “i minori non accompagnati e gli adulti richiedenti asilo – come tutti i migranti – sono esposti ad abusi delle forze dell’ordine, condizioni detentive degradanti e ad un ambiente ostile, segnato da violenze xenofobe”, sottolinea quindi il rapporto, lungo 45 pagine e arricchito da interviste effettuate a “13 bambini, di un’età compresa tra i 13 e i 17 anni”, tutti “respinti sommariamente in Grecia”.

“A nessuno di loro è stato affidato un tutore o l’accesso ai servizi sociali, come richiesto dalle leggi italiane o internazionali”, afferma Human rights watch evidenziando come gran parte delle persone incontrate “erano afghani, in fuga da pericolo, conflitto, povertà”.