Scuola

Scuola, iscrizione on line obbligatoria. Ma non tutti hanno internet

Il ministero ha reso obbligatorio il ricorso alla Rete per presentare la domanda alle prime classi delle scuole statali. Protesta l'Adiconsum. Così la digitalizzazione che doveva ridurre i costi e semplificare le procedure sta diventando un boomerang

Genitori “obbligati” a iscrivere i figli a scuola solo per via telematica. Dando esecuzione alla legge 135 del 2012, con la circolare ministeriale 96 del 17 dicembre 2012 il ministero ha reso obbligatorio alle famiglie il ricorso ad internet per presentare l’iscrizione alle prime classi delle scuole statali. Ma, come ricorda Roberto Pellegatta, responsabile Disal, una delle associazioni più diffuse di dirigenti scolastici. “Le famiglie vengono costrette ad una modalità che per la maggior parte non potrà essere utilizzata: secondo i dati Istat le famiglie italiane che usano la rete sono il 43,4 per cento. Un dato non da poco che sta mettendo in crisi le scuole”.

In crisi comunque sono soprattutto le famiglie che si trovano di fronte a difficoltà decisamente finora sottovalutate. Se ne è fatto interprete la stessa Adiconsum: “La scelta del Miur – sostiene il segretario generale dell’associazione, Pietro Giordano – pone interrogativi sull’effettiva possibilità per tutte le famiglie di procedere in modo autonomo e con facilità alla registrazione sul sito del ministero e alla compilazione della domanda di iscrizione”. Giordano non sottovaluta né la presenza di fasce della popolazione che non possiedono un pc, né quelle che vivono in zone del Paese non coperte da una rete Adsl: “Occorre intervenire soprattutto nel Meridione e nelle aree più svantaggiate – spiega – dove la penetrazione di Internet e degli stessi strumenti informatici è più scarsa”. Per le scuole comunque una brutta gatta da pelare.

“Saranno sottoposte ad ulteriori complicanze, in tempi per loro già non proprio facili per incombenze, personale e risorse – continua Pellegatta – e dovranno distaccare appositamente personale di segreteria per garantire uno sportello di consulenza che potrà durare due mesi”. La tanto decantata digitalizzazione del sistema scolastico che doveva ridurre costi di gestione e semplificare le procedure, sta diventando, dunque un vero e proprio boomerang. Osserva sempre il responsabile Disal: “Le scuole non otterranno alcun vantaggio reale nella nuova procedura. Le tanto decantate ‘semplificazione burocratica’ e ‘risparmio della spesa’ si trasformeranno invece in ore aggiuntive per il personale delle segreterie ed in maggiore stampa cartacea di moduli, necessaria per le loro successive verifiche e sottoscrizione”.

In definitiva toccherà alle segreterie delle scuole un duplice impegno: raccogliere attraverso normali moduli cartacei le domande delle famiglie, quindi inserire i dati per conto loro. L’operazione delle iscrizioni era stata programmata per la prossima settimana, ma molti dirigenti scolastici hanno emanato delle circolari per ovviare alle previste difficoltà di seguire i dettami ministeriali, rassicurando i genitori di fornire tutta l’assistenza necessaria. Circolari, insomma, che rappresentano una vera e propria resa di fronte a un provvedimento sulla carta decisamente all’avanguardia, ma di fatto impraticabile. “La scuola, come tutta la società, non ha bisogno di annunci epocali e salvifici legati alle tecnologie informatiche, anche per non assistere poi a retromarce, come è accaduto con l’obbligo dei testi scolastici online. La scuola è luogo di relazioni, di scambio di informazioni, di accoglienza ed anche l’iscrizione del proprio figlio può diventare, per chi la cerca, occasione di un incontro per ‘ben cominciare’. La realtà ‘reale’ è più bella che quella ‘virtuale’. Anche a scuola”.