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Buffon non è il mio capitano

Omertà bella e buona. “Ridirei tutte le stesse cose” ha confermato oggi Gigi Buffon. Domenica, commentando il post partita di Milan-Juve, aveva chiarito di non essersi accorto che il tiro di Muntari fosse entrato ma aveva aggiunto: “Se l’avessi visto, non avrei detto nulla all’arbitro”.

Il calcio che “si batte” per le campagne sul “fair play”, sul gioco pulito, sulla correttezza, il calcio che auspica “un terzo tempo” in stile rugby anche per i big match, si schiera come un solo uomo con il portiere.

La polemica è assurda, Buffon ha detto quello che avrebbe detto il 99,9 per cento dei calciatori” il pensiero dell’ex ct azzurro Marcello Lippi. “Apprezzo la sincerità di Buffon” ha invece assicurato Francesco Guidolin, allenatore dell’Udinese che così ha festeggiato la fresca vincita della “Panchina d’oro”. Cesare Prandelli, invece, attuale ct degli Azzurri, è certo: “Non ho mai pensato di togliere la fascia a Buffon e non credo abbia bisogno di alcuna difesa”. Dichiarazioni simili, di allenatori e calciatori, sono decine, e anche per molti lettori della Gazzetta dello Sport Buffon è stato semplicemente “sincero” (solo Marcello Nicchi, dell’associazione italiana arbitri, si è detto “deluso” dal portiere).

Andrò controcorrente ma non sono per niente d’accordo. In primo luogo Buffon è il capitano della nostra nazionale e ha perciò, di fatto, un ruolo istituzionale. Un ruolo di esempio per i ragazzini che sgambettano in periferia, di unità quando ci confrontiamo nello sport con il resto del mondo, di rappresentanza nei confronti di tifosi e cittadini.

Non è perciò giustificabile che un campione così in vista rivendichi il diritto all’omertà. Per il vocabolario Treccani omertà è “quella solidarietà che, dettata da interessi pratici o di consorteria (oppure imposta da timore di rappresaglie), consiste nell’astenersi volutamente da accuse, denunce, testimonianze nei confronti di una determinata persona o situazione”. Il “capitano” da sbruffone ha rivendicato proprio questo: la sua omertà; per lui il rispetto delle regole, viene sempre dopo l’interesse personale; l’onestà sempre dopo il proprio gruppo (e in questo caso il “timore di rappresaglie” non è neanche paragonabile a quello dei commercianti che denunciano il racket).

Per Prandelli tutto ciò non sarà un problema. Bell’esempio anche da Prandelli. Ma c’è da sperare che gli italiani non la pensino tutti così. C’è da sperare che in tanti, tantissimi, oggi dicano “Buffon rimarrà anche il capitano della Nazionale, ma non è più il mio capitano”.

twitter.com/fedemello

AGGIORNAMENTO: su me mani per Zeman: “Di solito durante una partita nessuno direbbe se il pallone è entrato in porta o no, dopo la gara però si deve ammetterlo. E chi lo fa è solo onesto.Buffon è anche capitano e portiere della Nazionale: credo che debba dare l’esempio e dimostrare onestà”.