Politica

Spending review, Monti ai governatori: “Rischiamo avvitamento stile Grecia”

All'incontro a Palazzo Chigi il premier avverte che i saldi non si toccano: "Possibile risparmiare senza tagliare i servizi". Evocato il pericolo che l'Italia imbocchi la strada di Atene e Lisbona. Ma tra i presidenti di regione è rivolta. Polverini: "Non licenzio 2.500 persone"

I saldi della spending review non si toccano, se si vuole evitare “un avvitamento in stile Grecia o Portogallo“. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti, secondo quanto trapela dall’incontro con i presidenti di Regione a Palazzo Chigi, che si svolge a porte chiuse. Il governatore del Piemonte, Roberto Cota, avrebbe espressamente chiesto se i saldi sarebbero rimasti quelli, sottolineando che insieme alle manovre degli altri anni i tagli alle Regioni hanno raggiunto quota 10 miliardi. “Se cosi è, non è sostenibile”, avrebbe detto Cota. A quel punto il premier avrebbe replicato mostrando i numeri e ribadendo che i saldi del provvedimento non possono essere modificati.

Il presidente del consiglio ha fatto capire che sul fronte della spending review non esistono margini di manovra. “Spero che insieme constateremo che è possibile garantire i servizi riducendo i costi” avrebbe detto Monti ai rappresentanti delle Regioni. “Ma se così non fosse lo sappiamo che il vero pericolo è un avvitamento stile Grecia, stile Portogallo”. Monti avrebbe sottolineato che non si tratta di una minaccia, “ma è la realtà” perché “non possiamo dare niente per scontato. Questo deve darci il senso che insieme abbiamo davvero una bella sfida davanti”, avrebbe concluso. 

“La sfida che il governo impone è una sfida che impone la realtà”, ha spiegato Monti, secondo quanto riferito da fonti presenti all’incontro. “Ci unisce lo stesso spirito, anche se è diversa la ragione che ci fa sedere a questo tavolo. Voi siete stati eletti, a noi ci è stato richiesto di rispondere ai problemi e ci troviamo di fronte a questa sfida”. 

Gli eletti, però non l’hanno presa bene. “Non licenzio 2.500 persone, non me la sento di abbandonare tutte queste persone al loro destino”, avrebbe detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, che oltre ai temi legati alla sanità, avrebbe cercato di sensibilizzare il governo sugli effetti del decreto legati al destino delle società in house. Il piemontese Cota ha ribadito  che “o il governo rivede completamente quello che ha fatto o per noi sarà impossibile andare avanti”. Il governatore leghista ha spiegato ai giornalisti che domani è in programma “una riunione tecnica” ma “se non ci saranno cambiamenti, ogni tavolo di confronto è inutile”. 

Per il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani “bisogna rivedere i saldi del patto di stabilità o dire ai cittadini che si diminuiscono i servizi”. Errani, governatore dell’Emilia-Romagna per il Pd si associa ai giudizi drastici: “Non siamo convinti, la spending review così com’è è insopportabile per le regioni perché i tagli si sommano ad altri tagli previsti da manovre precedenti per il 2013-2014”. E il governatore lombardo Roberto Formigoni ha scritto su twitter che l’incontro si è svolto in un “clima teso”.

Il neoministro dell’Economia Vittorio Grilli ha però precisato che il trasporto pubblico locale non è stato oggetto dell’analisi dei costi per la revisione della spesa. In serata è arrivato un comunicato di palazzo Chigi: “Nell’incontro con una delegazione della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha dato la disponibilità del Governo a fornire tutti i chiarimenti e gli approfondimenti ritenuti necessari”.

Un primo incontro, prosegue la nota, “è fissato per domani 12 luglio al Ministero dell’Economia con il Commissario Enrico Bondi”. E la conclusione, che ribadisce la linea della fermezza di Monti: “Il Presidente del Consiglio ha ribadito che gli obiettivi del Decreto Legge n. 95 del 6 luglio 2012 costituiscono un elemento essenziale della politica economica del Governo e che pertanto non potranno essere modificati”.