Società

Nonne e nonni “alla pari”: trasformare la solitudine in una risorsa

La solitudine è tipica dell’estate, e delle altre stagioni, della vita delle persone di una certa età, ma anche delle altre. Ok, siamo sempre in compagnia di noi stessi, per cui davvero soli non lo siamo mai. Possiamo essere buoni amici di noi stessi, coltivare un buon dialogo interiore. Ma prima o poi ci manca qualcosa, a volte.

Il senso di inutilità si scontra con il bisogno di dare una mano, di sentirsi utili, di far un qualcosa che abbia un senso. Ci vuole una grande forza d’animo per riuscire a star seduti su una panchina a godersi la meritata pensione: non per tutti è facile “non aver niente da fare”.

Pare che occuparsi di qualcosa di vivo – piante, animali, altre persone – allunghi la vita e migliori la salute. E di certo fa piacere sentire di poter dare una mano.

Chi abita in un piccolo centro ha forse il vantaggio di un vicinato che faccia da sfondo alla propria vita: penso ai paesini e ai quartieri in cui si usa ancora oggi star seduti fuori dalla porta a chiacchierare con i vicini, o salutare con lo sguardo le persone che incontriamo per la strada e che conosciamo, appunto, “di vista”. Qui basta uscire per scambiare due parole col negoziante o col giornalaio.

Chi invece abita in una città media o grande, come può fare? Fermarci con estranei a far due chiacchiere non si usa, in genere. Rischiamo di passare per matti…

E non conoscendo i nostri vicini forse ne abbiamo anche un poco timore: chissà che tipo di persone sono…

Come creare dal nulla sociale di tanti “spazi urbani” un vicinato?

Proviamo a fantasticare insieme, a chiederci: di che cosa han bisogno, gli altri? Di che cosa abbiamo bisogno noi stessi, questo lo sappiamo: sentirci utili e meno soli.

E allora: possiamo essere una risorsa, per gli altri? Che la somma di tante solitudini possa realizzare solidarietà e un qualche stare insieme di qualità?

E come?

Leggo che ad Amburgo esiste un servizio che organizza “nonne alla pari”, che aiuta cioè famiglie di tutto il mondo a trovare, per periodi più o meno lunghi, “nonne” in prestito, signore che hanno tempo a disposizione e voglia di vedere il mondo, aiutando come una vera nonna famiglie con bambini.

Le più avventurose fra di noi o quelle che vogliono migliorare il loro inglese ne approfitteranno: fatemi sapere, quando tornate (se tornate) com’è andata!

Ma anche senza spostarci di un millimetro da casa e senza alcuna agenzia apposita, possiamo aprire gli occhi e fare la “nonna” dei bambini dei vicini di casa, che cosa ce lo impedisce?

Gli esseri umani sono risorse, a volte ancora inutilizzate, gli uni per gli altri. Noi siamo esseri umani, e quindi di certo risorse: ancora potenziali?

Se abbiamo paure e dubbi esprimiamoli, che so, potremmo scrivere un biglietto lunghissimo e appenderlo in ingresso, accanto alle cassette delle lettere, del tipo:

Cari vicini, finora non mi sono rivolta a voi per la tipica riservatezza-da-grande-città e per il terrore di avere a che fare, chi lo sa, con malfattori criminaloidi. Se ora prendo il coraggio a quattro mani e invece lo faccio, è per via della logica, mi son detta infatti: ma no, non è possibile che solo io sia una persona normalmente affidabile, ce ne devono essere altre da queste parti. Insomma, per farla breve, se avete bisogno di una nonna-in-prestito, o di qualcuno che dia da mangiare al gatto o che bagni le piante, son qui e mi fa piacere sentirmi utile. Il mio tel. è: …. , grazie e a presto!

P.S. Prego le persone malvage, perditempo e disoneste di astenersi”!

Di certo ci saranno vicini che, pur di non sembrare malvagi e disonesti, acquisteranno piantine allo scopo di farvele annaffiare, quando loro non ci sono!

Oppure possiamo metterne uno di più telegrafico, e infilarlo nelle cassette della posta, ma solo in quelle dei vicini che ci sembrano più simpatici:

“Sono il tuo vicino/la tua vicina … , e mi fa piacere sentirmi utile; se hai bisogno di qualcosa chiamami, il mio numero è: …”

Può essere perfino che il mio vicino, se solo sapesse a chi affidare il gatto o il cane, quando non è in casa, ne avrebbe uno! La buona notizia: lo può condividere con me!

Proviamo e scambiamoci le nostre esperienze al riguardo. Fatemi sapere!