Misfatto

La Pellegrini? Meglio i precari

I Pavesini non ci stanno facendo una bella figura. Già lo vedo il signor Pavesini mentre trascina con il suo Suv su un campo di vetri rotti il corpo straziato del tizio che gli ha consigliato la Pellegrini come testimonial, mentre urla “Testa di cazzo, te l’avevo detto che era meglio ingaggiare il cavallo goloso della Dufour!”. Mentre la Pellegrini faceva finta di fare la merendina con i Pavesini, le nuotatrici cinesi facevano uno spuntino vero con scorie nucleari per correggere gli errori genetici commessi da Dio, contrario da sempre alla supremazia sportiva della Cina.

Ma non è solo un problema di alimentazione, è che questi atleti sono poco supportati dallo Stato. Anche se la Pellegrini avesse ingerito barrette di uranio impoverito come la Ye Shiwen, difficilmente avrebbe migliorato le sue prestazioni. Lo Stato doveva rapire la nonna della Pellegrini e mandarle un orecchio mozzato prima di ogni gara. Finite le orecchie passare alle cartilagini e così via. In Cina lo sanno e stanno facendo razzia di medaglie. Oltre a mettere da parte una quantità impressionante di orecchie da riciclare nel mercato occidentale delle creme antirughe.

Purtroppo c’è anche un’altra verità: i nostri atleti non hanno più motivazioni, vivono troppo col culo al caldo. Basterebbe sostituirli con dei precari. Al posto della Pellegrini andrebbe bene anche una sessantenne. Ditele che all’arrivo l’aspetta un contratto a tempo indeterminato: straccerà il primato mondiale con tutte le scarpe.

Baldini ha fallito nella scherma? Bisognava mettere un precario al suo posto! Anche uno che non ha mai preso un fioretto in mano. Sarebbe stato sufficiente dirgli: “Lo vedi il tuo avversario? Ti vuole fregare un contratto a tempo indeterminato che avevamo preparato per te. Lui però è raccomandato dall’Opus Dei, mi dispiace…”. Il precario si sarebbe trasformato in Connor MacLeod, gli avrebbe infilato la spada nel culo e prima di salire sul podio più alto lo avrebbe decapitato al grido di “Ne resterà soltanto uno!”.

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