Emilia Romagna - Cronaca

Favia cerca la diplomazia: “Basta guerra dei Roses, i confronti nelle sedi opportune”

Dopo settimane di litigi e divisioni interne, Giovanni Favia, il consigliere regionale del Movimento 5 stelle caduto in disgrazia per il fuorionda di Piazzapulita, cerca di stemperare gli animi. E sceglie di non rispondere alle accuse arrivate oggi dal suo collega in comune a Bologna, Massimo Bugani, di danneggiare il Movimento. “Non intendo replicare – premette Favia – e farmi trascinare in uno scontro tra esponenti dello stesso Movimento. Ma non capisco poi perché le critiche, legittime e sacrosante, non vengano fatte in “assemblea attivi” – luogo ad esse deputato – ma attraverso Tv e giornali, occupando lo sguardo dei cittadini non con le nostre battaglie ma con una guerra dei Roses in salsa 5 stelle”.

Il commento di Favia arriva a poche ore dalle dichiarazioni rilasciate a Skytg24 da Massimo Bugani, in cui il consigliere comunale non nasconde i dissidi interni, parlando di “rapporti compromessi da tempo”, e puntando il dito contro il collega in Regione, accusato di “non fare il bene del Movimento”. Frasi che, secondo Favia, danno “un’immagine negativa del movimento, non rispondente alla realtà”. Non si può pretendere, aggiunge, che “nel Movimento si sia tutti amici, sarebbe sciocco. Ma che si persegua tutti lo stesso scopo, e che si remi dalla stessa parte, questo sì. Per cui mi aspetto lealtà, correttezza e trasparenza gli uni verso gli altri”.

Poi una stoccata non solo a Bugani, ma a tutto il gruppo di fedelissimi schierati con il capo del Movimento “senza se e senza ma”. “È Beppe Grillo stesso – conclude Favia . a non voler essere considerato un leader alla Zapata, lui stesso ha sempre affermato che il Movimento 5 Stelle consente ai cittadini di prendere in mano la propria vita e diventare leader di se stessi. Non ci sono altri leader se non i cittadini. Quindi non è certo Grillo il problema, ma coloro i quali lo seguono come fosse Pancho Villa”.

Intanto, al Fattoquotidiano.it, Massimo Bugani è tornato a parlare del suo rapporto con la collega Federica Salsi, che, nonostante la promozione (simbolica) arrivata dall’assemblea di mercoledì sera, rimane tesissimo. “L’altro giorno, alla riunione, ho visto un buon clima, ma rimaniamo su posizioni nettamente diverse e distanti – spiega il consigliere comunale, che poi ammette di vedere un futuro incerto per il Movimento a Bologna-, “il momento è difficile”. A peggiorare una situazione già in bilico sono state le ultime dichiarazioni  rilasciate da Salsi all’amico Antonio Amorosi, in cui il Movimento viene paragonato a una caserma. “Sono frasi che non trovano la mia condivisione”.

Infine Bugani si lascia andare a un commento sulla natura delle relazioni semestrali degli eletti a 5 stelle, nelle quali, secondo Grillo, non si può sfiduciare e riconfermare un consigliere. “Grillo ha ragione – dice Bugani, ricalcando le posizioni del capo – gli incontri hanno un valore simbolico, perché il campione ristretto. Se davvero vogliamo fare “il tagliando” al consigliere allora convochiamo una votazione online aperta a tutti gli iscritti. Io sono pronto”. L’ex candidato sindaco boccia anche il metodo adottato dai due consiglieri regionali, Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, che due volte all’anno rimettono il mandato, lasciando decidere all’assemblea se riconfermarlo o no. “Non è il metodo giusto, perché vengono registrati i nomi all’ingresso, così che si conosce l’identità di chi è contro e chi è a favore. Invece bisognerebbe aprire le porte a tutti”