Cronaca

Prezzo benzina, “Invariato nonostante tonfo su mercato Mediterraneo”

E’ quanto rileva la Staffetta Quotidiana, mentre per Confcommercio: "Ci sono le condizioni per una sensibile diminuzione dei prezzi nei prossimi giorni". Federconsumatori e Adusbef invece temono che l'aumento del petrolio oltre i 100 dollari al barile “fornirà l’alibi perfetto per un’ulteriore crescita dei prezzi dei carburanti”

Il prezzo della benzina cala ovunque tranne che in Italia. E’ quanto rileva la Staffetta Quotidiana che in una nota denuncia il paradosso.“C’è stato un vero e proprio tonfo ieri sul mercato del Mediterraneo per il prezzo internazionale della benzina. In un colpo solo si è registrata una riduzione di oltre 50 dollari la tonnellata. I prezzi alla pompa, invece, fatta eccezione per una nuova limatura al ribasso apportata da Esso, restano fermi. Ieri la quotazione della verde è precipitata a 628 euro per mille litri (-30), quella del gasolio è scesa a 683 euro per mille litri (-3)”.

“Nel giro di una settimana i prezzi internazionali sono scesi rispettivamente dell’equivalente di 5,4 centesimi (benzina) e 1 centesimo (gasolio) al litro, senza che i prezzi alla pompa ne risentissero in modo sensibile. Nel fine settimana è dunque lecito aspettarsi una riduzione dei prezzi di almeno tre centesimi sulla benzina e di un centesimo sul gasolio – continua la nota -. Questa mattina non si registrano variazioni rilevanti per le medie ponderate nazionali tra le diverse compagnie in modalità servito: la benzina resta ferma a 1,944 euro/litro, il diesel scende leggermente a 1,828 euro/litro (-0,1 centesimi). Gpl fermo a 0,824 euro/litro”. “A determinare il lieve calo è la nuova mossa di Esso, che, per la terza volta in una settimana, aggiusta al ribasso i propri listini, dimostrando di essere l’unica, in questo momento, a seguire passo passo l’andamento dei prezzi internazionali dei prodotti. Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, questa mattina la compagnia statunitense ha ridotti i prezzi della benzina di 0,2 centesimi e quelli del diesel di 0,6 centesimi al litro”. 

Sull’argomento interviene anche Confcommercio. “In vista un calo dei prezzi dei carburanti nei prossimi giorni. Le tendenze del mercato internazionale sottolinea il presidente della Figisc-Confcommercio, Luca Squeri,“fanno ragionevolmente suporre che ci sono le condizioni per una sensibile diminuzione dei prezzi nei prossimi giorni, con variazioni nell’ordine di -2,5 eurocent/litro in media tra i prodotti, più accentuate per la benzina e molto meno per il gasolio”. La quotazione del greggio, sottolinea Squeri, “è rimasta stabile rispetto allo scorso fine settimana, ma solo grazie al marcato apprezzamento del tasso di cambio euro/dollaro, attestandosi sui 91 euro/barile. Diverso l’andamento nelle dinamiche dei prodotti raffinati: le chiusure del mercato internazionale dei prodotti finiti Platt’s di questa settimana hanno fatto registrare, infatti, un decremento di 5,6 eurocent/litro per la benzina e di circa 0,8 per il gasolio. In particolare, la quotazione della benzina è crollata di 3,6 cent/litro appena nella giornata di ieri, per cui tale dinamica non è ancora stata tra-sferita sui prezzi alla pompa, che da venerdì scorso sono rimasti quasi fermi sia per la benzina (-0,002 euro/litro) che per il gasolio (-0,003)”. In un mese esatto (dal 14 agosto) i prodotti finiti sul mercato internazionale, rileva, “sono scesi di 5,1 centesimi/litro per la benzina e sono rimasti stabili per il gasolio (anche se con picchi intermedi di aumento, rispettivamente, di +2,7 e di +1,8 centesimi /litro), mentre i prezzi interni (senza considerare i maxi sconti dei week end dal 18 agosto al 3 settembre) sono aumentati in misura maggiore, cioè di circa 5,7 centesimi/litro per la benzina e 4,2 per il gasolio”.

Federconsumatori e Adusbef  invece temono che l’aumento del petrolio oltre i 100 dollari al barile “fornirà l’alibi perfetto per un’ulteriore crescita dei prezzi dei carburanti”. Le associazione chiedono “controlli sui flussi finanziari per impedire che le risorse erogate dalle istituzioni pubbliche come la Fed e la Bce siano impiegate in speculazioni finanziarie” e propongono di vincolare i fondi allo sviluppo produttivo o di bloccarli. A loro parere, nuovi rincari dei carburanti avrebbero “pesanti ricadute sulle tasche dei cittadini”, già alleggerita dal caro-benzina di 768 euro nell’ultimo anno.