Cronaca

“Così Formigoni comprò l’indebitatissima Nerviano medical sciences”

Nelle carte della procura di Roma l'interrogatorio di padre Francesco Decaminada, guida spirituale della Congregazione dei figli dell'Immaccolata, che spiega: "Il presidente lombardo creò una fondazione ad hoc per rivelare l'azienda. Lui e Gianni Letta promisero 200 milioni"

“La Regione Lombardia l’anno scorso ha acquisito la proprietà di Nerviano costituendo una fondazione ad hoc e accollandosi i debiti dell’impresa”. A fare chiarezza su Roberto Formigoni e l’affare da 180 milioni di debiti è padre Franco Decaminada, la guida spirituale della Congregazione dei figli dell’Immacolata, indagato dalla procura di Roma con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e all’evasione tributaria. È lui che racconta ai pm la vicenda della Nerviano medical sciences, un’azienda con tanti debiti, che adesso potrebbe pagare la Regione Lombardia. Padre Decaminada ne parla durante il suo interrogatorio dello scorso 22 maggio, quando racconta i retroscena e i contatti della congregazione con la politica.

“Circa dieci anni fa la Congregazione acquistò da una società farmaceutica, la Pfaiser (Pfizer ndr), la fabbrica di medicinali oncologici sita a Nerviano. In quella circostanza prima dell’acquisto ci fu un incontro a Palazzo Chigi fra i componenti della Congregazione, tra cui io e padre Mozzetti, e gli onorevoli (Gianni, ndr) Letta e Formigoni. (..) Letta e Formigoni ci promisero un aiuto finanziario di circa 200 milioni di euro per acquistare Nerviano se avessimo mantenuto inalterati i livelli occupazionali per almeno 5 anni. Questo finanziamento non ci fu più erogato”. Alla fine però la Nerviano (che ad oggi ha anche un consistente patrimonio immobiliare e un portafoglio di 22 molecole) ritornerà alla regione Lombardia: è gennaio 2011 quando viene creata una fondazione ad hoc, che acquista l’azienda, e viene nominato presidente proprio Alberto Sciumè, braccio destro di Formigoni.

Per Decaminada però il presidente era a conoscenza della situazione economica dall’istituto, elemento che invece ieri Alberto Sciumè, sentito dal pm Michele Nardi che indaga sull’Idi, ha negato: “Formigoni non era ben informato sulla situazione dell’istituto perché le decisioni sono state prese in assessorato”. Poi la guida della congregazione parla anche dell’acquisto di una villa all’Argentario, finita al centro delle cronache perché, secondo l’accusa sarebbe stata pagata con i soldi dell’Idi. “Per quanto riguarda la villa tutto nacque da un’idea del Cardinal Laghi (deceduto nel 2009) di costituire un Centro Culturale e di riposo per religiosi in pensione. Per questo motivo attraverso il Cardinal Laghi ricevemmo dalla Santa Sede in affitto gli uffici siti in Via della Conciliazione. così, avendo ricevuto dal Cardinal Laghi il compito di costruire questo centro, ho realizzato la Punto Immobiliare Srl che ha acquistato il terreno e realizzato l’immobile.” Ma la Congregazione avrebbe anche molti collegamenti con le istituzioni. Tanto da determinare la scelta di Giuseppe Incarnato (anche lui indagato nella stessa indagine) come manager di Idi. È Decaminada che dice: “quando lo conobbi il suo curriculum mi convinse circa le sue capacità professionali. Inoltre lo stesso Incarnato aveva sicure entrature nel mondo bancario essendo stato collaboratore di Profumo dell’Unicredit e quindi ci garantiva di poter accedere più facilmente al credito bancario”.

da Il Fatto Quotidano del 5 luglio 2012