Cronaca

Passera: “No aumento Iva e nuove tasse. Esodati, situazione da risolvere”

Il ministro dello Svilupo economico a 'Radio Anch'io' ha specificato che l'aumento delle imposte "non avrebbe effetti positivi sull'economia". E sulle politiche 2013: "La legge elettorale costringe a raggruppamenti forzosi, eterogenei, repellenti"

L’obiettivo “che rimane confermato” della spending review è quello di “evitare un intervento automatico di aumento dell’Iva che non avrebbe effetti positivi sull’economia” . Il ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, intervenendo a Radio Anch’io, ha specificato che l’introduzione di nuove tasse non è “la cosa da fare adesso” visto che “l’ammontare del peso fiscale è molto elevato e non vedo spazio per ulteriori interventi”. Al contrario, ha detto, “ridurre le tasse a quelli che le pagano è un obiettivo” dell’esecutivo, ma “non è pensabile nel breve” termine. E’ necessario infatti “prima di tutto che tutti paghino e sappiamo che questa è una condizione diversa dalla realtà”.

Per quanto riguarda invece il vertice del G20, secondo Passera “gli incontri devono aiutare a consolidare il fronte di tutti coloro che credono in politiche più attive per la crescita” e anche sul fatto che l’Europa possa “garantire per se stessa” perchè “è chiaro che se questo non avviene può permanere l’incertezza per l’euro”. Una stoccata anche alla Germania, che rientra fra i “paesi che danno importanza esclusiva ai conti, il che è giusto, ma è chiaro che il disagio che cresce, soprattutto occupazionale, deve essere fronteggiato con politiche più attive”. Occorre ”maggiore impegno per lacrescita ma non abbiamo tutti con noi, gli incontri debbono servire per consolidare il fronte di coloro che si rendono conto che è necessario creare più lavoro in Europa”. La Grecia, invece, “ha dato un segnale di coraggio e l’Europa deve cogliere la richiesta d’aiuto che Atene, in maniera aperta, sta rivolgendo: “L’Europa deve evitare che si perdano prezzi”. 

Il ministro dello Sviluppo ha ricordato che il governo “sugli esodati” deve “risolvere la situazione”, aggiungendo che “sarebbe un bel segnale” arrivare al consiglio europeo di fine giugno con la riforma del lavoro approvata. E ribadisce il no comment ad una sua possibile candidatura nel 2013. “Che ci sia una vasta area di italiani – ha aggiunto – che vogliono partecipare di più è un fatto oggettivo, che ci sia una legge elettorale che non aiuta perchè costringe a raggruppamenti forzosi, eterogenei, repellenti, correggo subito: che non incoraggiano, è un altro fatto oggettivo”. Ma ad una candidatura, aggiunge, “non posso e non devo pensarci. Questo governo tecnico non deve pensare al dopo perché dobbiamo svolgere il nostro compito e guai a targare elettoralmente questo governo”. Un riferimento anche agli sprechi generati dalla politica, che “ha creato migliaia dientità e società sia attaccate ai ministeri che agli enti locali. In questo grande mondo ci sono circa diecimila entità parapolitiche e ci sono miliardi da recuperare con coraggio e determinazione”.