Piacere quotidiano

Botti di rovere e un pizzico di follia: arriva dall’Alto Adige la sfida al Porto

Dalla passione di Franz Gojer per il liquore portoghese nasce un interessante prodotto vinicolo. E dopo anni di esperimenti, circa duemila bottiglie made in Italy sono pronte alla sfida dei mercati

Non si chiama Porto e non è fatto in Portogallo, eppure ha l’ambizione di fare concorrenza al vino lusitano giocando sul suo stesso campo. È il Pipa e arriva da Santa Maddalena, presso Bolzano, dove l’azienda agricola Gloegglhof, guidata da Franz Gojer, dopo quasi venti anni di sperimentazioni e prove è riuscita a produrre un vino con le stesse tecniche del Porto. Che in quanto a gusto e aroma non ha niente da invidiare al più famoso avversario.

“Tempo fa – spiega Gojer – sono stato in Portogallo dove ho visitato alcune cantine. Lì mi è venuta la passione per questo vino che ho provato a replicare usando però un vitigno nostrano, il Lagrein. In pratica ci ho riprovato ogni due anni, fino a quando nel 2006 mio figlio, entrando attivamente in azienda, non mi ha spinto a impegnarmi più seriamente”. Il segreto di questo vino è nella preparazione che riprende appunto quella del porto fin dal tipo di botti dalla forma conica in cui viene lasciato invecchiare e che hanno ispirato il suo nome, le pipa appunto. Durante la fermentazione il Lagrein rilascia un aroma di ciliegia che si conserva grazie all’aggiunta – come avviene per il liquore portoghese – del brandy.

“Il nostro Lagrein – ha aggiunto Gojer – è un vitigno che ha un colore acceso e durante la fermentazione produce aromi molto intesi, grazie al brandy questi si conservano insieme ai profumi dell’uva e a lievi sentori floreali”. Dopo sette mesi nelle botti di legno si arriva all’imbottigliamento: il risultato è un liquore dall’elevato grado alcolico e molto piacevole al palato. Quest’anno sono state prodotte 2000 bottiglie ma la richiesta è alta, per cui presso l’azienda agricola Gloegglhof contano di aumentare la produzione. Anche perché il prodotto comincia ad interessare anche all’estero: in alcune degustazioni è stato provato con successo da acquirenti giapponesi che hanno fatto le prime ordinazioni. Per un amante del bicchiere di porto serale, magari accompagnato da una buona fumata, alla fine il Pipa non esce sconfitto dal confronto, anzi. L’unico vero neo, semmai, è il costo: il prezzo alla bottiglia infatti è di 23 euro.

di Massimiliano Carbonaro

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