Cronaca

L’anima nera dei ragazzi della Roma bene

L’abbigliamento e l’atteggiamento sono sempre gli stessi: capelli rasati, anfibi, caschi neri, cinghie in mano, mazze e bastoni. Facce da ragazzini della media borghesia, modi da bulli, anzi da “coatti” di estrema periferia. Girano in bande più o meno organizzate, se la prendono con i rivali, gli “antifà”, ma anche con chi osa disturbare la quiete di un quartiere considerato di loro proprietà. Non guardano in faccia nessuno e picchiano, con le spranghe e coi caschi. Provocano ecchimosi e contusioni, rompono setti nasali e, se qualcuno non li ferma, sono in grado di mandare la gente in coma. Sono il nuovo volto dell’estrema destra romana, gruppi in parte riconducibili a movimenti organizzati. Sono nelle scuole. Quelle considerate “buone” nei quartieri della Roma bene, il Kennedy, il Giulio Cesare, il Tasso, il Righi.

L’episodio accaduto venerdì scorso in quest’ultimo istituto, dove due studenti sono finiti in ospedale col naso rotto dopo un’aggressione (o una rissa, le indagini sono ancora in corso) ad opera di militanti di ControTempo, è solo l’ultimo di una scia di violenze che nessuno pare voler contrastare. ControTempo è un movimento nato un anno fa, e non ancora registrato, che conta una cinquantina di aderenti, in gran parte liceali, che si ispirano alla “sovranità nazionale d’annunziana, ai moti risorgimentali e a Roma, dove sono nati i diritti”, spiega uno dei leader “anziani”.

Senza voler tornare con la memoria al giugno 2009, quando (come il Fatto ha raccontato) durante un’irruzione squadrista alla Camilluccia era presente come testimone anche il figlio del sindaco Alemanno, eletto nel Blocco Studentesco di CasaPound, basta scorgere gli archivi dell’ultimo anno per capire quanto le bande dilaghino senza che nessuno, nè la polizia né la politica, faccia nulla per fermarle.

Il 26 aprile 2011 un gruppo di una quindicina di appartenenti ai collettivi è stato aggredito a Talenti, in quella che è sembrata una spedizione punitiva. Qualche giorno più tardi, l’8 maggio, su un muro di piazzale degli Eroi e sulle saracinesche del Pdci sono apparsi svastiche e striscioni “realizzati con il retro di manifesti di Forza Nuova”, hanno detto i militanti del partito. Il 7 giugno i carabinieri hanno arrestato il 26enne Stefano Schiavulli, leader di Militia, con le accuse di sequestro di persona, rapina e lesioni. L’anno prima era già stato arrestato perché indagato, insieme con altri tre esponenti dell’organizzazione, per apologia del fascismo, diffusione di idee fondate sull’odio razziale ed etnico e violazione della Legge Mancino. Il 26 giugno 2011 Roma si è svegliata con un altro incubo: il giovane musicista Alberto Bonanni era stato aggredito e pestato a sangue la sera prima nel rione Monti da un “branco” che voleva marcare il proprio territorio. Cinque gli arresti, ragazzi “difficili” li hanno definiti. Sulle loro pagine Facebook saluti romani e fede giallorossa, in un binomio che confonde l’ideologia con lo squadrismo da stadio. Alberto è ancora in coma. Il 3 novembre cinque militanti del Pd sono stati aggrediti mentre affiggevano dei manifesti in via dei Prati Fiscali, zona nord di Roma. Per quel pestaggio è finito in carcere Andrea Palladino, dirigente di CasaPound, per il quale il pm Minisci ha chiesto il rito immediato: lesioni personali aggravate, violenza privata e porto d’arma impropria i capi d’imputazione. Il 12 novembre teatro di una spedizione punitiva è stato il liceo Socrate alla Garbatella. Ci avevano già provato una settimana prima, fermandosi però all’angolo con caschi e cinture in mano. Il 14 dicembre i carabinieri hanno eseguito cinque arresti e una decina di perquisizioni contro esponenti di Militia accusati di azioni contro la comunità ebraica. Ostia è stata invece il teatro di una ma-xi rissa tra centri sociali e CasaPound il 24 febbraio: bastoni e manganelli, tre feriti e 24 fermati, 17 dei collettivi e 7 dell’organizzazione che fa capo a Gianluca Iannone. Un’organizzazione che ogni volta si dice estranea ai fatti.

“Un augurio sincero a tutti i camerati che ancora credono, soffrono e combattono silenziosamente nelle sezioni, nelle piazze, nelle lunghe notti fra l’odore della colla o dentro le celle fredde delle patrie galere, ai camerati che sono morti per l’idea e ancora marciano con noi”. Così scrive sulla sua pagina Facebook Lotta Studentesca, il gruppo giovanile di Forza Nuova.