Politica

Mediaset, Berlusconi: “Sentenza intollerabile”. Pdl: “Ergastolo ai giudici”

Per Alfano quella di oggi è "una condanna inaspettata e incomprensibile". Confalonieri, assolto dall'accusa di frode fiscale, si dice "moderatamente contento per sé". Di Pietro: "Una sentenza di primo grado considera B. un delinquente colpevole di frode fiscale"

“Una sentenza politica intollerabile, qui non si va avanti”. Il Cavaliere interviene a Studio Aperto per commentare il primo grado del processo Mediaset che lo ha condannato a quattro. Per B., che al contrario era certo di un’assoluzione, i giudici hanno stabilito come pena accessoria l’interdizione dai pubblici uffici per tre anni. Agli imputati, in totale undici, veniva contestata la frode fiscale. I giudici hanno disposto un versamento a titolo di provvisionale di 10 milioni di euro da parte degli imputati condannati all’Agenzia delle Entrate. Il Cavaliere inoltre ha puntualizzato che non c’è alcuna connessione tra la sua scelta di non candidarsi alla premiership e la sentenza. Ai microfoni del tg, poi, ha aggiunto: “I 564 milioni che ho dovuto dare” a De Benedetti “non sono la rapina del secolo, ma del millennio”. 

Per i suoi del Pdl, invece Milano è un “tribunale politico” e magistrati “meritano l’ergastolo” perché quella di oggi, secondo il segretario Angelino Alfano, è solo “l’ennesima prova di accanimento giudiziario”. E il sito del Pdl (immagine sopra) parla di una condanna “senza prove”. Fedele Confalonieri, assolto dall’accusa di frode fiscale per non avere commesso il fatto, affida la sua dichiarazione all’avvocato Vittorio Virga e si dice “moderatamente contento per sè”, ma “non per Berlusconi”. L’altro legale del presidente di Mediaset, l’avvocato Alessio Lanzi, esprime soddisfazione per la sentenza di assoluzione. “Posso dire che giustizia è fatta – ha detto – tecnicamente non ha mai commesso nessun reato. Nessuno dei testi lo ha mai indicato come partecipante all’acquisto dei diritti. Bisogna capire perché per altre persone non c’è stata l’assoluzione”. Se in un primo momento ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione, poi l’avvocato del Cavaliere Nicolò Ghedini insieme al legale Piero Longo ha definito la sentenza “assolutamente incredibile che va contro le risultanze processuali. Addirittura non si è tenuto conto delle decisioni della Corte di Cassazione e del Giudice di Roma, che per gli stessi fatti hanno ampiamente assolto il Presidente Berlusconi”.

Il Pdl, intanto, si compatta in difesa dell’ex premier. Nota congiunta per Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato: “L’uso politico della giustizia scrive oggi un’altra brutta pagina nella storia del nostro Paese – scrivono nel messaggio – . Mentre Silvio Berlusconi orienta le sue scelte innanzi tutto tenendo conto del bene del Paese, la caccia all’uomo non salta un giro”. Ma, aggiungono i due parlamentari, “verrà un giorno in cui la storia darà atto di quanto male tutto questo ha fatto alla nostra democrazia”. Si tratta di una “singolare condanna” per la deputata Beatrice Lorenzin che osserva: “Dopo 18 anni di storia aspettiamo con impazienza i successivi gradi di giudizio, perché finora, di fronte alle carte, ogni verifica successiva ha sempre dato ragione a Berlusconi”. Per il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ”non si tratta di una sentenza ma di un tentativo di omicidio politico visti non solo la condanna penale ma anche l’interdizione di tre anni dai pubblici uffici. Purtroppo non da oggi diciamo che è in atto un uso politico della giustizia, in primo luogo contro Berlusconi”. Per Sandro Bondi si tratta di una “ferita inferta alla democrazia”, secondo Michaela Biancofiore si tratta di “una sentenza palesemente politica” e Francesco Storace (La Destra) è convinto che Berlusconi “non meriti l’accanimento”. “Vicinanza umana e solidarietà” anche da parte di Ignazio La Russa che non esita a parlare di “accanimento giudiziario”.

Quello di oggi è un ”evidente il tentativo da parte del Tribunale di Milano di colpire il ‘nemico’ con una sentenza spropositata che nulla ha a che vedere con la giustizia” per Maurizio Lupi, vice presidente della Camera. Arrivano parole durissime invece dal parlamentare – e capo ufficio stampa del Pdl – Luca D’Alessandro: “Il Tribunale politico di Milano ha colpito ancora – ha commentato-. Se oggi danno quattro anni a Silvio Berlusconi – ha proseguito – per un reato che non ha commesso, come documentalmente dimostrato, quando nei gradi successivi sarà assolto, dovranno dare l’ergastolo e interdire dai palazzi di giustizia quei magistrati che stanno portando avanti questa ignobile persecuzione giudiziaria”. 

Per Alfano quella di oggi è “una condanna inaspettata e incomprensibile, con sanzioni principali e accessorie iperboliche”, opinione condivisa anche da Enrico La Loggia, presidente della Commissione parlamentare per l’Attuazione del federalismo fiscale. Il segretario del Pdl, però, è certo “che i prossimi gradi di giudizio gli daranno ragione e speriamo che questi giudizi giungano in fretta”. Interviene anche l’ex ministro Gianfranco Rotondi, secondo cui “la condanna di Berlusconi mostra al mondo l’anomalia della giustizia italiana. Come sempre nei gradi successivi – conclude – la serenità dei giudici restituirà a Berlusconi verità e giustizia”. 

Attestato di stima da Roberto Formigoni che conferma al Cavaliere il suo affetto, ma non ritiene che la decisione di non candidarsi nuovamente dell’ex premier sia dovuta ai guai giudiziari. “Credo di no – ha detto – ha affrontato tanti processi”.

Di Pietro: “La verità è venuta a galla” – “Tutti i nodi vengono al pettine. Nonostante tutte le leggi ad personam che Berlusconi si è fatto e nonostante la continua delegittimazione e denigrazione dei magistrati, la verità è venuta a galla”. Per il presidente dell’Italia dei Valori, “da oggi gli italiani possono prendere atto che una sentenza di primo grado considera Berlusconi un delinquente colpevole di frode fiscale e con l’interdizione dai pubblici uffici per i prossimi tre anni”. E per il capogruppo al Senato Felice Belisario questa sentenza è “il motivo per cui il Cavaliere non si candida alle prossime elezioni”.

Franceschini: “Berlusconi non più oggetto di confronto politico” – “Le sentenze vanno rispettate, non si commentano – ha dichiarato il capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini – Nè quando si tratta di una condanna nè di un’assoluzione. Berlusconi in passato ha avuto sentenze positive o prescrizioni. Oggi è stato condannato. Ma Berlusconi non è oggetto di confronto politico, anzi non lo è più”. 

Casini: “Non voglio speculare sulla sentenza” –  “Abbiamo sempre contrastato Berlusconi su piano politico e non abbiamo mai speculato sulle sue vicende giudiziarie. Non cominceremo certo adesso”. Lo afferma in una nota il leader dell’Udc. E Famiglia Cristiana online scrive: ”Berlusconi, game over'”. E aggiunge: “Dopo la pesantissima condanna per frode fiscale e l’interdizione per tre anni dai pubblici uffici, ora esce davvero dalla scena politica. E a farne le spese è il Centrodestra”.