Politica

Rimborsi elettorali, anche Bersani si convince che serve l’austerity: “Vanno dimezzati”

Il Pd era rimasto l'unico partito a non prendere posizione sui soldi ai partiti, dopo la rinuncia di Idv e Lega Nord e l'annuncio dei giorni scorsi del Pdl che sarà sostenuto solo da fondi privati. Il segretario dei democratici: "In un momento in cui il Paese tirala cinghia, la politica deve tirarla due volte. Questa riforma è urgente e va approvata entro l’estate”

Un dimezzamento dei rimborsi elettorali a partire da quelli ancora in corso: è il succo della proposta di riforma che il segretario del Pd Pierluigi Bersani presenterà oggi nella sede del partito. Il Pd presenta le sue idee dopo che la Lega Nord e l’Italia dei Valori avevano annunciato di rinunciare alla loro tranche di luglio (Di Pietro li voleva dare alla Fornero) e dopo che  il Popolo della Libertà ha annunciato che, oltre a una mini-rivoluzione del partito, si sosterrà con finanziamenti totalmente privati.

La decurtazione coinvolgerebbe, secondo quanto pensato dal Pd, anche gli ormai noti 100 milioni dei fondi del 2008 che i partiti dovrebbero incassare nel luglio prossimo. In generale la linea è di una distribuzione dei fondi dello Stato in base ai voti presi, ma anche con le donazioni ricevute, come in Germania.

Oltre a questo il Partito Democratico proporrà anche un nuovo sistema di controlli e verifiche sulla trasparenza dei bilanci. “La politica deve ‘dimagrire’, ma deve continuare ad esistere” ha spiegato Bersani durante una conferenza stampa.

Il dimezzamento dei rimborsi consisterebbe esattamente di un taglio da 180 a 90 milioni. “In un momento in cui il Paese tirala cinghia, la politica deve tirarla due volte. Questa riforma è urgente e va approvata entro l’estate” ha detto Bersani.

Secondo il Pd la linea da tenere è che i contributi ai partiti siano in proporzione ai voti presi alle elezioni politiche e all’autofinanziamento con piccole donazioni di privati. “Il sistema che proponiamo – continua Bersani – è basato su due pilastri: contributi ai partiti per i voti validi ottenuti e contributi in proporzione a piccole donazioni ricevute”. Il segretario dei democratici ha parlato anche di “tetti di spesa se non ci sono e, se ci sono, vanno drasticamente ridotti”. Sono previsti anche controlli della magistratura, pubblicazione su internet dei bilanci. Una questione da “risolvere entro l’estate”.

Entro l’estate, sostiene ilsegretario Pd, perché “dobbiamo far dimagrire la politica in nome dell’amore della politica ma non rinunciarvi”. Bersani torna a chiedere che si attui l’articolo 49 della Costituzione che “è un caposaldo della democrazia che regola la partecipazione e i controlli e serve a dare credibilità ai partiti che vanno rinnovati”. La proposta del Pd nasce proprio “dall’esigenza di riconoscere che la democrazia va sostenuta perchè non cada nelle mani del più ricco della città ma al tempo stesso in un Paese che tira la cinghia la politica deve farlo due volte”.