Politica

Museo Maxxi, Melandri: “Non potevo dire no”. Ornaghi: “Monti? Nessuna perplessità”

La parlamentare dimissionaria del Pd dice di "rispondere alle istituzioni". Il ministro della Cultura ha incontrato ieri il presidente del Consiglio e Catricalà: "Nessuna riserva. Ho assunto la decisione in autonomia. Me ne assumo piena responsabilità e il futuro giudicherà"

Dopo le polemiche sulla nomina, la spiegazione dei motivi che l’hanno fatta scaturire. Giovanna Melandri e il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi hanno illustrato in conferenza stampa la scelta di nominare la parlamentare (dimissionaria) del Pd a capo della Fondazione Maxxi di Roma. A difendere la decisione è stato proprio Ornaghi: “Ho assunto la decisione in autonomia pensando al bene del Maxxi. Il futuro giudicherà. Me ne assumo piena responsabilità” ha detto. “Da parte di Monti nessuna perplessità – spiega Ornaghi – Ho incontrato ieri sera il premier e Catricalà, ho illustrato loro i criteri. Da parte delle istituzioni nessuna perplessità”. 

Video di Irene Buscemi

“Rispondo alle istituzioni” ha affermato la Melandri parlando del suo nuovo incarico, per il quale non le sembrava giusto “rendermi indisponibile a una chiamata istituzionale come quella che mi ha fatto gentilmente il ministro Ornaghi”. Da qui il sì alla proposta, accolta “in totale spirito di servizio”. “Mi dimetto da parlamentare – ha aggiunto l’esponente del Pd – ma tengo a precisare che queste dimissioni non sono dovute per legge. E non sono nemmeno dovute a un clima un po’ impazzito che abbiamo in questo momento nel nostro Paese. Si tratta di una scelta che faccio in coerenza con la mia coscienza. Chi deve fare il parlamentare lo deve fare pienamente”.

Per quanto riguarda il quid e gli obiettivi del suo mandato, invece, la Melandri ha spiegato di voler dedicare “tutta la mia energia a questa nuova avventura ed è per questo motivo che credo che non sia compatibile il mantenimento della mia responsabilità da parlamentare”. Sul futuro del museo, invece, Melandri ha annunciato di voler aprire “una fase molto partecipata nel museo che credo abbia bisogno di un reshaping internazionale”. Per far questo, l’idea è quella di “costruire un comitato e il nuovo statuto prevede l’introduzione per una posizione che integri tutte le funzioni del museo. Posizione per la quale ci sarà una chiamata pubblica e per la quale voglio un percorso aperto e trasparente”. “Credo che il Maxxi – ha aggiunto – possa diventare un grandissimo punto di riferimento nel circuito internazionale del contemporaneo”.