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Ucraina, vince ancora Yanukovich. E Yulia Tymoschenko inizia sciopero della fame

Il presidente in carica con il 39% delle preferenze ha superato la coalizione della leader della Rivoluzione Arancione, ferma al 20%. Ottimo l'esordio in politica del pugile Vitali Klitschko (13%), flop del partito dell'ex calciatore del Milan Andry Schevchenko (appena l'1,7%)

Tra polemiche e outsider famosi, l’uomo forte di Ucraina è ancora il presidente Viktor Yanukovich. Il suo “Partito delle regioni” si è aggiudicato le elezioni parlamentari con il 39 per cento delle preferenze e avrà la maggioranza dei seggi della Verkhovna Rada, la camera locale. Dietro di lui, con il 20 per cento, è arrivata la coalizione di Yulia Tymoschenko “Opposizione unita-Patria”. La pasionaria, eroina della Rivoluzione Arancione, è stata la grande assente di questa tornata elettorale. Dall’agosto 2011 è in carcere con l’accusa di abuso d’ufficio, malversazione e evasione fiscale. La condanna è arrivata nell’ambito di un processo molto criticato in Occidente, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei diritti umani e, secondo alcuni, ordito proprio dall’eterno rivale Yanukovich. L’ex primo ministro è ora ricoverata in ospedale per un peggioramento delle sue condizioni di salute, già provate dalle dure condizioni detentive, ma non ha rinunciato a presentarsi ai suoi elettori. Terzo posto per i comunisti che ottengono il 15 per cento e promettono sostegno al governo di Yanukovich. Il partito ultranazionalista di destra e antisemita “Svodoba”, guidato da Oleg Tyaknibok, si attesta intorno all’8 per cento ed entra in Parlamento per la prima volta.

RIVELAZIONE DI KLITSCHIKO E IL FLOP DI SCHEVCHENKO
La vera rivelazione, con il 13 per cento, è l’ “Udar” di Vitali Klitschko, pugile campione del mondo di pesi massimi. In molti, delusi da una classe dirigente sempre più corrotta e disinteressata ai reali problemi del Paese, vedono in lui una figura nuova e positiva, in grado di creare una rottura con il passato. Flop clamoroso, invece, per un altro, e ben più noto sportivo. L’ex calciatore del Milan Andry Schevchenko non è riuscito nemmeno a superare la soglia di sbarramento del 5 percento. Il suo partito “Avanti Ucraina”, non ha incontrato i favori degli elettori, in molti lo ritenevano una coalizione posticcia, e si è fermato all’ 1,7 per cento delle preferenze. Sconfitta clamorosa anche per un altro protagonista della politica Ucraina. Vitktor Yuschenko, il leader della rivoluzione liberale del 2004, ha ottenuto poco più dell’1 percento con il suo partito “Ucraina Nostra”.

LA BOCCIATURA DELL’OSCE
L’Osce ha inviato oltre 700 osservatori internazionali per monitorare il voto di Kiev, su cui aleggiavano già molti sospetti di brogli. La campagna è stata all’insegna dei toni forti, dei favori mediatici eccessivi per il presidente Yanukovich e dello spreco di soldi pubblici per le propagande e i finanziamenti dei partiti. Motivi che hanno spinto l’Osce e il Consiglio d’Europa a bocciare la tornata elettorale, anche se le votazioni si sono comunque svolte nella calma e senza alcun incidente. Secondo il coordinatore della missione di monitoraggio Walburga Habsburg Douglas queste elezioni sono state “un indietreggiamento della democrazia”; a invalidarle sarebbe stata soprattutto l’assenza di Yulia Tymoschenko, che, a sua volta, ha fatto sapere di non accettare un voto “né libero né democartico” e per questo ha iniziato uno sciopero della fame. Il voto parlamentare doveva essere il banco di prova della democrazia ucraina e un segnale di avvicinamento all’Occidente, anche in vista dell’adesione alla UE. Per il momento, invece, l’ex Paese Sovietico sembra virare più verso Mosca che verso Bruxelles e la rivoluzione arancione diventa un ricordo sempre più sfumato e lontano.