Politica

Santanché rottama il Pdl: “L’apparato è un cancro, via Alfano e gli altri”

La "pasionaria" torna ad attaccare il partito su Il Foglio: "Dobbiamo azzerare tutto", a cominciare dal segretario e dai coordinatori. Ma il partito fa quadrato. Napoli: "Metta in moto il cervello prima della lingua". Bonaiuti: "Non parla a nome di Berlusconi"

E’ scontro nel Pdl. A innescarlo Daniela Santanché, che alla Zanzara di Radio 24 ha sancito la fine del partito, che “non esiste più”, e quindi “bisogna azzerare tutto”, a cominciare da “Alfano e i coordinatori”. E oggi su Il Foglio ha rincarato la dose: “L’apparato è un cancro“. Alla “pasionaria”, negli ultimi anni fedele custode dell’ortodossia berlusconiana, risponde fra gli altri il diretto interessato, Angelino Alfano, che su twitter parla di una “linea sfascista molto chiara”. E aggiunge: “Noi ne abbiamo un’altra. Sono inconciliabili”. Mentre monta la polemica, il portavoce di Silvio Berlusconi Paolo Bonaiuti si affretta a precisare: “Le opinioni espresse dalla signora Santanchè, in un articolo apparso oggi sul Foglio, sono frutto di suoi ragionamenti politici personali e non esprimono affatto il pensiero del presidente Berlusconi”. 

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Il partito fa quadrato.  “Qualche giorno fa, a nome del Pdl Berlusconi e Alfano hanno rivolto ai centristi la proposta di aggregare in una vasta alleanza politica tutte le forze moderate e riformiste”, ricorda del capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. “E’ evidente che questa proposta politica implica non solo l’esistenza, ma anche il rinnovamento e il rilancio del Pdl che finora sta vivendo in una condizione di difficile stallo e che malgrado tutte le disgrazie ‘tiene'”. E’ quindi “di segno totalmente opposto” la linea Santanchè, “che è quella di distruggere totalmente il Pdl per dar vita non si sa bene a che cosa, in attesa di un’improbabile palingenesi fatta non si sa bene da chi”. 

Intervistata da Il Foglio, Santanché ha demolito l’immagine del partito e dei suoi dirigenti: “Chi ha più di tre legislature alle spalle non va più candidato in Parlamento, deve sparire”, ha affermato. “In questo momento il Pdl è peggio della Dc. Dobbiamo rappresentare anche una discontinuità rispetto all’esperienza di Mario Monti. Chi sostiene Monti non può restare con noi”. Insomma, via tutti, da Scajola ai “montiani” Frattini e Gelmini. Unico salvato, naturalmente, il Cavaliere: “Berlusconi è l’unico che ha coraggio, gli altri hanno palle di velluto”.

Ma una replica durissima arriva da un altro berlusconiano ultraortodosso, Osvaldo Napoli, il vice di Cicchitto, che la invita a connettere cervello e lingua prima di parlare. Napoli ricorda che la collega “non ha mai consumato le suole delle scarpe per prendere un voto – dico un voto – per il Pdl”. E ancora: “Se amici e amiche del Pdl imparassero a contare fino a dieci e a mettere in moto il cervello prima della lingua, probabilmente il partito non sarebbe nelle difficoltà in cui oggi si trova. Segue apprezzamento al “presidente Berlusconi, il quale, come tutti gli riconoscono, è dotato in larga misura del bene dell’intelletto. Peccato non possa trasferirne neppure una briciola a chi pretende, senza averne il ruolo, di parlare a suo nome”.