Cronaca

Roma, inchiesta sui vigili urbani. “Una cupola mafiosa per il racket delle licenze”

Secondo il procuratore Capaldo l'organizzazione sarebbe diretta dal comandante del corpo Angelo Giuliani e gestita da almeno 9 vigili, per il rilascio di autorizzazioni ai commercianti del Centro. Indagini anche su tangenti agli agenti per non rilevare occupazioni abusive di suolo pubblico ed 'aggiustare' i verbali

Un “mercato parallelo di licenze gestito da ‘professionisti'”. E’ quanto ha denunciato il presidente del I Municipio di Roma, Orlando Corsetti ed è quanto sta cercando di verificare il procuratore Giancarlo Capaldo che oggi ha anche ricevuto in visita il sindaco Gianni Alemanno. Gli inquirenti indagano su un giro di tangenti che entravano direttamente sui conti della polizia Municipale tramite assegni e contanti. In cambio i vigili non rilevavano occupazioni di suolo pubblico abusive, aggiustavano i verbali ad uso dei negozianti e rilasciavano licenze commerciali. A guidare l’organizzazione, secondo le indagini, ci sarebbe il comandante del corpo Angelo Giuliani che gli inquirenti definiscono come “a capo di una vera e propria cupola mafiosa per il racket delle licenze in Centro” e  tra gli indagati ci sarebbero almeno altri 9 vigili urbani.

“A gennaio un gruppo di proprietari di locali del centro storico mi ha raccontato di un mercato delle licenze – ha dichiarato Corsetti – con tanto di tariffario: con cifre tra i 130 e i 150 mila euro si poteva acquistare e riattivare licenze di somministrazione bloccate o sospese. Una parte della somma, tra i 20 mila e i 30 mila euro, veniva riscossa con assegni, il resto poi in nero. Non mi hanno mai detto che si trattasse di vigili urbani, ma io ho fatto una denuncia alla Guardia di Finanza. In un caso uno degli imprenditori, prima di pagare, venne in Municipio e si rese conto che la licenza che voleva acquistare in nero non sarebbe mai stata riattivata”.

Tra questi imprenditori c’è anche Vincenzo Conticello, titolare dell’Antica Focacceria, una sede nella Capitale e una, storica, a Palermo, che da 6 anni vive sotto scorta per aver denunciato e testimoniato a Palermo nel 2006 contro i suoi estorsori. “Conticello aveva denunciato che sedicenti intermediari gli avevano offerto l’acquisizione di licenze di esercizio per cifre dai 120mila ai 150mila euro – spiega Corsetti -. Le licenze attive, ma di fatto riferite a locali chiusi o inesistenti, si potevano trasferire in altri esercizi commerciali. Il tutto in contanti e in nero, un evidente segno di riciclaggio del denaro”. Ed il presidente del I Municipio ha concluso: “Nel nostro territorio ci sono interessi legati al commercio che generano appetiti di tutti i tipi. Esistono strutture parallele al Municipio che monopolizzano il mercato”.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è recato a colloquio con il procuratore reggente dell’inchiesta Giancarlo Capaldo per avere chiarimenti sulla vicenda ed approfondire la posizione di alcuni vigili urbani del I gruppo. Il loro comandante, Stefano Napoli, è stato ascoltato in mattinata per circa un’ora come persona informata sui fatti dal procuratore aggiunto Alberto Caperna e dal pm Laura Condemi, dal momento che ha disposto i primi trasferimenti di agenti: 30 vigili urbani che facevano servizio negli uffici della polizia amministrativa ed edilizia del I Gruppo sono infatti stati “congelati” o spostati ad altre occupazioni.