Politica

La sinistra unita sarebbe una forza a due cifre

Stavolta voglio ringraziare il Fatto Quotidiano e parlare della Federazione della Sinistra.

L’edizione cartacea odierna è l’unico giornale che si è accorto che alle elezioni amministrative era presente anche la Federazione della Sinistra. Gli altri quotidiani ci hanno sostanzialmente ignorato.

Nel suo ottimo articolo a pagina 3, Luca Telese scrive: “Il secondo motivo per cui mezzo Pd è inverosimilmente listato a lutto, è perché vince – sì – ma con l’alleanza che una parte importante del suo gruppo dirigente (veltroniani, lettiani, fioroniani e centristi) non voleva. Non solo quella con Italia dei Valori e con Sel, ma, in moltissimi casi, anche con la Federazione della Sinistra. tant’è vero che, sempre Letta, ieri ripeteva: “Mi chiedo. Di Pietro può essere considerato di sinistra? Possiamo vincere le elezioni e pensare di governare con i comunisti? Io l’ho già fatto nel 1996 e non voglio ripetere l’esperienza!” Ed ecco il problema: la base del centrosinistra e queste elezioni hanno affondato i sogni di convergenze post-democristiane al centro e indicato una strada diversa”.

A pagina 5, poi, c’è un riquadro non firmato in cui si legge: “Giornata storica per il comune di Rieti […] a sostenere il trentasettenne vendoliano Simone Pietrangeli […] ci sono anche la Federazione della Sinistra e due liste civiche. Ed è questa foto di Vasto “allargata” la vera protagonista di questa tornata elettorale. Otto comuni su 27 si tingono di rosso grazie all’accoppiata vincente Fds e centrosinistra. Senza Rifondazione e Pdci, il centrosinistra (in questo caso alleato con l’Udc) vince Asti, Taranto e Brindisi”.

Condivido in pieno queste analisi. Nella stragrande maggioranza dei capoluoghi prevale il centrosinistra “allargato”, ma alla sinistra, non al centro. È evidente che la scomparsa della Lega, la disfatta della destra, il terzo polo al palo, l’exploit di Grillo e l’affluenza bassissima un po’ ovunque, devono far suonare la sveglia e produrre un marcato salto di qualità nella costruzione di un profilo politico nazionale del centrosinistra non più moderato e decisamente dalla parte dei lavoratori, dei beni comuni e dei saperi.  

Vorrei, infine, solo limitarmi a riportare un po’ di dati, visto che i giornali non lo hanno fatto.

La Federazione della Sinistra (che unisce il Partito dei Comunisti Italiani, Rifondazione Comunista di Paolo Ferrero, Socialismo 2000 di Cesare Salvi e Lavoro e solidarietà di Gian Paolo Patta) era alleata con Pd, Idv e Sel in 10 dei 14 comuni capoluogo vinti dal centrosinistra. E ci tengo a ricordare, perché non l’ha scritto quasi nessuno, che a Palermo c’erano due liste a sostegno di Leoluca Orlando: Italia dei Valori e Federazione della Sinistra (che insieme ai Verdi si è presentata con la lista “La sinistra e gli ecologisti per Orlando”), che ha preso il 4,75% dei voti e non entra in consiglio comunale solo a causa del folle sbarramento al 5% che c’è in Sicilia.

Nei comuni superiori ai 15.000 abitanti la Federazione della Sinistra ottiene complessivamente il 3%. 

Vorrei poi salutare la storica vittoria di Ugo De Vivo a Isernia, una figura indipendente dai partiti, ma da sempre molto vicino alla sinistra e ai comunisti.

Insomma, piaccia o no, la Federazione della Sinistra c’è (anche se i media non parlano quasi mai di noi) ed in molti casi è determinante per far vincere il centrosinistra. Sinistra Ecologia e Libertà, che gode della sconfinata visibilità mediatica di Vendola, non sfonda e si attesta a circa il 4%. Italia dei Valori, che ha un folto gruppo di parlamentari, è sostanzialmente sugli stessi livelli. Se fossimo, invece, tutti uniti saremmo una forza a due cifre: una sinistra che conta, come nel resto d’Europa. Noi continuiamo a lavorare in questa direzione.