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Domeniche bestiali – La mutanda verde dell’attaccante crea scompiglio in spogliatoio

Quinta puntata della rubrica su dirigenti, calciatori, tifosi e giornalisti che popolano i campi polverosi delle serie minori. Questa settimana il gruppo su Facebook degli allenatori che bestemmiano in dialetto, storie di cartellini strappati, le cronache 'lisergiche' e la terribile vendetta di un giovane calciatore

Vita dura per arbitri e assistenti del calcio dilettantistico nell’ultimo week-end: se ai tifosi maleducati si uniscono anche i custodi dei campi e se la doccia viene anticipata e il bagnoschiuma sostituito da altro, non deve essere piacevole armarsi di fischietto o bandierina. In più, per la parità, anche le donne hanno cominciato a dare del filo da torcere ai direttori di gara. Su Facebook, invece, impazzano i gruppi riguardanti gli allenatori di calcio: dai bestemmiatori nei vari dialetti italiani, a quelli che, disperati, invocano l’intervento delle compagne dei giocatori per evitare che questi possano turbare la serenità dello spogliatoio. Stampa locale “in viaggio” nei colori della propria squadra o impegnata nel racconto di partite “a tratti”. Infine, per la chicca della settimana, un video che ripropone una delle “Faq” del calcio: quando il risultato diventa “rotondo” è meglio fermarsi o continuare a infierire sull’avversario?

A CHI GIRANO I PALLONI- Un giallo strappato e una ‘bionda’ sul guardalinee

Se non si è d’accordo per un cartellino giallo è meglio sapere che strapparlo, bruciarlo, sotterrarlo o distruggerlo non serve a nulla. Lo dimostrano le tre giornate di squalifica comminate a David Pollina, della Colline Alfieri Don Bosco, serie D piemontese, che “dopo la notifica di una ammonizione nei suoi confronti – si legge nel comunicato del giudice sportivo – afferrava il braccio dell’arbitro ed il cartellino giallo spingendolo in basso con forza tanto da spezzare il cartellino stesso”. Meglio lasciare l’incombenza di protestare ai tifosi, che hanno tutto il tempo di inventare qualcosa di più originale. Quelli dell’Isernia, Serie D, hanno tentato di ingraziarsi un guardialinee così: “I tifosi lanciavano all’indirizzo di un assistente arbitrale getti di birra che lo colpivano alla testa e alla schiena”. Evidentemente hanno trovato l’assistente astemio: 800 euro di multa, più i soldi da spendere in aranciata se dovesse tornare lo stesso guardalinee. Entrano nella rubrica per la prima volta anche le donne, dimostrando che la maleducazione non ha né sesso né età. Le giocatrici della juniores del Centro Polisportivo Sant’Eusebio, infatti, sono state multate di 50 euro per aver “rivolto cori gravemente offensivi e antisportivi all’indirizzo delle giocatrici avversarie”. Gli ultras maschi sono avvisati, le quote rosa della curva stanno arrivando.

GOAL IN RETE – La mutanda della discordia

I campionati, si sa, prima che in campo si vincono nello spogliatoio: qui il gruppo si forma, qui si crea l’amalgama, qui si giura, sullo stile dei moschettieri, il “tutti per uno, uno per tutti”. Piccole sfumature, però, possono turbare l’ambiente generale. E’ il caso delle mutande di Gabriele Ganini, giocatore della Polisportiva Livraga, che hanno spinto il suo mister, Biancardi, a chiedere l’intervento della fidanzata: “Faccio un appello a Lia Marina – chiede il mister – : ti prego controlla l’intimo del Gano….ieri sera con i boxer verde pastello era inguardabile”. C’è chi però ci riflette su: “Beh, meglio quelli che senza”… Insomma, il compromesso si può trovare. Molto meno eleganti di mister Biancardi gli allenatori che “bestemmiano in friulano ad ogni passaggio sbagliato”, o quelli che suggeriscono ai loro giocatori di “dagliela più forte invece che lamentarti del fallo”. Per non parlare del fan club “L’allenatore beozzo (ubriacone) e violento di Mark Lenders”, che nonostante alcol e violenza, però, è riuscito a rendere il suo giocatore abbastanza bravo per il Perugia.

PENNE FUMANTI – Infortuni a tratti e ‘un trip’ rossonero

Quella tra Fermana e Grottammare, eccellenza marchigiana, è stata, secondo il cronista, una partita a serio rischio sospensione. Infatti, su Informazione.tv (slogan: comunicare è una passione) la gara viene raccontata come “veramente combattuta e a tratti anche maschia e con infortuni”. Infortuni solo a tratti, per fortuna, giusto quei quattro o cinque d’ordinanza. Su positanonews.it, invece, viene descritto un vero e proprio ‘trip’ nei colori del Sorrento Calcio: “La partita era alla portata dei colori rossoneri che sembrano essersi sbiaditi nella ripresa, dopo essere stati ben lindi nella prima parte quando hanno ben sventolato delle buone ed efficaci azioni che potevano anche essere realizzate”. Un titolo del tipo “Un Sorrento lisergico” sarebbe stato perfetto.

LA CHICCA DELLA SETTIMANA – Bambino ripaga il ‘cappotto’

Cosa deve fare una squadra se dopo mezz’ora è già in vantaggio per cinque o sei a zero? Continuare a giocare o fermarsi per rispetto degli avversari? A dei bambini certo non si può chiedere di fermarsi, però anche nei loro confronti infierire può essere pericoloso, come si evince da una partita di dodicenni ad Honk Kong, dove un ragazzino, per vendicare il 16 a 0 subito all’andata, ha pensato bene di calciare la testa dell’attaccante avversario invece del pallone, scatenando una rissa tra genitori.