Politica

Legge di stabilità, Bersani: “Attenzione a tagli su sanità. Rischiamo di affondare”

Il segretario generale del partito: "Tagli a servizi fondamentali per i cittadini non possono essere realizzati perché ne compromettono il funzionamento". La Presidenza del Consiglio dei Ministri: "Qualsiasi indiscrezione sui contenuti della legge è destituita di ogni fondamento"

“E’ ora di dire all’Europa che di manovra in manovra rischiamo di affondare tutti”. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani esprime il suo timore sulla bozza del ddl stabilità mentre a palazzo Chigi è in corso il cdm che porta all’odg delle riunione l’approvazione.

“Per quel che riguarda le decisioni da prendere – ha affermato – vogliamo sapere che cosa si intende fare in particolare nella sanità, nella scuola e nei servizi fondamentali per i cittadini; settori nei quali le operazioni di efficientamento e di riduzione dei costi non possono essere realizzate con tagli che ne compromettano il funzionamento”. Per Ignazio Marino i nuovi tagli alla sanità previsti dalla legge di stabilità “non si possono votare. Il Partito Democratico non può sostenere l’ennesima legge che impoverisce la sanità pubblica e ne ferisce gli operatori. Dopo 21 miliardi di tagli, aggiungere altri 1,5 miliardi significa dare l’impulso per il tracollo definitivo”.

“Nelle Regioni più ricche – aggiunge – gli ospedali pubblici offrono un’assistenza di buon livello solo per l’abnegazione di medici, tecnici e infermieri: manca il sapone nei bagni, l’acqua potabile per il personale che fa il turno di notte e addirittura, nei casi più gravi, si finisce per rimandare a casa i pazienti che soffrono per un tumore, perché mancano i farmaci chemioterapici. Se il Governo vuole percorrere la strada già progettata in passato da Silvio Berlusconi e distruggere il Servizio Sanitario Nazionale fino ad arrivare ad una sanità privata sul modello americano, lo dica chiaramente. I cittadini non ne possono più e il Paese non lo accetterà”.

Ma la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “fa presente che qualsiasi indiscrezione sui contenuti della legge di stabilità, attualmente in discussione nel Consiglio dei Ministri, è destituita di ogni fondamento, anche se proveniente da Ministri o Sottosegretari, anche nel corso di trasmissioni radio-televisive”.