Politica

Tav, Napolitano a Torino: la città è blindata Foglio di via per il pacifista Turi Vaccaro

Il presidente della Repubblica interviene a un convegno sulla magistratura nella storia d'Italia, all'indomani della sua presa di posizione in favore dell'Alta velocità e contro i violenti del movimento. Il militante bloccato dagli agenti mentre cercava di avvicinarsi a Palazzo Madama. Moretti (Fs): "Tracciato resti così com'è"

Il pacifista Turi Vaccaro sale su un albero all'interno della zona del cantiere del Tav nell'agosto del 2011

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano va nella “tana del lupo”. A Torino, all’indomani della sua presa di posizione in favore dell’Alta velocità in Valsusa e delle parole di condanna per i comportamenti violenti di alcuni No Tav. Per questo il presidente, che è stato nel capoluogo piemontese per intervenire a un convegno organizzato dal Csm sul ruolo della magistratura ordinaria nella storia dell’Italia unita, temeva contestazioni da parte dei militanti. Contestazioni che però, non sono arrivate. Almeno, non su questo argomento. Perché invece gli attivisti, riuniti in un piccolo gruppo sotto i portici di piazza Castello, hanno criticato Napolitano per la decisione, presa sempre ieri, di non incontrare gli amministratori locali contrari all’alta velocità: “Siamo rimasti molto delusi”. Una decisione che ha fatto infuriare Beppe Grillo che sul suo blog ha scritto: “Pertini non si sarebe mai comportato così”.


video di Cosimo Caridi

Un’apertura a “tutti i sindaci della Val di Susa, siano essi a favore o contrari alla Tav” è venuta invece dal governatore del Piemonte Roberto Cota che, nel corso di un incontro con numerosi primi cittadini della Bassa e Alta Val di Susa e della Val Sangone ha proposto di organizzare una riunione con “l’obiettivo di predisporre un ‘progetto Val di Susa’ per la valorizzazione, lo sviluppo e la tutela del territorio”. Per Cota, che si è detto “disponibile a incontrare tutti i sindaci, anche quelli con un orientamento non a favore della Tav, ma che quanto meno dimostrino un atteggiamento dialogante”, occorre mettere a punto “un pacchetto di richieste da portare a Roma”. Il governatore ha poi riferito dell’incontro avuto ieri con il premier: “Ho rappresentato a Monti la realtà: non esiste una maggioranza di amministratori locali che sono contro la tav. Soddisfatta dell’incontro Gemma Amprimo, sindaco di Susa: “Questa riunione rappresenta un passo importante, perché si sono poste le basi per un tavolo più ampio, che potrà essere occasione concreta per un vero dialogo con la Valle”. “Credo – ha aggiunto Valter Marin, sindaco di Sestriere – che ci possano essere le premesse per una stretta di mano generale in Valle dopo l’incontro di oggi, al di là delle posizioni sul Tav”.

Per il resto, non si è registrato alcun problema di ordine pubblico, fatta eccezione per il fermo del militante pacifista Turi Vaccaro, che vestito di bianco ha tentato di oltrepassare il cordone delle forze dell’ordine schierato intorno Palazzo Madama, sede del convegno. Nei suoi confronti la questura di Torino ha emanato un foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno per un anno in sette comuni della Val di Susa: Avigliana, Bussoleno, Chiomonte, Exilles, Gravere, Giaglione e Susa. Da parte sua, Turi ha già deciso: “Infrangerò il divieto il 9 marzo per vedere uno spettacolo teatrale a Bussoleno”, ha dichiarato al Fattoquotidiano.it. Il provvedimento – spiega la questura – è stato adottato per gli episodi di cui Vaccaro è stato protagonista e che “hanno creato turbativa alla sicurezza pubblica in quei Comuni”. Per quegli episodi l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per i reati di violazione dei sigilli e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Gli episodi contestati sono tre: quello dello scorso giugno, quando, durante gli scontri fra No Tav e polizia in Valsusa, Turi si oppose a una pala meccanica impugnando una collana di agli; quello dello scorso agosto, quando è rimasto per tre giorni su un albero, nei pressi del cantiere del Tav di Chiomonte, a venti metri di altezza, facendo lo sciopero della fame; e quello di domenica sera, quando si è arrampicato sul traliccio dell’alta tensione di Chiomonte dal quale era caduto una settimana prima il leader No Tav Luca Abbà, arrampicatosi per protestare contro l’allargamento del cantiere. Turi è rimasto sul traliccio (da cui era stata tolta l’elettricità) 16 ore e poi è sceso spontaneamente. Per i militanti si tratta di “una provocazione bella e buona che denota il pugno di ferro che intende tenere la questura torinese, intimidendo persino Turi, a nome di tutti, che è noto per il suo coraggio e per la sue azioni non violente”. Per il Prc, il provvedimento è “da regime fascista”.


video di Cosimo Caridi

Contro qualsiasi modifica dell’opera interviene intanto l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti: ”C’è quello, andiamo avanti con quello”, ha affermato a proposito del percorso della linea ferroviaria. Secondo Moretti “i corridoi europei servono a costruire infrastrutture che oggi l’Europa non ha” per “essere in competizione con gli altri grandi del mondo che oggi stanno investendo: si pensi ad esempio alla Cina”.

Intanto, il direttore del Dipartimento Emergenza e accettazione dell’ospedale Cto di Torino, Maurizio Berardino ha sciolto dopo 8 giorni la prognosi per Luca Abbà. “Il ragazzo ècosciente, mantiene il respiro spontaneo, ha riconosciuto i parenti e ha risposto con cenni del capo alle loro domande. E’ sottoposto a cicli di ventilazione non invasiva con maschera facciale, che tollera bene, e il quadro complessivo – ha sottolineato Berardino – mostra “una buona stabilità, nonostante alcuni episodi febbrili”. I medici hanno anche valutato il comportamento neurologico dell’arto superiore destro che è stato attraversato dalla scarica elettrica che ha causato la caduta dal traliccio ed è stata confermata la presenza di segni di sofferenza soprattutto nella parte spalla-braccio, mentre buona parte dei movimenti delle dita della mano appaiono conservati. Al momento i medici non rilevano “la necessità o l’utilità di interventi precoci sulle strutture nervose”.