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Milano, per salvare la Provincia Podestà punta su multe e tasse alle stelle

Nelle stime dell'ente le entrate da contravvenzioni, che nel 2011 erano pari a 400mila euro, nel 2012 volano a 4,8 milioni e per 2013-14 sfiorano i 13 milioni l'anno. Il piatto forte, però, saranno le tasse per l'auto: in controtendenza col mercato sono attesi centinaia di milioni dai nuovi proprietari

Tassare i cittadini e multarli il più possibile. Nelle strategie di Guido Podestà per salvare i conti della provincia di Milano non c’è solo la vendita in extremis di Sea e Pedemontana. Se non finirà in un altro flop, il nuovo bando per la società è sufficiente a tappare il buco quest’anno, ma i problemi di bilancio si ripeteranno nel 2013. Così, per evitare lo sforamento del patto di stabilità e, quindi, il commissariamento, la giunta di centrodestra, oltre a fare il possibile per disfarsi di Serravalle, punterà sull’aumento delle entrate tributarie e sugli autovelox.

Numeri alla mano, sono dieci i nuovi dispositivi installati quest’anno sulle strade provinciali per controllare la velocità degli automobilisti. Il risultato è evidente: le entrate da contravvenzioni, che nel 2011 erano pari ad appena 400mila euro, nel bilancio 2012 si sono più che decuplicate, fino a raggiungere i 4,8 milioni. Basta così? Niente affatto. Perché le previsioni sui prossimi due anni sono piuttosto ottimistiche per la provincia: l’assestamento di bilancio, approvato settimana scorsa per far fronte alla spending review voluta da Roma, ha portato i 6,2 milioni preventivati sia per il 2013 che per il 2014 a quasi 13 milioni di euro all’anno.

“Gli autovelox sono stati attivati a 2012 già in corso – spiega l’assessore al Bilancio, Luca Squeri –. Le entrate andranno quindi a regime solo nel 2013. Tale strumentazione è stata messa in funzione non per fare cassa, ma per motivi di sicurezza. In certi luoghi è opportuno attenzionare gli automobilisti”. Ben venga la sicurezza, ma sul fronte delle stime degli incassi è facilmente prevedibile che più gli automobilisti verranno “attenzionati”, più saranno propensi a rispettare i limiti e meno multe entreranno nelle esangui casse provinciali.

Un problema, visto che nel prossimo biennio gli obiettivi del patto di stabilità saranno ancora più stringenti. E vanno rispettati, pena il blocco delle spese e una sanzione salata da pagare. Adesso la giunta cerca di metterci una toppa con la vendita – o “svendita”, come la giudica qualcuno – delle azioni Sea e di parte del comparto autostradale sotto il cappello della Serravalle, ma l’anno prossimo si riparte da capo. E allora, oltre che sulle dismissioni di immobili e partecipate, vuole puntare sulle entrate tributarie, che nelle stime passano dai 320 milioni di quest’anno, ai 324 previsti nel 2013 e ai 333 nel 2014, somme che insieme corrispondono a oltre la metà del totale delle entrate preventivate per il prossimo biennio. Ancora una volta, chi più ne fa le spese sarà l’automobilista, visto che una parte importante e di questa voce è costituita dall’imposta provinciale di trascrizione dei veicoli (Ipt) e da quella sulle Rc auto. Entrambe attese in aumento, così come le multe.

L’Ipt, un tributo dovuto per le trascrizioni dei passaggi di proprietà dei veicoli nuovi e usati, nel 2012 dovrebbe infatti garantire all’ente pubblico 100 milioni di euro, che poi, sempre nelle stime della Provincia, saliranno a 107,7 milioni nel 2013 e a 113,2 milioni nel 2014. In crescita anche la previsione sull’imposta Rc auto: 150 milioni nel 2012, 153,4 nel 2013 e 157 nel 2014. L’incremento non può che derivare dall’aumento dei veicoli in circolazione, dal momento che la Provincia ha già messo l’aliquota al massimo. Ma in Italia il mercato dell’auto ha il segno meno da più di un anno, ultimo dato il -20,1 per cento registrato a novembre 2012 rispetto allo stesso mese del 2011. “Dopo un anno così terribile – sostiene Squeri – le previsioni sono in lieve miglioramento”. Ma anche questa è una scommessa, mentre è un dato di fatto che il banco rischia di saltare.

Se da un lato la giunta spera di ricavare di più da multe e tasse, sul fronte delle spese invece non resta che tagliare per far fronte alla scure dello Stato e per evitare il commissariamento. E come spesso accade, quando si taglia, va a finire che a pagarne le conseguenze sono i settori in maggiore difficoltà. Come l’istruzione. L’assestamento di bilancio rischia infatti di dare il colpo di grazia all’edilizia scolastica, che in provincia di Milano versa già in una situazione critica: nei prossimi due anni sono saltati 4,2 milioni per la manutenzione straordinaria degli edifici degli istituti e 2 milioni per la manutenzione straordinaria degli impianti di riscaldamento e degli apparati di sicurezza di scuole e stabili per servizi provinciali. Il tutto senza considerare il caos che si abbatterà sui conti, qualora provincia di Milano e di Monza vengano davvero riaccorpate.

Twitter: @gigi_gno