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Obama dice sì alle nozze gay, un affare d’oro per le donazioni

Il presidente americano dà via libera alle nozze omosessuali. E subito arrivano elargizioni da individui e gruppi della comunità lgbt, scesi in campo per sostenerlo con oltre un milione nei 90 minuti successivi alle dichiarazioni alla Abc di mercoledì sera

Mentre esperti e analisti politici si domandano l’effetto che il sostegno di Barack Obama ai matrimoni gay avrà nella battaglia per la Casa Bianca, un aspetto è agli atti: il via libera ha avuto conseguenze immediate sul finanziamento della campagna elettorale. I numeri parlano chiaro. Mercoledì, nei 90 minuti che hanno seguito la sua dichiarazione, ha ricevuto una pioggia di donazioni da oltre un milione di dollari. “L’entusiasmo per il presidente è esploso negli ultimi giorni”, ha confermato Eugene Sepulveda, ex responsabile della raccolta fondi per Obama, “e contribuirà a riempire più velocemente le casse della campagna”. Il ruolo chiave di gruppi e donatori gay nella campagna di Obama, in realtà, non è una novità: un finanziatore su sei è omosessuale. E le offerte raccolte finora da gruppi che sostengono i gay hanno superato di quasi il 50 per cento quelle incassate nello stesso periodo del 2008.

Obama, poche ore dopo essere diventato il primo presidente americano a riconoscere il diritto alle nozze per gli omosessuali, ha inviato una email ai simpatizzanti per chiedere sostegno, indirizzandoli tramite un link alla pagina online per fare donazioni. Le ultime dichiarazioni del presidente favoriranno sicuramente il finanziamento della campagna elettorale, anche se già oggi le offerte risultano significative. Obama, secondo i dati raccolti dal Center for Responsive Politics, ha infatti messo da parte circa 42.000 dollari ricevuti da individui e Pac (i comitati di sostegno elettorale) della comunità gay, superando di gran lunga i 29.200 segnati nello stesso periodo del 2008. L’avversario repubblicano Mitt Romney, invece, ne ha raccolti soltanto 2.500, in aumento dai 2.300 di quattro anni fa. Obama ha attirato l’attenzione dei donatori gay dopo che i loro contributi a Washington erano scesi due anni fa al minimo da 16 anni, in seguito alle critiche rivolte al Congresso e soprattutto a Obama per non avere rispettato alcune promesse fatte nel 2008.

L’avvicinamento del presidente ai gay è evidente anche tra i “bundler”, ovvero i finanziatori che raccolgono centinaia di migliaia di dollari da vari donatori per poi devolverli a un candidato. Già l’autunno scorso 12 finanziatori omosessuali avevano raccolto un totale di 2,7 milioni di dollari per la campagna del presidente e, da allora, molti ne hanno seguito l’esempio. Nell’ultimo elenco rilasciato a maggio compaiono molti nuovi nomi, tra cui l’attivista gay Tim Gill insieme al marito Scott Miller, che hanno raccolto almeno 500 mila dollari. Il sostegno della comunità gay a Obama sarà confermato lunedì prossimo, quando il cantante portoricano Ricky Martin organizzerà un evento di raccolta fondi a New York a cui parteciperanno numerosi gruppi gay e il prossimo 6 giugno per una iniziativa simile a Los Angeles.

L’effetto dell’apertura ai gay sulla generosità dei donatori è stato messo alla prova alla cena di raccolta fondi organizzata da George Clooney. Centociquanta persone hanno speso 40 mila dollari per partecipare all’evento, tenuto nella villa di Los Angeles dell’attore. Barbra Streisand, Salma Hayek, Tobey Maguire e Jack Black erano alcune delle star presenti all’evento, che ha raccolto circa 15 milioni di dollari, la cifra maggiore ricevuta dal presidente durante un solo evento elettorale. Decine di migliaia di americani, inoltre, hanno contribuito alle donazioni per avere una chance di aggiudicarsi alcuni biglietti che erano in palio per partecipare alla serata. “Il mio discorso di ieri ha fatto notizia”, ha detto Obama durante l’incontro, “ma è soltantO lo sviluppo logico di ciò che dovrebbe essere l’America”.