Società

Non ne posso più dei preti e della Chiesa

Lo ammetto: i preti non li sopporto. Che siano da salotto o di strada faccio fatica a digerirli. Come non sopporto parte della sinistra che tifa per i preti che danno loro ragione mentre si indigna per quelli che danno loro torto. La solita ipocrisia di una sinistra che ha perso, in Italia, anche quel residuo di diversità quale poteva essere, se non un anticlericalismo di fondo, almeno una dimensione laica.

Ne ho conosciuti tanti di preti, alcuni molto critici nei confronti della Chiesa. Alla fine la accettano. Se spendessero la metà delle loro energie a dare battaglia dentro la Chiesa, come fanno nei confronti della politica italiana, forse la Chiesa non sarebbe quel coacervo di contraddizioni e quel museo delle cere che è.

Invece bacchettano i politici, ci dicono in che direzione dovrebbe andare la società, e rompono gli zebedei al prossimo.

Ho sempre sognato di vivere in un paese dove la fede potesse essere coltivata non in televisione o dalle pagine dei giornali. Ho sempre sognato un  paese in cui un telegiornale non è funestato dalla figura del papa che dice, predica, perdona.  

In più, la Chiesa cattolica rappresenta una delle ragioni di sottosviluppo di questo nostro paese, con i suoi ultimatum, con le sue certezze che tracimano dallo staterello del Vaticano per oltrepassare il Tevere e inquinare, più di quanto sia inquinata, la vita politica italiana.

E in più ci ruba soldi, tanti soldi. A livello nazionale e a livello locale con i politici, bacia banchi e baciapile, a foraggiare preti, vescovi e suore con soldi pubblici.

Tutto questo è irrazionale. Ci sono preti e preti, bisogna fare le differenze? Vero, e un tempo le facevo. Poi li ho conosciuti meglio e non ne faccio più

Se il Movimento 5 stelle aggiunge una sesta per liberarci dalla Chiesa, giuro, lo voto.