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Egitto, Morsi riabilita il Parlamento. Vertice d’urgenza del consiglio militare

Il capo dello Stato annulla la sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittima la legge elettorale. Ma i vertici delle forze armate (che hanno guidato il Paese per un anno dopo la caduta di Mubarak) definiscono la decisione "una sfida"

Il presidente egiziano Mohamed Morsi ha annullato lo scioglimento del Parlamento deciso dalla Corte costituzionale. Lo riferisce un comunicato del Capo dello Stato. Nel giugno scorso una sentenza della Corte Costituzionale aveva dichiarato incostituzionale la legge con la quale era stata eletta l’Assemblea del Popolo (la camera bassa del Parlamento), sentenza che aveva comportato lo scioglimento dello stesso organismo. Con un decreto presidenziale, Morsi ha deciso oggi che l’Assemblea del Popolo resterà in vigore fino alle prossime elezioni legislative che dovranno essere fatte entro 60 giorni dall’entrata in vigore della nuova Costituzione, che una assemblea costituente sta elaborando.

Sull’annuncio di Morsi tuttavia si è allungata un’ombra. Il Consiglio supremo militare ha infati convocato una seduta d’emergenza subito dopo il decreto presidenziale. Il Parlamento era stato infatti sciolto dai militari dopo la sentenza della Corte.

Dopo l’iniziale apparente calma sale la tensione, dunque, tra la giunta militare egiziane e il presidente Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani. Nell’incontro si discuterà proprio della “prova di forza” del nuovo Capo dello Stato. Nel corso della riunione, presieduta dal maresciallo Hussein Tantawi, ministro della Difesa di Hosni Mubarak e di fatto l’uomo forte dell’Egitto, saranno “studiate e valutate le ripercussioni della decisione del presidente Mohamed Mursi di riunire (il disciolto) parlamento”, riferisce l’agenzia di Stato Mena, parlando di quella che è la prima vera sfida di Mursi ai militari. La giunta militare aveva dissolto il Parlamento, controllato dal partito Libertà e Giustizia dei Fratelli Musulmani (con oltre il 40% dei seggi) e dal Nour, espressione dei salafiti (oltre il 20%) il 15 giugno scorso. Il giorno prima la Corte Costituzionale (ancora espressione dell’era Mubarak) aveva annullato l’esito delle elezioni per irregolarità, formalmente solo per un terzo dei seggi. Come conseguenza il consiglio supremo militare aveva avocato a sé il potere legislativo in attesa di nuove elezioni. Mursi, insediatosi il 30 giugno, aveva assunto tutti i poteri detenuti dai militari dalla deposizione di Mubarak nel febbraio del 2011.

A conferma che il decreto con cui il presidente Mohamed Mursi ha annullato lo scioglimento del Parlamento, prima sfida aperta alla giunta militare dal suo insediamento il 30 giugno, fonti dello Scaf hanno fatto sapere alla Reuters che né il maresciallo Tantawi, né altri generali, erano stati preavvertiti dell’iniziativa.

Intanto il presidente Usa Barack Obama ha invitato il neo eletto presidente Morsi negli Stati Uniti a settembre, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite: lo ha riferito una fonte della presidenza egiziana dopo l’incontro al Cairo tra Morsi e il vice segretario di Stato Usa William Burns. Gli Stati Uniti hanno cambiato approccio con i Fratelli Musulmani – dalle cui file proviene Morsi – dopo la caduta del regime dell’ex rais Hosni Mubarak.  Prima di Obama, ad incontrare il neopresidente egiziano sarà però il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, che sabato 14 luglio sarà al Cairo.