Piacere quotidiano

Pausa pranzo, la dieta mediterranea sfida il Kinder Bueno

Dalla Puglia al Kazakistan: un giovane imprenditore di Ostuni prova ad attaccare l'impero delle macchinette automatiche e dei fast food con i sapori della tradizione Made in Italy

Immaginate di essere in pausa pranzo, di avvicinarvi alla macchinetta per agguantare uno snack veloce e di trovare di fronte a voi dolcetti di pasta reale al posto del Kinder Delice, melanzane ripiene al posto di un sandwich plastico e un succo di frutta di stagione senza zucchero al posto della Coca Cola. Un distributore automatico di prodotti genuini in ufficio? Proprio così. L’idea di portare la dieta mediterranea nella distribuzione automatica è di Ivan Tanzariello, pugliese di Ostuni, 39enne amministratore delegato di Liomatic Puglia, fresco di un viaggio di lavoro in Kazakistan, dove «sono impazziti tutti» per il suo Medibreak, distributori automatici di cibo sano su cui campeggia un cuore tricolore che inneggia al made in Italy.

«Ci devi passare vicino e ti deve venire voglia di farti una frisa!», dice Tanzariello, che in Italia ha lanciato il progetto a settembre, «dobbiamo indurre la gente a un consumo consapevole». Così, tra i prodotti Medibreak da selezionare, ci sono le mandorle brindisine, i biscotti cotti in forni in pietra di panifici locali, i tramezzini realizzati con pane di semola e lievito naturale, i taralli pugliesi. Poi ai distributori è stato rifatto il look: sono diventati bianchi ‘salute’, hanno punti di raccolta differenziata, monitor che spiegano perché la frutta fresca o il cioccolato fondente fanno bene ed esalatori che emettono  un ‘mix esperienziale’ al pomodoro e basilico.

E pensare che è nato tutto da un pregiudizio, spiega l’amministratore delegato, «quello secondo cui alla macchinette si trovi solo junk food: noi volevamo dimostrare il contrario, ovvero che gli alimenti sani possono essere anche fast». Il cibo genuino alla macchinette, in effetti, pare un ossimoro: ‘Io ci tengo all’alimentazione sana, io mangio alle macchinette’. Non suona bene. Eppure il coraggioso progetto dell’imprenditore pugliese ha anche avuto l’ok della Fondazione Dieta Mediterranea-Onlus. Lo immaginiamo il professor Gaetano Crepaldi, presidente dell’istituto, che dopo anni di strenua difesa della dieta mediterranea a suon di ricerca e formazione si vede piombare un entusiasta imprenditore del settore vending pronto a giurargli che con le macchinette si può fare cultura alimentare. «In effetti mi ci è voluto un po’ per convincerlo, ma alla fine pure lui si è accorto che la salute si diffonde anche introducendo cibi di qualità nei distributori, trasformando il fast food in una pausa mediterranea». I distributori sono oggi certificati: tutti i prodotti contengono solo lieviti naturali, farine pregiate, olio extra vergine di oliva e sono senza conservanti. Il costo è sicuramente un po’ più elevato della classica offerta industriale: «Saranno a disposizione primi e secondi già cotti e un microonde per riscaldarli. Contiamo di proporre un menu con un piatto, caffè e acqua tra i 5 e i 6 euro», assicura.

Per il momento esiste qualche macchinetta test in Puglia, e l’intenzione è di arrivare a 50 postazioni in una campionatura selezionata nelle scuole, enti pubblici e uffici in tutta Italia entro fine anno. Ma non solo… «I kazaki, ad esempio, espongono Ferrari e Ducati e poi servono la pasta scotta. I nostri prodotti invece sono 100% made in Italy, non c’è il rischio che siano taroccati e sono massimamente sicuri, pastorizzati e debatterizzati e, soprattutto, sono pronti: basta aprirli e mangiarli. Insomma, portandoli all’estero non dobbiamo insegnare a cucinare nessuno, immaginate che rivoluzione!». Ma Tanzariello dove intende arrivare con il suo Medibreak? «Il mio competitor non è il ristorante, il mio sogno è sostituire la M del McDonald’s». Ma noi sapremo davvero scegliere un pacchetto di mandorle di fronte a un Kit Kat o a un Big Mac?

di Natascia Gargano

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