Cronaca

Uccise un tassista perché investì un cane: condannato a 14 anni in primo grado

Si è concluso il processo per l'omicidio di Luca Massari, massacrato di botte nel 2010. Pene per 4 persone: due amici che pestarono la vittima, la sorella di uno dei due per minacce e una quarta persona per favoreggiamento

Arriva la condanna per l’assassinio del tassista milanese Luca Massari, massacrato di botte perchè aveva investito un cane nel 2010. I giudici della prima corte d’Assise di Milano hanno condannato a 14 anni di reclusione Pietro Citterio che doveva rispondere di omicidio volontario con l’attenuante di concorso anomalo (non voleva uccidere). La sorella Stefania., non dovrà scontare i dieci mesi di carcere per minaccia aggravata, perché ha già scontato la pena. In precedenza l’accusa anche per lei era di omicidio volontario. Moris Ciavarella, invece, che prese parte attiva al pestaggio è stato già giudicato e condannato a 16 anni con il rito abbreviato. A un altro imputato, infine,  Davide Lagrada, sono stati inflitti sei mesi di carcere per favoreggiamento.

Il pm Tiziana Siciliano, titolare delle indagini, ha espresso soddisfazione, riconoscendo “lo straordinario equilibrio manifestato dal Tribunale in un processo molto difficile”. Per i due imputati l’accusa aveva chiesto rispettivamente condanne a 23 e 21 anni.

L’omicidio è avvenuto il 10 ottobre del 2010. Luca Massari  scese dal taxi per scusarsi di aver involontariamente investito un cane. I due fratelli Citterio in compagnia di Ciavarella reagirono male, passando dagli insulti alle percosse. Per ricostruire quanto avvenuto gli inquirenti non hanno avuto vita facile: le intimidazioni dei testi sono state diverse. Tanto che il pm non ha potuto fare a meno di ricordare l’enorme difficoltà nella ricostruzione dei fatti e all’omertà che ha come avvolto l’omicidio per giorni.