Politica

Formigoni: “Macroregione del Nord” con Piemonte e Veneto. Maroni lo gela

Dibattito alla festa della Lega di Brescia con il governatore lombardo, Cota e Zaia. Ma il segretario del Carroccio chiude all'ipotesi di un unico mega-ente capace di assorbire le tre regioni: "Io non voglio una maxi-Lombardia dove c'è un maxi-governatore che si chiama magari maxi-Formigoni".

Alla festa provinciale della Lega Nord di Brescia i presidenti delle principali regioni del nord, Luca Zaia, Roberto Cota e Roberto Formigoni, si sono confrontati sulle due proposte che nelle ultime settimane sono state messe sul tavolo dalla Lega e dallo stesso governatore lombardo, ovvero quelle della macroregione e dell’euroregione del nord. Proprio ieri mattina il segretario federale del Carroccio Roberto Maroni aveva anticipato il dibattito, bocciando senza appello la proposta targata Formigoni di lavorare ad un’unica grande regione settentrionale, che unisca Piemonte, Veneto e Lombardia in una sola entità amministrativa: “La proposta di macroregione del Nord a cui sta lavorando Roberto Formigoni è una finta o poco più di una finta” ha detto il segretario a Domaso (Como), a margine di un convegno su Gianfranco Miglio. Maroni ha criticato il progetto del governatore lombardo “perché si fa a costituzione vigente e la Costituzione dice che le Regioni possono solo fondersi”. E poi ha aggiunto: “Io non voglio una maxi-Lombardia dove c’è un maxi-governatore che si chiama magari maxi-Formigoni”.

Al termine dell’intervento, Maroni ha spiegato che, a partire dalla prossima settimana, la Lega Nord comincerà a raccogliere le firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione dell’euroregione del Nord, che poi dovrà essere sottoposta a referendum confermativo, come ogni legge di modifica costituzionale. Cuore del progetto dell’euroregione l’idea di un sistema fiscale autonomo capace di trattenere i tre quarti delle tasse nelle mani delle Regioni: “Se Formigoni ci sta, bene, facciamo una battaglia comune – ha detto Maroni – se no noi continuiamo questa battaglia, che è l’unica seria, da soli”.

A Brescia, mentre Cota e Zaia hanno portato acqua al mulino di Maroni, Formigoni ha continuato a battere il chiodo della macroregione, spiegando perché secondo lui si tratta della strada più facile da percorrere. L’intervento di Formigoni a tratti ha anche provocato qualche rumoreggiamento in platea, la serata si è comunque conclusa con la promessa di riprendere il dibattito al più presto e trovare una strada condivisa per raggiungere l’obiettivo comune: quello di una maggiore autonomia nella gestione delle regioni settentrionali a beneficio di cittadini e imprese. Luca Zaia, per stemperare i toni polemici e dare una piega più distesa alla serata, ha chiuso con un complimento al collega lombardo: “Formigoni parla da criptoleghista, quando si deciderà a fare il Pdl del nord secondo me faremo grandi cose assieme”.