Cronaca

Chiuse le indagini su Moratti Jr, la Bat-casa non è uno show-room

Cinque capannoni nella periferia di Milano, trasformati in abitazione sebbene fossero destinati ad uso industriale. Oltre al figlio dell'ex sindaco del capoluogo, altri tre sono accusati a vario titolo di flaso ideologico e abusivismo edilizio

Indagini chiuse sulla “Bat-caverna” di Milano, dove Gabriele Moratti il figlio dell’ex sindaco di Milano è accusato di abusivismo edilizio e di concorso in falso ideologico. I militari della Finanza di Milano hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini anche a Fabrizio Santuccio progettista e direttore dei lavori, a Ezio Malvi l’esecutore degli stessi lavori, e a un tecnico del Comune dipendente dello Sportello Unico per l’edilizia che si è occupato del procedimento amministrativo. La vicenda giudiziaria nasce perché Moratti Jr avrebbe trasformato, senza tutti i permessi necessari, cinque capannoni industriali in via Ajraghi, nella periferia del capoluogo lombardo, in un mega loft ispirato all’abitazione del celebre personaggio dei fumetti.

In particolare, Gabriele Moratti ha comprato i capannoni per un totale di 447 metri quadri, coperti da vincolo di destinazione industriale, e il 4 agosto 2009 ha chiesto di accorparli in un unico laboratorio, pagando al Comune oneri per 6 mila e 687 euroIl giovane aveva dichiarato che lo stabile era destinato ad ospitare lo showroom di una linea di abbigliamento, ma come anche dimostrato in un video del Fatto si trattava di un’abitazione

L’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo ha permesso di accertare che nei cinque capannoni sarebbero state eseguite opere edili senza il permesso a costruire. Gli accertamenti della Guardia di Finanza hanno consentito infatti, di verificare che all’interno della bat-casa erano state realizzate una palestra, una piscina, oltre alla cucina, al soggiorno e alle tre camere da letto. Per la trasformazione dei capannoni e la modifica della loro destinazione d’uso da laboratorio in residenziale, è stata però riscontrata la presentazione di false attestazioni e omissioni durante i sopralluoghi da parte del personale preposto ai controlli. Solo quattro dei cinque capannoni sono stati uniti in un solo grande spazio.